Peaky Blinders

Peaky Blinders: il ritorno degli Shelby – Recensione dell’episodio 4.01

Peaky Blinders: Cillian Murphy

Peaky Blinders è tornata dopo ben 17 mesi di assenza – il finale della terza stagione è andato in onda a Giugno del 2016 – con una premiere che promette molto bene per i 5 episodi a venire.

Si apre con un ricatto al Re, la quarta attesissima stagione dei nostri delinquenti di Birmingham preferiti.
Tommy Shelby, grazie a delle lettere personali di Re Giorgio che potrebbero gettare la corona in crisi, ottiene la scarcerazione della sua famiglia quando i suoi cari già avevano tutti il cappio al collo e non solo figurativamente. Lo stile indie rock che si fa forte di una colonna sonora eccezionale e impetuosa, parte integrante della trama sin dai suoi esordi, congiunge le fila della narrazione della scorsa stagione con la nuova, sfruttando proprio la cifra stilistica di Peaky Blinders: l’impronta video music, con la regia slow motion ci mostra la scarcerazione della famiglia Shelby e la nuova vita di Tommy e il salto temporale, necessario per voltare pagina. Dopo quei pochi minuti iniziale, lo spettatore è già immerso totalmente nella storia, questa è la grande forza di questa serie TV e dell’intrattenimento che funziona.
Interrotti i rapporti con la famiglia da oltre un anno e ottenuto dal Re anche il titolo di cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico, Tommy  vive la sua vita secondo il motto :”sex, freedom and whisky sours” fin quando un nuovo “nemico” torna a bussare a tutta la famiglia.

Nel dicembre del 1925, proprio quando gli Shelby organizzavano la loro riunione, il clan riceve delle cartoline natalizie agghiaccianti: si tratta di vere minacce di morte dalla “black and” la mafia siciliana di New York, guidate dal vendicativo Luca Changretta (interpretato da Adrien Brody).

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Peaky Blinders

La sorpresa dei personaggi femminili in Peaky Blinders

La premiere ci offre un episodio ritmato dove lo spettatore si sente immediatamente coinvolto con le sorti dei personaggi, la bravura di Knight sta proprio nel riuscire a portare avanti coerentemente le storie di questi personaggi senza stravolgerli, come Tommy che si ritrova coperto di sangue da capo a piedi, già 15 minuti dall’inizio dell’episodio a dimostrazione che per quanto si possa impegnare, non può sfuggire da chi è, né dalla sua natura violenta.

You’re the wild gypsy boy forever, Tommy

Un alto aspetto che balza all’occhio è senza dubbio un’attenzione – e di questo lo ringraziamo- ai personaggi femminili. In questa premiere sono le donne ad emergere in modo prepotente, sono loro a dettare i tempi a fare da collante alla narrazione, tra una mattanza in cucina e una pioggia di proiettili.
A cominciare dalla matriarca Pol – interpretata dalla stupefacente Helen McCrory , che non sembra essersi ben ripresa dall’esperienza di quasi morte – a Ada Shelby l’unica  Shelby ad avere naturalmente come Tommy, la capacità di leadership innata,  cerca di riunire la famiglia fino a Esme che si mostra categorica nel voler tenere Tommy fuori dalla vita di John, fino alla new entry ispirata ad un personaggio realmente esistito, Jessie Eden (Charly Murphin che forse avrete visto in Happy Valley) una sindacalista irlandese che cerca di ottenere eguali stipendi per le donne che occupano le stesse posizioni lavorative degli uomini.

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La quarta stagione di Peaky Blinders parte alla grande, lasciandoci letteralmente a bocca con un finale scioccante del quale vorremo sapere immediatamente l’epilogo, le premesse sono molto promettenti per questa quarta stagione che potrebbe rivelarsi una delle più difficili e buia da superare per gli Shelby, ma secondo Steven Knight sarà anche la migliore stagione della serie TV

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