Poldark

La quarta stagione di Poldark guidata interamente dalle donne. La recensione

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In un anno in cui la battaglia per l’equalità dei sessi e la fine degli abusi sulle donne ha raggiunto vette insperate, Poldark cavalca, in questa sua quarta stagione, l’onda di quella bufera, dando spazio e voce alle proprie protagoniste femminili e rendendole, a tutti gli effetti, il filo conduttore di una altrimenti dimenticabilissima quarta stagione. Perché dopo anni e anni di Ross (Aidan Turner) e George (Jack Farthing) che si odiano e si ostacolano a vicenda, Demelza (Eleanor Tomlison) che perdona a Ross il tutto e anche di più, il vedere al centro del racconto le donne, i loro sentimenti e le loro scelte, spesso più forti e intense di quelle compiute da qualsiasi delle rispettive controparti maschili, è rinfrescante. Una ventata d’aria fresca.

Cosa è successo in questa quarta stagione?

quarta stagione di poldark ross e demelza

Credits: BBC One

Nella quarta stagione di Poldark l’azione si sposta progressivamente a Londra, luogo che i Warleggan, George ed Elizabeth (Heida Reed), ma anche lo stesso Ross prediligono, chi per il piacere della variegata compagnia chi per il suo incarico presso il Parlamento. Come ogni grande città, anche la capitale inglese, fulcro della nobiltà e dei divertimenti in cui quest’ultima ama intrattenersi, tende a far emergere degli aspetti inattesi dei protagonisti. Geoffrey Charles (Louis Davison), invecchiato inspiegabilmente di almeno una decina d’anni dalla scorsa stagione, si da all’alcool e al gioco; Ross si lascia tentare dalle provocazioni di Adderley (Max Bennett) e duella con lui, uccidendolo. Insomma, non proprio un atteggiamento rispettabile per i Poldark, dico bene?

Per fortuna il lupo perde il pelo ma non il vizio, come dimostra George con le sue ormai storiche macchinazioni nei confronti di Ross. Perfino la morte di un uomo diventa strumentale per poter tentare di annegare la fortuna del suo acerrimo rivale. Un colpo basso, uno in cui non teme di aiutarlo il Vicar Witworth (Christian Brassington) e la sua sempre più odiosa faccia da maialino. Un vero peccato che cada da cavallo, un peccato davvero! Con lui sale a quattro il conteggio delle morti (significative) di questa quarta stagione, ma andiamo per ordine e analizziamo tutto con doverosi e gustosi particolari.

Demelza non delude mai (a differenza di Ross)

quarta stagione di poldark demelza

Credits: BBC One

Vera e più significativa protagonista della terza stagione, anche stavolta Demelza non delude le aspettative. Dopo aver concesso a Hugh Armitage (Josh Whitehouse) il proprio amore, Demelza torna ad essere una moglie devota e responsabile. Sebbene sia straziante vederla divisa tra un uomo morente e un uomo che l’ha più volte ferita, è evidente come il cuore onesto di Demelza non possa nuovamente fare la scelta che ritiene più onorevole. Conforta Hugh sul suo letto di morte ma è Ross che sceglie, come sempre è stato e come sarà per sempre. Una decisione non facile e di certo discutibile, dal momento che suo marito le ha fatto passare tante di quelle pene e l’ha ferita tante di quelle volte da rendere praticamente doveroso domandarsi cosa spinga Demelza ad amarlo, ancora e ancora, perdonandolo completamente e per qualsiasi cosa.

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Emerge con più prepotenza il concetto di perdono nella seconda parte di stagione, quella in cui un’inesperta giovane donna di Nampara naviga il mare pieno di squali della società per bene londinese. Il risultato? Un marito geloso, un duello che rischia di fargli perdere la vita, un uomo morto e l’ennesimo ostacolo da superare per i coniugi Poldark. Confesso che Demelza, sebbene incarni ancora adesso le perfette qualità di una moglie devota e dedita alla propria famiglia, perdona troppo e con troppa facilità. Come scrive lei stessa nella sua lettera, lei si dedica alla tenuta di suo marito, ai suoi affari e ai suoi figli. In cambio non chiede nulla se non fiducia. Un sentimento che pare essere frenato dall’animo e carattere fin troppo burrascosi del capitano Poldark.

So che è il mio è un sogno ma spero davvero di vedere più Demelza nella quinta stagione. Paradossalmente, è quando non ha Ross accanto che la donna da il meglio di se: quando salva i fondi che hanno depositato in banca, quando salva la loro miniera. Demelza è una donna straordinaria e non ha bisogno di un uomo per farla brillare. Difficilmente gli sceneggiatori sacrificheranno la storia d’amore “del secolo” per dare voce ad una Demelza indipendente ma una ragazza può sognare, no?

Morwenna e il #finalmenteunagioia

quarta stagione di poldark morwenna

Credits: BBC One

Meno determinata ma certamente più dolorosa è la storia di Morwenna (Ellise Chappell). Dopo esser riuscita a tenere a bada il marito per diversi anni ed esonerarsi dai propri doveri coniugali – grazie anche all’aiuto inconsapevole della sorella, Morwenna non riesce più a respingere Osbourne e soccombe alla forza dell’uomo che è suo marito e al suo diritto, quello di usare il suo corpo per il proprio piacere. Come tante altre, anche la discussione di violenza all’interno di un nucleo familiare è stata oggetto di dibattito negli ultimi mesi. Un tema senz’altro complesso, delicato, uno che tuttavia Poldark non teme di affrontare, prendendo anche una posizione ben decisa: una violenza, sebbene compiuta da un marito nei confronti di una moglie, è e resta una violenza non di meno.

Dopo aver perso il bambino prodotto di quella violenza, Morwenna trova in cuor suo di dare una speranza a Drake (Harry Richardson), sebbene tenue e limitata ad un amore platonico. Più complessa è la discussione circa il figlio che Morwenna non da alla luce, troppo per essere affrontato in una mera recensione dell’intera stagione. Diciamo solo che, da grande fan della coppia, sono felice del fatto che Morwenna abbia finalmente accanto un uomo che tiene a lei, che senz’altro non farà mai nulla per ferirla. A differenza di Osbourne, verso le cui braccia l’avevano spinta George ed Elizabeth per i propri scopi politici. Elizabeth si redime, almeno alla fine. George? Difficilmente.

Caroline e Dwight: Guida al come affrontare una dolorosa perdita

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Credits: BBC One

Legato ad una perdita dolorosa è l’altrettanto strappalacrime storyline di Caroline (Gabriella Wilde) e Dwight (Luke Norris). Dopo tanto tentennare sull’eventuale possibilità di diventare genitori – principalmente a causa di Caroline e del suo “cuore di pietra” – i coniugi Ennys erano finalmente riusciti ad avere una bambina. L’iniziale atteggiamento di Caroline nei confronti della figlia, distaccato ma forse persino un po’ apatico, avevano fatto presupporre che la donna soffrisse di quella che noi oggi potremmo definire depressione post-partum. Con la differenza che il problema qui non solo non viene affrontato ma, addirittura, risolto. Una soluzione naturale, in un certo qual modo, che lascia che l’amore di Caroline faccia il suo corso.

E’ proprio quando la donna si cala nel suo ruolo di madre che la scoperta del Dottor Ennys assume la tragica sfumatura che solo le più grandi tragedie greche avevano saputo portare in scena: la piccola è malata, non sopravviverà. Il dolore di Caroline si manifesta nella sua fuga. Una scappatoia dall’amore del marito ma anche dal ricordo della piccola, fino a portarla agli agi di Londra e ai suoi diversi svaghi.

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Sebbene Demelza sia il cuore pulsante della quarta stagione di Poldark, credo che Caroline incarni al meglio le caratteristiche del secolo in cui la serie tv è ambientata. Non ha quell’ambizione malsana e tinta di continui sotterfugi come per la casata dei Warleggan. Ma non è neppure una Poldark, con il peso e le responsabilità che questo comporta. E’ una donna di nobile casata, che risponde pacatamente ai problemi, li affronta quando può ma ammette di non poterlo fare, se le circostanze lo richiedono. Penso che, ancora una volta, Caroline e Dwight siano tra i personaggi meglio riusciti dell’universo di Poldark. Più nello specifico, nella quarta stagione di Poldark in generale.

Elizabeth, la vera stella della quarta stagione di Poldark

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Credits: BBC One

Ultima ma di certo non la meno importante è, infine, la figura di Elizabeth. Non sempre abbiamo provato simpatia per Elizabeth, principalmente perché ha messo sempre al primo posto se stessa e le proprie aspirazioni. Ha sposato Francis (che riposi in pace!) dal momento che non era certa del ritorno di Ross; ha poi sposato George perché certa che le avrebbe fornito uno stile di vita più agiato dell’uomo che amava. In tutto questo? Ha fatto anche soffrire Demelza, perché non era in grado di stare lontana da Ross. Il risultato? Una figura ambivalente, non di certo in cima alla top 3 dei nostri personaggi preferiti.

Se tuttavia c’è una cosa che non si può non riconoscere ad Elizabeth, come nella quarta stagione di Poldark così nelle stagioni precedenti, è senz’altro il suo amore smisurato verso i propri figli. Ha difeso fino all’ultimo il diritto di Valentine di chiamare George (e non Ross) suo padre. Ha amato e continua ad amare Geoffrey Charles e anche la piccola Ursula appena nata deve tutto a sua madre. E’ infatti lei che ha fatto si che tanto sia la piccola che suo fratello fossero amati equamente da George. Se vogliamo, in questa stagione abbiamo visto il percorso di redenzione di Elizabeth. Una moglie che ha sostenuto sempre il marito (sebbene quest’ultimo sia proprio Warleggan), che ha dimostrato amore sconfinato verso Geoffrey Charles e Valentine. Una donna che ha fatto pace, se vogliamo, con Demelza e lo stesso Ross. In poche parole era tutto fin troppo bello per essere vero.

“Guarda dove l’abbiamo condotta!” urla disperato George a Ross per comunicargli della morte di sua moglie. Due uomini che, probabilmente, senza la loro faida e odio reciproco non avrebbero costretto Elizabeth ai mezzi che ha utilizzato per tenere in piedi la sua famiglia. Impossibile puntare il dito contro l’uno o contro l’altro: io sono felice di sapere che entrambi vivranno con il rimorso di averla, in qualche modo, condotta alla morte. Direi che è un peso abbastanza difficile da sopportare già così.

Promossa la quarta stagione, bocciato in pieno (Ross) Poldark

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Credits: BBC One

La morte di Elizabeth, per quanto dolorosa, costituisce senz’altro uno dei momenti più intensi di questa quarta stagione di Poldark. Seguono senz’altro la morte della figlia di Caroline e Dwight, proprio come la dipartita di Hugh Armitage. Senza dimenticare il duello di Ross e la violenza ai danni di Morwenna. Ad essere sinceri non si tratta di una delle stagioni più leggere di Poldark. Anzi, è una stagione una che esplora senza troppe difficoltà diversi aspetti psicologici e sociali. Alcuni di quest’ultimi che possono trovare riscontro, senza troppi problemi, anche nella moderna società. Non a caso, come già detto, la centralità delle donne è strumentale in questo caso per affrontare di petto questi problemi e dunque costringere il pubblico, volente o no, a prendere una posizione circa quelle stesse tematiche.

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Nel complesso si può dire che la quarta stagione di Poldark sia stata un successo. Gli episodi da cinquanta minuti fanno si che gli eventi abbiano tutto il tempo di trovare la propria evoluzione. Spesso un singolo episodio procede tanto rapidamente quanto l’intera stagione di un teen drama non riesce a fare. L’elemento drammatico non manca ma, anzi, sembra sovrastare tutto il resto: dolore, perdita, morte, sono tutti temi a cui Poldark non è estranea ma che continua a rielaborare con nuovi ritmi e nuove coreografie.

Un po’ più noioso l’ormai consolidato ritmo del tira e molla tra Ross e Demelza, in verità. Continuo a sostenere che Demelza sia un personaggio capabilissimo di brillare anche senza il padrone di Nampara e personalmente non vedo l’ora che accada (sebbene sia consapevole che non accadrà mai). Senza contare che ormai Ross vorrei prenderlo a schiaffi ogni volta che entra in scena.

Ci rivediamo tra dieci anni, o almeno così dicono, per la nuova stagione e il suo salto temporale: per noi però sarà soltanto un anno, non temete!

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