Private Practice

Private Practice, il serial Addison-centrico

Uno spin off dedicato interamente all’ex moglie del dottor Derek McDreamy Shepherd.

A prima vista “Private Practice” potrebbe sembrare un serial già condannato alla cancellazione. L’inizio del pilot non risulta essere per nulla entusiasmante e i personaggi sembrano piatti e privi di qualsiasi interesse. Ma qualcosa inizia a cambiare già durante la narrazione del primo episodio e alla sua fine scopriamo piccoli dettagli che iniziano ad accendere la curiosità dei telespettatori, primo fra tutti la presenza di un misterioso e affascinante dottore che lancia sguardi appassionanti e inequivocabili alla protagonista della serie, la dottoressa Addison Forbes Montgomery. Cosa volete che dica… la carne è debole ed è inutile non confessare che le telespettatrici (me compresa) si siano interessate a questa serie, almeno inizialmente, solamente dopo aver addocchiato Pete, il dottore alternativo interpretato da Tim “Sexy” Daly. Ma torniamo ad essere seri… almeno per queste prime righe di recensione 🙂

Interpretata da Kate Walsh, la protagonista Addison è l’ex moglie del più famoso dottor Derek McDreamy Shepherd del medical drama (un po’ soap) “Grey’s Anatomy”. Dopo aver lasciato le corsie dello Seattle Grace Hospital, la donna decide di volare a L.A. per lavorare alla Oceanside Wellness Group al fianco dell’amica di infanzia Naomi Bennett (Audra McDonald), anche lei alle prese con seri problemi sentimentali. Alla clinica troviamo altri colleghi di lavoro: Violet Turner (Amy Brenneman), una donna che non smette di parlare del suo ex boyfriend, il già citato Pete Wilder (Tim Daly), Sam Bennett (Taye Diggs), l’ex di Naomi, Cooper Freedman (Paul Adelstein) migliore amico di Violet e William “Dell” Parker (Chris Lowell) receptionist della clinica e da sempre innamorato cotto di Naomi.

Tutta la stampa, italiana ed internazionale, ha notato nella struttura narrativa dello show una somiglianza con i più celebri “Ally McBeal” e “Melrose Place”. Forse anche grazie a queste somiglianze, “Private Practice” ha convinto sia la critica sia il pubblico a dargli una seconda possibilità nonostante la sopraccitata lentezza del pilot. L’audience, episodio dopo episodio, è iniziato a crescere ma i fan sono rimasti comunque ben presto “a bocca asciutta” perchè, dopo appena nove episodi la serie è stata interrotta bruscamente a causa dello sciopero degli sceneggiatori americani.

Nonostante “Private Practice” sia nato come spin off del più celebre “Grey’s Anatomy”, i due telefilm possono definirsi appartenenti a due generi diversi: il primo è senza ombra di dubbio un drama con qualche spruzzatina di comedy, il secondo invece un comedy con qualche interludio drammatico. Dal tono tipico della sitcom, “Private Practice” è comunque riuscito a accendere l’interesse del fan grazie a trame più particolareggiate e ad episodi più intrspettivi che sono riusciti a raccontare la vita professionale e personale dei protagonisti.

Che dire: aspettiamo i prossimi episodi per dare un voto finale a questo nuovo prodotto della ABC, ma l’inizio seppur brando promette qualche episodio e sviluppo di trama interessante.

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