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Sciopero dei doppiatori: a rischio serie tv, film e cartoni

Doveva concludersi il 2 luglio, ma a conti fatti lo sciopero dei doppiatori italiani, indetto da Anad – Associazione nazionale attori e doppiatori, è stata prolungato.

Al base dell’agitazione il nuovo contratto nazionale: “Il CCNL del settore è scaduto da tre anni e mezzo – scrive in un comunicato l’ ANAD- e in questo periodo  sono stai fatti notevoli investimenti nel settore televisivo e c’è stato l’ingresso di nuovi soggetti sul mercato. Tutto ciò ha significato l’aumento esponenziale del doppiaggio di nuovi prodotti.

A fronte di queste mutazioni del mercato cinetelevisivo, nel corso delle trattative per il rinnovo del suddetto contratto, la parte datoriale rappresentata dal’ Anica propone modelli di organizzazione del lavoro totalmente destrutturanti e lesivi della qualità del prodotto finale”.

ANADIl nuovo contratto prevederebbe infatti sessioni lavorative da 4 ore con la possibilità per le società di doppiaggio di pagare con gettoni di presenza e per i doppiatori di occuparsi al massimo di tre progetti contemporaneamente. Tutto ciò permetterebbe un taglio dei costi, ma anche e soprattutto un taglio del personale.

Molte sono state (e probabilmente saranno) le ripercussioni dello sciopero sulla programmazione televisiva. La più vessata ad oggi è Mediaset, che ha trasmesso con i sottotitoli molte delle serie tv trasmesse sui canali a pagamento, come  Mike and Molly, The Middle, Suits, Parenthood, Revolution, Grimm e The Mentalist.

Per quanto riguarda Sky, la rete ha invece optato per lo slittamento di New Girl e Modern Family, mentre manderà in onda sottotitolate True Blood e Leftovers.

Sul versante cinema, gli appassionati di Hunger Games dovranno aspettare ancora un altro pò per vedere doppiato il trailer dell’attesissimo terzo episodio della saga.

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