Recensioni Serie Tv

Reign: Conclusione affrettata (ma romantica) per Mary. Recensione Quarta Stagione

reign adelaide kane

Dire addio non è mai semplice. Non importa se la serie tv a cui diamo l’ultimo saluto sia stata all’apice della recitazione e sceneggiatura. Non importa che sia stata premiata o ignorata dagli awards, non importa se i suoi attori sapessero o meno recitare. In verità non importa quasi nulla, fuorchè il fatto che abbia saputo emozionarci, anche solo un pochino, e sia stata in grado di lasciarci qualcosa. Quel qualcosa può spaziare dal puro trash, alle semplici ship, alla colonna sonora. Possiamo ricordare un abito, una scena, un dialogo: è sufficiente. Sufficiente per guardarci alle spalle e provare anche solo un briciolo di nostalgia.

Reign non è sempre stata la serie tv che meritavamo ma, più spesso che non, la serie tv di cui avevamo disperatamente bisogno. Con dei costumi atemporali alla Marie Antoinette e degli intrighi alla corte francese che Gossip Girl non reggeva nemmeno il confronto, la storia di Maria Stuard è stata un capitolo importante, anche se isolato, nella storia dei period drama, in generale, e della CW, in particolare.

La fine di una regina e la fine di un’era: dove eravamo e dove siamo arrivati

reign wedding

Credits: The CW

Se ci sforziamo abbastanza saremo in grado di ricordare quel lontano 2013 e quel pilot (che tanto aspramente mi ero permessa di criticare) che portò Mary nelle nostre vite. Quello che la serie tv era allora non è nemmeno lontanamente paragonabile con ciò che la serie è diventata nel corso degli anni. Tralasciamo il doloroso (ma doveroso) addio a Francis – di cui parleremo dopo – e pensiamo invece a quello che Mary (Adelaide Kane) ha superato nella seconda parte della sua vita.

LEGGI ANCHE: Reign – Recensione della prima stagione del drama su Mary Stuard

Più matura, più oscura, più confusionaria perfino la parentesi della sua vita affrontata nella quarta stagione di Reign. Mary non è più una ragazzina innamorata del futuro re di Francia, non è neppure la sua regina. E’ una regina di un paese in costante subbuglio, con numerosi nemici e tanti di quei colpi di stato che, al solo pensiero, mi viene il mal di testa. Se prima potevamo contare su una continuità di trama e di personaggi, in Scozia perdiamo i nostri punti cardinali. Certo, c’è Greer (Selina Cinden), ultima sopravvissuta delle quattro ancelle di Mary, e c’è James (Dean Jeannotte), unico notabile personaggio tra i nuovi arrivi della corte scozzese. Il resto? Una voragine confusionaria di nomi e caratteri di cui, se la storia non ci obbligasse a parlare, faremmo volentieri a meno.

La memorabile figura di Francis non ha nulla a che vedere con la volubile natura di Lord Darnley (Will Kemp) e nemmeno con la losca figura di Bothwell (Adam Croasdell). Era evidente che mai nessuno avrebbe potuto competere con Francis e l’unica alternativa era fornire a Mary un pretendente che non fosse semplicemente passabile, ma facesse dimenticare, anche per pochi istanti, la sua inadeguatezza.

Il vero amore non muore mai, proprio come quello di Mary e di Francis

francis mary reign

Credits: The CW

Ecco allora che è doveroso fare un passo indietro, lanciare un’occhiata alle proprie spalle e ricordarci di Francis (Toby Regbo). Quel re generoso, quel re che nessuno è riuscito a sostituire – né il fratello Charles né altri. La verità è che, se volessimo essere cattivi, escluso Bash – di cui si sono perse le tracce dopo la terza stagione – potremmo dire con assoluta certezza che non c’erano personaggi maschili in grado di rimpiazzare Francis. Charles è stato il bambino speciale, costantemente salvato da una madre che sperava di tenere insieme un paese in evidente difficoltà.

Chi resta? Darnely, Bothwell, Henry e le sue irrealistiche ambizioni ad un trono che sembra portare un’evidente iella a chiunque abbia il coraggio di sedervicisi? Francis era insostituibile.

Ecco allora che la felicità di Mary, privata di un marito che amava, le viene restituita nella morte, in un paradiso un po’ semplicistico che ha il retrogusto di “contentino”. Malgrado sia logico che Mary abbia amato Francis e solo con lui possa trascorrere un’ipotetica vita oltre la morte, una vita di pace e serenità, la semplicità con cui il tutto viene gestito fa storcere il naso. La velocità della narrazione, che salta ben due decenni, è l’evidente tentativo di chiudere una serie tv cancellata la cui trama era stata già scritta.

LEGGI ANCHE: I 13 momenti che hanno resto indimenticabile Francis 

Ho amato la reunion di Mary e Francis – questo non potete togliermelo, mi spiace – ma continuo a credere che il salto temporale e la conseguente esecuzione di Mary siano stati mal gestiti. Aspettava che suo figlio la salvasse, d’accordo: ma che rapporto aveva con questo figlio, lo conosceva? E’ evidente che la risposta sia no. Ma è una risposta che dobbiamo indovinare, che non ci viene fornita. Seguite il mio ragionamento?

Caterina ed Elisabetta: i pilastri di una serie tv che aveva bisogno di muri portanti

elizabeth skarsten reign

Photo: Ben Mark / The CW

L’evidente carenza di incentivi alla corte scozzese ha reso ancor più centrali le vicende di Caterina alla corte francese ed Elisabetta a quella inglese. Malgrado non sia mai stata grande fan di Rachel Skarsten, confesso che la storyline di una regina “vergine” in continua lotta tra ciò che desidera e ciò di cui il suo paese ha bisogno è stata molto interessante. Abbiamo visto diverse sfumature di Elisabetta, del suo modo di essere regina. Volenti o no abbiamo iniziato ad apprezzarla. Certo, delle scappatelle con Gideon vestita da contadina si poteva fare a meno, ma ora impariamo ad accontentarci.

Caterina (Megan Follows) è invece stata, ancora una volta, essenziale. Non solo alla sua corte, dove ha saputo ben destreggiarsi tra un figlio apparentemente impazzito e una figlia con manie di grandezza, ma anche alla corte scozzese. Il fatto che Mary non fosse più la moglie di suo figlio non l’ha fermata dall’aiutarla e indirizzarla nella giusta direzione. Caterina è stata per Mary una madre molto più di quanto non lo sia stata Mary de Guise.

Piccola parentesi: la necessità di vedere Eliza ogni tre per due alla corte francese quale era? Non è una regina con un paese da governare? Non ha un marito la cui armada è pronta ad attaccare l’Inghilterra? Insomma, parliamone. O anche no.

Costumi sempre nuovi, uno stile indimenticabile e una cornice da sogno

reign megan follows craig parker

Credits: The CW

Cosa resta, allora, da aggiungere ad una stagione che ha avuto evidenti problemi, non solo di narrazione e logica, ma anche di trama e consequenzialità? Ebbene restano i meravigliosi costumi, che la costumista Meredith Markwork-Pollack ha saputo personalizzare con grande sensibilità. Se a Caterina sono sempre stati affidati abiti alquanto “tradizionali” ed il più possibile vicini alla storia, Mary ha potuto sfoggiare una sfilza di abiti che spaziavano dagli stilisti più noti a imitazioni di reali abiti indossati dalle cortigiane dell’epoca. Se l’atemporalità dei costumi ci ha disturbato? All’inizio, forse, quando non sapevamo a cosa andavamo incontro.

LEGGI ANCHE: Reign – recensione della seconda stagione 

Tra gli abiti degni di nota di questa stagione ci sono sicuramente quello indossato da Mary quando ha esiliato James dalla corte scozzese; l’abito da sposa di Mary quando ha sposato Darnley; l’abito di Elisabetta in occasione del suo compleanno; fino all’abito di Caterina durante il matrimonio di Mary. Altri?

Un addio dolceamaro (ma necessario) che chiude il Reign di Mary Stuard

reign greer mary

Credits: The CW

Arriviamo così a quel momento nostalgico, quello di cui parlavo prima. Quel momento in cui realizzi che non ci saranno più feste con venti invitati, duelli impossibili, storie d’amore struggenti e colpi di stato come se piovesse. Niente più rivalità tra Inghilterra e Scozia, niente più intrighi di potere in Francia. Niente più “I am the Queen”, urlato a pieni polmoni da Mary in ogni circostanza ed occasione con più frequenza del buongiorno.

Scrivere la parola fine per Reign era, non di meno, necessario. Necessario per concludere una serie tv che, ahimè, aveva esaurito le cose da dire. Malgrado fosse la storia di Mary, è stata prima di tutto la storia di un grande amore e, venuto a mancare quello, molto delle fondamenta della serie è capitolato irrimediabilmente. Ricorderemo senz’altro il trash e le meraviglie (?) di Reign, nella tenue speranza che a nessuno venga più in mente di riprovare a fare una serie tv simile. Fino ad allora, Long live the Queen. Ah no, aspetta…

Comments
To Top