Scheda Mediaset
Sorrisi.com
Prendete un classico come «La grande fuga», tagliatelo con i tempi convulsi del telefilm americano d'azione, aggiungete una foresta di simboli, enigmi e suggestioni colte, e avrete «Prison Break», che sbarca in seconda serata su Italia 1 da giovedì, dopo «CSI».
L'inizio della storia è semplice. Michael è disperato perché suo fratello Lincoln è destinato a essere giustiziato entro pochi mesi; sicuro della sua innocenza e deciso a tutto pur di salvarlo, inscena una rapina in banca, si fa arrestare e imprigionare nello stesso carcere di massima sicurezza. Ha un piano molto elaborato per l'evasione e per la successiva dimostrazione dell'innocenza del fratello. Michael, infatti, grazie al suo lavoro di ingenere edile, si è procurato la pianta della prigione e la tiene nascosta in un tatuaggio irto di simboli e codici che gli ricopre il torso.
Nel ruolo di Michael c'è Wentworth Miller, visto in «Dinotopia» e nel film «La macchia umana». Lincoln, invece, è interpretato da Dominic Purcell, proagonista di «John Doe». (Patrizia Guariento)
Televisione.it
Michael Scofield (Wentworth Miller, La Macchia Umana) è un uomo disperato. Giovane e piacente ingegnere edile si trova ad affrontare una situazione alquanto complicata. Suo fratello Lincoln (Dominic Purcell, John Doe) è rinchiuso nel Penitenziario di Fox River con l’accusa di aver ucciso il fratello del Governatore. Condannato a morte, tempo un mese sarà giustiziato sulla sedia elettrica. Nonostante tutti gli indizi vadano contro di lui, Lincoln professa la sua innocenza, dichiarando di essere l’agnello sacrificale in un piano perfetto. Michael decide di credergli e per aiutarlo organizza un piano elaborato.
Dopo essersi fatto tatuare sul corpo l’intera pianta di Fox River, improvvisa una rapina con l’intento di farsi arrestare. Una volta all’interno del carcere inizia un lungo percorso che dovrà portare entrambi alla libertà. Prison Break, come dice lo stesso titolo, è per l’appunto il racconto della preparazione di un’evasione e, in più, della convivenza problematica tra detenuti. Promosso dalla Fox come nuovo 24, molti critici americani lo hanno paragonato a Lost per il ritmo incalzante e l’uso sapiente del flashback. Non dimentichiamo però un illustre precedente, OZ di Tom Fontana, il primo telefilm (prodotto da HBO) a infrangere il tabù della vita in carcere, fatta di soprusi, vendette, scontri tra fazioni, violenza. Fotografia scarna ma efficace di un inferno, girato con un cast di attori sconosciuti.
A differenza di Oz, Prison Break oltre ad avere tra i protagonisti volti già noti di cinema e tv, apre anche al mondo esterno e agli intrighi di potere che ruotano intorno al caso. L’avvocato Veronica Donovan (Robin Tunney, House), ex fidanzata di Lincoln, nel tentativo di scagionarlo attraverso vie legali sarà ostacolata prima e minacciata poi dai servizi segreti e, con lei, anche familiari e parenti dei due fratelli. Dulcis in fundo, non manca la figura dell’eroe, decisamente assente in OZ. Si tratta di Michael- è davvero difficile trovare qualcuno disposto ad entrare volontariamente in un carcere- e questo dà un pizzico di romanticismo ad una serie in cui la tensione non si allenta mai. Ideato e scritto da Paul Scheuring che ne è anche produttore esecutivo, prodotto da Fox, il telefilm, forte del grande successo riscosso in patria, avrà una seconda stagione. In Italia la prima serie va in onda su Italia1 a partire dal 18 maggio alle 22.55, subito dopo C.S.I. (Rossana Cacace)
Whipart.it
Siamo tutti trepidanti, in attesa di essere rapiti e sedotti dal nuovo sconcertante prodotto seriale realizzato da Adelstein/Parouse Productions, Original Television e 20th Century Fox Television: Prison Break, che a maggio andrà in onda su Italia 1 in seconda serata. Scritto e prodotto da Paul Scheuring (sceneggiatore di Il risolutore) e pilot diretto da Brett Ratner (regista di Colpo grosso al drago rosso, Red dragon, After the sunset, …), negli Stati Uniti è stato uno dei grandi successi della stagione 2005/2006 e, se si deve fare affidamento sulle parole di Damon Lindelof, cocreatore insieme J.J. Abrams di Lost, Prison Break, in quanto a strategia narrativa, ritmo, suspance e condizioni estreme in cui vengono a trovarsi i protagonisti, in lotta per la sopravivenza, non più in un’isola, bensì all’interno di un penitenziario, non ha nulla da invidiargli. Rimarremo a lungo incollati al piccolo schermo. Prison Break amalgama infatti generi molto accattivanti come il prisonal, il thriller, la spy-story, con la giusta miscela di allucinazione e realismo.
Il giovane ingegnere Michael Scofield (Wentworth Miller) viene colto in flagrante durante un furto e rinchiuso, per sua stessa richiesta, nella prigione di massima sicurezza “Fox River”(nell’Illinois), da lui segretamente progettata tempo addietro. Il luogo di reclusione deve necessariamente essere questo, anche perchè vi è detenuto il fratello Lincoln Burrows (Dominic Purcell), in attesa di essere giustiziato sulla sedia elettrica per aver assassinato Terrence Steadman, fratello del presidente degli Stati Uniti. Lo scopo di Michael, convinto che dietro tale situazione ci sia un complotto, è quello di organizzare l’evasione. Il progetto di fuga è il suo stesso corpo, la sua seconda pelle, il tatuaggio-mappa che lo riveste. E mentre il presente fa il suo corso tra indagini e tentativi legali di discolpa (ad opera dell’ex ragazza del fratello Veronica Donovan, interpretata da Robin Tunney), tra pericoli concentrazionari, soprusi e rituali misteriosi, il passato chiarificatore affiora per frammenti e flash back. Percezione – pensiero – corpo - azione sono fili imprevedibili che tessono e nutrono la pianificazione perfetta. Gli ingredienti ci sono tutti: plot, protagonista geniale, personaggi molto caratterizzati, intrigo e ritmo al cardiopalma. Non ci resta che aspettare la prima puntata per inoltrarci in questo labirinto che condurrà alla libertà.
L’origine di Prison Break risale al 2003, inizialmente la Fox , dati i lunghi tempi di lavorazione richiesti, accantona il progetto, poi decide di ricavarne una miniserie. Si facevano addirittura nomi altisonanti quali Steven Spielberg e Bruce Willis, ma non venne mai realizzata. Poi, dopo l’enorme successo di 24 e Lost, il network Fox cambia idea e nel 2004 inizia la produzione di Prison Break che nel 2006 riceve due nominations ai Golden Globe Award come miglior storia per serial tv e miglior attore di serial (Wentworth Miller); una nomination agli Eddie Award come miglior editore di serial per la tv commerciale (Mark Helfrich: episodio pilot). E Sempre nel 2006 vince un People's Choice Award come migliore nuova storia per la tv. Tra le varie curiosità è da segnalare che molte delle scene sono filmate nella cella dove era detenuto John Wayne Gacy (il killer-clown giustiziato con iniezione letale nel 1994) e che il guardiano della prigione Stacy Keach ha studiato il suo personaggio stando sei mesi in un carcere britannico a stretto contatto col personale addetto alla sorveglianza dei detenuti. (Manuela Orunesu)
Telefilm Festival 2006 [inviata da Spab]
Seriescope, agosto-settembre 2006 [grazie a Dazia e Marie-Céline]
Series Magazine, novembre 2006 [grazie a Addicted to Michael]