Cinema

Saturday Church (Roma Film Fest): la recensione del film del regista Damon Cardasis

saturday church

Titolo: Saturday Church

Genere: drammatico

Anno: 2017

Durata: 1h 30m

Regia: Damon Cardasis

Sceneggiatura: Damon Cardasis

Cast principale: Margot Bingham, Regina Taylor, Marquis Rodriguez

 

Mia madre è un prete episcopale e io sono un uomo gay. Con una situazione simile ho potuto usufruire di un punto di vista molto singolare per capire che la religione istituzionale ha del tutto travisato quanto scritto nella Bibbia, facendo soffrire molto i bambini LGBTQ.

Quando ho scritto Saturday Church ho voluto unire alcuni elementi che generalmente non si trovano fianco a fianco: la religione e i giovani LGBTQ; la fantasia e la realtà. Come regista, la cosa che mi premeva di più era che il film fosse autentico e veritiero. (Damon Cardasis)

Saturday Church è il titolo del primo lungometraggio realizzato dal regista Damon Cardasis. Il film è stato presentato al Tribeca Film Festival ed è arrivato in Italia grazie alla collaborazione tra la Festa del Cinema di Roma e Alice nella città.

Chi è Damon Cardasis?

Damon Cardasis è stato due volte nominato ai Writer’s Guild Award ed è socio della sceneggiatrice e regista Rebecca Miller. Insieme i due hanno fondato la casa di produzione Round Films. Cardasis ha prodotto il film Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini.

Attualmente la Round Films sta lavorando a diversi progetti per cinema e TV, tra questi il nuovo film della Miller, She Came to me, con Amy Schumer, Steve Carell e Nicole Kidman.

Saturday Church e Alice nella città

Alice nella città dopo essere stata una sezione della Festa del Cinema di Roma dal 2006 al 2011, dal 2012 è divenuta sezione autonoma e parallela della medesima manifestazione. Durante tutto l’anno affianca la Fondazione Cinema per Roma nelle attività di CityFest, curando gli eventi rivolti al settore giovani/educational.

La trama

Bronx, New York City. Il quattordicenne Ulysses, interpretato dal giovanissimo Luka Kain, ha appena perso il padre. Sua madre Amara (Margot Bingham) è rimasta sola e si ritrova a dover crescere i due figli più piccoli con il solo aiuto di zia Rose (Regina Taylor), una donna severa e conservatrice.

Ulysses è un ragazzo timido ed effeminato e non è a proprio agio con se stesso. L’esistenza del ragazzo cambia radicalmente quando entra in contatto con una neonata comunità transgender, Saturday Church appunto.

Mentre la sua vita si sdoppia, aumentano i sospetti di sua zia. La donna farà di tutto per intralciare l’esistenza di questo giovane uomo.

Scopriamo Saturday Church

Saturday Church è un film sensibile e intimista che narra dell’epopea esistenziale di un giovane transgender alle prese con i risvolti di un’esistenza travagliata.

Nel corso del film si assiste a una graduale crescita del protagonista, Ulysses, che in seguito alla morte del padre decide di rivelarsi al mondo nonostante tutto e tutti.

Saturday Church è una pellicola che si dispiega attraverso le gesta di un giovane guerriero metropolitano costretto a fronteggiare le lacune e le mancanze di una società che si dimostra incapace di riconoscere il diverso.

Ulysses viene deriso dai compagni di scuola e non è supportato da un nucleo familiare che cerca di reprimere la sua vera personalità. Un alieno in patria che sopravvive tra le trame arzigogolate di rapporti personali permeati dall’ombra di un grande segreto. Una socialità che si evolve con fare asfittico lungo il processo di crescita di questo giovane protagonista.a<

Saturday Church è un film diretto ma allo stesso tempo rispettoso di tutte le correnti ideologiche che identificabili all’interno di un tessuto narrativo lineare e pertinente che riesce a trasporre una tematica estremamente delicata senza mai scadere nella descrizione di luoghi comuni o clichè; sfumature che spesso inficiano la qualità di alcuni film appartenenti al cosìdetto filone LGBTQ.

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Nel film infatti, si assiste a una alternanza di contesti dalla caratteristiche eterogenee e contrastanti: la formazione filocattolica impartita dalla famiglia del giovane Ulysses, infatti, si scontra con l’eccentricità e la giovialità della comunità queer in cui troverà un valido sostegno.

Saturday Church è un film ideologicamente equilibrato

Tuttavia il lungometraggio del regista Damon Cardasis presenta delle criticità che, ahinoi, lo rendono perfettibile.

Pur essendo molto fluido e godibile, Saturday Church pecca di appeal. E’ un film seduto che non si caratterizza per particolari picchi narrativi, che risulta fin troppo lineare e politicamente corretto. Inoltre, gli inserti musicali e le coreografie si innestano male nell’impianto dei dialoghi, sostituendoli.

All’interno dei dialoghi e delle scene di questa pellicola, inoltre, si riscontra una pericolosa commistione ideologica riguardante la tematica gender.

Nel film infatti, si parla esclusivamente di ragazzi trans omosessuali. Un messaggio fuorviante. L’essere trans infatti, trascende dalle preferenze sessuali dei soggetti che intraprendono il percorso del raggiungimento del vero io. Vi sono trans eterosessuali e nel film si fa esclusivamente riferimento ai trans in quanto persone attratte da partner di sesso maschile.

In generale, Saturday Church, è un film elegante, sensibile ed emozionale che aiuta a comprendere le difficoltà che un giovane ragazzo trans è costretto ad affrontare.

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