Preacher

Un finale inatteso per la seconda stagione di Preacher. Recensione episodio 2.13

Pip Torrens and Dominic Cooper in Preacher

Il finale della seconda stagione di Preacher è la ciliegina sulla torta che corona una corsa straordinaria. The End of the Road è il titolo di questo ultimo episodio. Anche se di finito non c’è un bel niente.

La serie lascia col il fiato sospeso e con molti interrogativi tutti i fan, in vista di una terza stagione necessaria. Non c’è ancora una notizia ufficiale, ma non ci sono i motivi per non ottenere il rinnovo. È stata una delle migliori serie estive, con una sceneggiatura perfetta nel suo genere e con un cast di altissima qualità. Se c’è bisogno di ribadire ancora una volta questo concetto, è perché non è stata una serie acclamata dalla critica e osannata dai fan. Eppure è innegabile la sensazione di piacere che regala Preacher a chiunque capisca come leggere determinate scene che altrimenti apparirebbero assurde e del tutto astratte.

Ruth Negga in Preacher

Un addio inaspettato

Il finale inatteso riguarda certamente la sorte di Tulip. Chi scrive in questa sede, va detto, non ha letto il fumetto da cui è tratta l’opera, e dunque non aveva idea che si sarebbe arrivati a questo. Ci vuole coraggio a tagliar via uno dei cardini dello show in questo modo. Anche se qualcosa mi dice che Tulip potrebbe non restare morta. “Adesso mi odi? Vedrai dopo” dice Jesse a Cassidy, mentre entrano nel cancello di Angelville, lasciando intendere qualcosa che ancora ci sfugge. Un luogo probabilmente meno terreno di quel che possiamo supporre, dunque. Un luogo, inoltre, che avevamo già esplorando nell’ennesima apertura di puntata che ormai sappiamo capiremo solo in seguito. È decisamente il marchio di questa serie.

La fine di Tulip è tragica. Inaspettato è quindi anche il modo in cui tutto si fa cupo e deprimente nel momento in cui ci rendiamo conto anche noi, quelli comodamente seduti sul divano a fissare lo schermo, che non c’è modo di salvarla. Cassidy e Jesse che combattono confondono le nostre idee, perché da un lato trasformare Tulip in vampiro sarebbe l’unico modo per salvarla; dall’altro lato sappiamo che diventerebbe solo un mostro come Denis. E quindi ci arrendiamo molto più difficilmente di Jesse, quando capisce che non c’è più nulla da fare.

Cassidy è distrutto, e si vede. Quello che era il personaggio più giocherellone è stato proiettato nel vortice di eventi drammatici ben più grandi di lui. Paradossalmente, eliminare il proprio figlio non fa altro che confermare la bontà d’animo che risiede in lui. Ha rinnegato la sua scelta di trasformarlo in vampiro, perché non tutti i vampiri sono capaci di controllarsi come lui. Il risultato è una piega dark che ha incrinato e incrinerà i rapporti col pastore, fino forse a danneggiarli completamente.

Jesse poi, potrebbe riversare la sua furia contro Herr Starr, in futuro. Ha già capito che è stato in parte manipolato, e potrebbe già aver capito che in fondo se Tulip è morta è per colpa loro. La storiella del Messia era troppo bella per essere vera, e lui non è così stupido da cascarci fino in fondo. Si spera.

oseph Gilgun and Ruth Negga in Preacher

Hitler… buono?!

Se dunque c’è una minima possibilità di rivedere Tulip, stessa cosa è auspicabile per la coppia Hitler-Arseface. Per quanto riguarda il primo, la sua storia è talmente assurda da essere geniale. Adolf è in Preacher disegnato paradossalmente come un personaggio buono che vuole redimersi dai suoi errori del passato. Oppure, uno dei più grandi villain della storia mondiale che ha fatto tutto quel che ha fatto solo per poter tornare in vita. Perché altrimenti mostrarci tutto questo? Solo per mostrarcelo mentre scappa via senza una buona motivazione per le strade della Terra? Spero che ci sia qualcosa di più sotto. Ora poi che anche Arseface è tornato sulla Terra, sarebbe un peccato se le strade non si incrociassero in qualche modo nuovamente con Jesse.

Ecco perchè dunque questa serie deve necessariamente proseguire. Perché non può finire così. Una serie così bella e ad alto tasso di godibilità e con un cast così dannatamente bravo, non può proprio finire cosi. Che non sia acclamata da fan e critica ci sta bene: vuol dire che Preacher ha ancora spazio di manovra per stupire senza tenere conto di nessuno. Come ha fatto Black Sails, ad esempio, e come non sa più fare Game of Thrones.

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