Preacher

Preacher si conferma la serie estiva per eccellenza – Recensione terza stagione

Preacher Season 3

Preacher è una serie dalla bellezza disarmante. Ironica, dissacrante, avvincente e con quel tocco trash che calza a pennello come in nessun’altra serie . Eppure, quando mi sono ritrovato a consigliarne la visione a qualcuno ho dovuto prima sondare il terreno. Preacher non è per tutti i palati: il leggero nonsense che aleggia in alcune scene potrebbe far desistere i più.
E forse è questo il motivo per cui Preacher non è una serie così popolare al momento. Ma a noi va bene così, finché il cuore dello show resta lo stesso.

Dieci è il numero giusto di episodi per questa terza stagione. Ammetto di essere stato deluso, all’inizio, dalla scelta di AMC di abbassare di tre episodi il computo complessivo. Ma la storia ha dimostrato invece che forse con altri minuti a disposizione si sarebbe allungato il minutaggio in maniera eccessiva, soprattutto senza dare un concreto contributo allo sviluppo della trama. Un problema che  ha afflitto la storyline di News Orleans dello scorso anno.

Jesse versus il suo passato

Gran parte della terza stagione è stata una full immersion nel passato di Jesse. Soltanto nell’ultimo episodio The Light Above il pastore riesce a mettersi tutto alle spalle, a suon di pugni e fuoco. Emblematiche le scene che Jesse condivide con il suo alter ego giovanile, un modo sottile per marcare il senso di ciclicità di tutta la sua vita. Un cerchio che si è ora spezzato, aprendosi in direzione di altri lidi.

Se si esclude la gradevolissima sottotrama in compagnia di Herr Starr tesa al recupero di Genesis, la storia di Jesse si svolge tutta a Angelville. Dapprima scopriamo il legame di sangue (inteso non solo come quello che scorre nelle vene, ma anche quello versato) che lega Custer a sua nonna, a TC e Jody. Lo vediamo trattenere a stento il suo impeto vendicativo, soggiogato dal patto che lo lega a Madame L’Angelle. E infine, lo vediamo scatenare i pugni prima e Genesis poi contro le due persone che più hanno avvelenato la sua esistenza. Giusta la mossa di rimuovere Genesis da Jesse ad inizio stagione, in modo che potesse riottenerlo subito prima dello scontro finale. Il personaggio non ha sofferto molto la mancanza di questo strumento divino, anzi, essendo Jesse già straordinario di suo, si è trattato di eliminare un mezzo che poteva rischiare, proprio come l’anno scorso, di renderlo fin troppo invincibile e arrogante. Inoltre, l’antagonismo con Starr è uno dei rapporti più belli in questa serie e le scene con AllFather e Humperdoo in tutto il loro trash sono un gioiellino impossibile da criticare.

In ogni caso, è difficile credere che Jesse abbia chiuso definitivamente i conti col passato: il Grail si appropinqua a conquistare (o distruggere) il mondo, e stavolta il pastore non potrà dire che non sono fatti suoi.Tulip Preacher

Tulip versus Dio

Il viaggio di Tulip in questa stagione la porta a diretto contatto con Dio, che a sorpresa interviene nel finale rimescolando le carte in tavola. Nel bellissimo scambio di battute tra i due c’è tutta l’identità di questa serie televisiva, fuori dagli schemi e per niente simile a tante altre in circolazione. La presenza di Dio e Satana in questa stagione potrebbe far pensare subito a Supernatural, per esempio, con la quale invece Preacher non ha niente in comune.

Tulip riesce a sconfiggere i suoi demoni interiori senza tradire se stessa, torna da Jesse alleggerita di una maledizione ormai spezzata. Un viaggio che ha sfiorato anche Arseface, Hitler e il Santo, apparsi praticamente soltanto intorno al settimo episodio. Nonostante lo scarso tempo a loro dedicato, c’è stato uno sviluppo importante: Hitler è il re degli inferi, a quanto pare e una nuova coppia temibile si è appena formata. C’è un po’ di confusione sul dove vogliano andare a parare gli sceneggiatori con queste storie, ma evidentemente hanno in mente qualcosa di concreto per questo terzetto nel corso della prossima stagione.

Preacher Grail

Cassidy versus Eccarius

Cassidy si è rivelato a sorpresa, proprio come nella seconda stagione, il personaggio che ha affrontato le sfide più drammatiche. Prima l’oggetto del suo tormento erano l’amore per Tulip (dramma ancora presente in questa terza tornata), poi il figlio Denis. Infine, Eccarius. Abbiamo visto un Cassidy ormai privo della voglia di vivere affidarsi a (quella che pensavamo fosse) un’anima bella, capace di rinsavirlo e fargli vedere di nuovo la parte viva del mondo. Alla fine anche Eccarius ha voltato le spalle a Cassidy che, però, bisogna dire, non ci ha messo molto per sbarazzarsene prima di finire prigioniero del Grail e guadagnarsi ancora una volta il titolo di uomo più solo del mondo. Non si possono non amare questi personaggi.

Per la terza estate consecutiva Preacher conferma di essere una serie eccellente. Leggera proprio come l’estate, un po’ frivola, ma mai spazzatura. Altro che attesa per Game of Thrones, da oggi inizia il countdown per la quarta di Preacher!

Recensione terza stagione
  • Gioiellino estivo
Sending
User Review
5 (3 votes)
Comments
To Top