Preacher

Preacher: alla fine ecco Herr Starr – Recensione episodio 2.07

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AMC

Dopo essere partito un po’ in sordina – alla ricerca del suo ritmo, si diceva nelle recensioni passatePreacher è esploso come mai prima d’ora.

In seguito al confronto quasi finale tra Jesse e il Saint of All Killer, a fare il suo ingresso trionfale nella serie in questo settimo episodio, Pig, è Herr Starr. Nessuna preoccupazione dunque circa il prosieguo della serie: dopo il capitolo dedicato al Santo, Preacher non perde tempo e introduce al meglio il nuovo personaggio candidato a dare decisamente fastidio a Jesse e company.

Il modo in cui viene introdotto è molto intelligente e  ha un alto tasso di intrattenimento. Finora avevamo avuto delle molto sporadiche apparizioni di Herr Starr, mentre adesso in un solo episodio lo vediamo sia al lavoro sul campo sia in un flashback magistrale che racconta il suo passato e lo sappiamo che in questa serie i flashback sono importantissimi, come si diceva nelle recensioni passate.

Fredric Lehne in Preacher

Preacher ha aperto una finestra non sull’infanzia, né sull’origine di quella ferita all’occhio per spiegare cosa e chi è Herr Starr. Ha scelto di raccontare il colloquio e le prove d’addestramento che l’uomo ha affrontato per entrare nell’organizzazione Grail, atta a sgominare tutti i competitor dei discendenti di Gesù Cristo. In pieno stile Preacher, ironico e violento al punto giusto, Herr Starr sbaraglia prima tutti gli avversari, e poi il boss del Grail stesso per prenderne il posto, facendolo sembrare semplice quanto battere tasti su una tastiera e formare una frase di senso compiuto. Un’introduzione da manuale e la curiosità per questo nuovo villain è a mille.

Ma il passato, in fondo, è solo ad un episodio di distanza. Ovvero: la lotta col Santo forse non è ancora finita. Vive forte in Tulip, in questo episodio alle prese con un improvviso vuoto nella propria vita (postumi del distacco da Viktor) e profonda insicurezza. Il mix è letale, se ci aggiungiamo le visioni del Santo, e ciò la porta dritta dritta in una spirale autodistruttiva, fino alle scene finali dove decide di farsi sparare in petto col giubbotto antiproiettile. Cosa ti sta succedendo Tulip?

John Ales and Dominic Cooper in Preacher

E mentre Jesse continua la sua ricerca di Dio, senza sapere che un altro nemico è sulle sue tracce, Cassidy si ritrova a dover affrontare un dramma familiare imprevisto. Che Denis fosse suo figlio, è un colpo di scena da cui stiamo ancora riprendendosi ma che stesse per morire c’era da aspettarselo. Cassidy è sempre stato un personaggio molto leggero. Il lato comico della serie, verrebbe da dire. Merito anche di un Joseph Gilgun che ha ripreso alcuni aspetti del suo personaggio Rudy in Misfits, conferendo però a Cass una profondità umana che sta venendo fuori proprio in questa seconda stagione. Il vampiro, probabilmente, si ritroverà di fronte ad una scelta i cui risultati saranno crudeli sotto ogni versante. Trasformare il figlio, e condannarlo ad una vita eterna ed insulsa, oppure vederlo morire sotto i propri occhi.

Preacher ha appena superato la metà di questa seconda stagione finora complessivamente ottima sotto ogni punto di vista. Una delle serie migliori di questa estate 2017.

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