News Serie TV

Reboots, Revival e Remake: La tv non ha più idee?

Twin Peaks-Remake

Il ritorno di Twin Peaks è solo l’ultimo strascico dell’epidemia dei reboots e dei revivals che ha colpito la televisione in questi ultimi due anni. Tra il 2016 e 2017 abbiamo visto e vedremo sui nostri schermi una quantità di prodotti “copia” molto consistente, tanto da chiedersi se il fattore nostalgia non sia andato un po’ oltre.  Oltre all’opera di Lynch che debutterà il 21 maggio, sul menù di quest’anno abbiamo Legacy 24 (continuo spirituale di 24), American Gigolò (versione tv del film con Geere del 1980) Beaches (remake della serie americana del 1988), Behind enemy lines (serie FOX tratta dal film del 2001), Streghe (sequel dell’omonima serie finita nel 2006), Dear White People (serie netflix tratta dal film del 2014), Dirty Dancing ( serie remake del film del 1987), Glow (serie netflix reboot dell’omonimo prodotto del 1980) Lethal Weapon ( film tv reboot di quello del 1987) Prison Break (seguito della serie finita nel 2011) e infine Xena la principessa guerriera (reboot della serie finita nel 2001). Senza scordare che abbiamo già ingurgitato Full House, X-files e Una mamma per amica.

Non sempre il reboot è però simbolo di basso livello tecnico narrativo. Prendiamo 12 Monkeys o Westworld ad esempio, entrambi questi due prodotti sono stati in grado di prendere un’idea, un mondo, e farne una serie tv indimenticabile e unica. Questo in parte perché in entrambi i casi, oltre ad esserci dietro due menti sceneggiatrici geniali,  le serie hanno fatto la giusta scelta di staccarsi dal film da cui prendevano spunto e creare ex-novo una storia contemporanea e avvincente. Quindi non sempre la scelta di rifare un film o una serie comporta automaticamente un risultato negativo e certe volte può essere spunto di prodotti davvero originali, resta però il fatto che la quantità di revival e reboot è notevolmente aumentata, tanto da poter parlare di vero e proprio “fenomeno”.

Le differenze tra reboot, remake e revival e perché sono dannosi per le TV:

Il remake è in senso letterario una copia di un’opera sia essa televisiva o cinematografica e viene girata e prodotta di nuovo con attori diversi (Es. il Grande Gatsby del 1974 e del 2013).

Il revival si avvicina al remake perché riutilizza sempre gli stessi personaggi, gli stessi attori, ma è ambientato diversi anni dopo la fine del film o della serie, non è necessariamente un sequel ma piuttosto un “punto e a capo”, un modo per fare incassi con il nome della serie famosa di turno (vedi Una Mamma per Amica) riproponendo le stesse dinamiche solo con personaggi ormai cresciuti.

Il reboot è invece un nuovo inizio, viene presa l’idea del film o della serie da “resuscitare” e tramite il cambio degli attori, della trama, dei personaggi e della messa in scena si riesce a dare nuova vita a prodotti dimenticati (il reboot più famoso della storia è quello di Doctor Who del 2005). In sostanza quindi tutti questi prodotti, che non si fermano solo alle serie, ma investono anche gli show televisivi (qualcuno ha detto “Furore”?), non fanno altro che sfruttare il fattore “si stava meglio quando”, per riproporre un’idea già sfruttata anni fa.  I reboots, revival, remake sono deleteri per la televisione, perché instaurano il ragionamento per cui le case di produzione preferiscono puntare su una fetta di pubblico affezionata al titolo, invece che rischiare e scommettere sull’idea originale. Creando un circolo vizioso per cui, lo spettatore vede la serie, ma la abbandona più o meno a metà e il canale è costretto a non rinnovarla ma contemporaneamente a finanziare l’ennesimo revival della serie anni ’90 di turno.

La Tv non ha davvero più idee?

Uno dei fattori che getta molte ombre su questo fenomeno dei remake è che nessuno di questi poi ha in concreto successo (escluso Westwolrd), basti pensare allo sfacelo che è stato X-Files lo scorso anno bocciato da pubblico e critica. I fan veri, quelli che sono rimasti fedeli al prodotto originale, nonostante spesso sognino un ritorno o una versione moderna della loro serie preferita, poi nella realtà, quando va in onda non rimangono mai soddisfatti. Perché il mondo, la TV, la società cambia e quello che una volta è stato un prodotto di successo non lo è necessariamente anche 10 anni dopo. (eccetto Friends che sembra non invecchiare mai)

L’onda di remake che ci sta invadendo e che, di pari passo con le serate anni ’90, ci porta a cullarci nel limbo nauseabondo della nostalgia, però non è riuscita a soffocare del tutto alcuni scampoli di originalità. Lo scorso anno e in particolare questo 2017 hanno dato natali a serie TV molto interessanti, pensiamo a The Leftovers, Legion, The Handmaid’s Tale, American Gods, Sense 8, The Americans, Stranger Things, The crown etc… Se da un lato preme però far notare che quasi tutti i prodotti, anche premiati e citati sopra, sono adattamenti di libri o fumetti, dall’altro in questi casi c’è comunque purtroppo un riscontro di ascolti e pubblico non altissimo, che lascia quindi perplessi su quello che veramente funzioni in tv. Davvero la televisione sta pian piano assorbendo il modello digitale dei titoli “acchiappa-visualizzazioni”, per cui funziona più “La mamma per amica: il revival” che “ Black Mirror”? Davvero ci sono così poche idee per cui per fare una serie interessante è necessario scomodare David Lynch e Twin Peaks che stavano bene nella memoria storica di ognuno di noi?

Nel film “L’attimo fuggente”, quando il professore interpretano da Robin Williams vuole spiegare ai ragazzi quanto le loro idee e emozioni contino cita Frost che dice: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso”. Ecco forse nella televisione di oggi, rapita dal turbinio dei revival, remake e reboots manca il coraggio di prendere la strada più difficile.

E voi? Vi piacciono i reboots? Siete rimasti delusi da alcuni? Ne vorreste altri?

Good Luck!

 

Comments
To Top