Peaky Blinders

Peaky Blinders: Recensione dell’Episodio 3.06 – Episode Six

cillian murphy peaky blinders

Peaky Blinders regala un finale emozionante e ricco di colpi di scena, che sottolinea chiaramente la bravura del cast e la bellezza di questa serie.

Non tutti gli episodi sono in equal modo travolgenti. Non tutti riescono a farti ridere, piangere, imprecare, sorridere, trattenere il fiato, nuovamente piangere, nuovamente imprecare. Non tutti, una volta conclusi, riescono a lasciarti senza parole. Poi c’è Peaky Blinders. Poi c’è questo finale di stagione, di cui ho quasi un timore reverenziale e a poco più di un giorno dalla messa in onda inizia già a salire l’hype per la nuova stagione – grazie al cielo confermata.

peaky blindersL’episodio inizia con l’apertura dell’orfanotrofio dedicato a Grace, in una patina di perbenismo e scintillanti sorrisi falsi in cui Tommy, più di tutti gli altri, sembra totalmente fuori posto. Non è lì per ricevere onorificenze o sculture di cavalli ma per dimostrare, agli altri e a se stesso, che può fare del bene. Anche se è un Peaky Blinder, anche se è uno Shelby. Non a caso c’è un motivo per cui è costretto a restare impassibile e quasi estraniato da tutto e da tutti: perdere il controllo vuol dire dare un vantaggio ai propri nemici ed è quello che lui non può – non può più – permettersi. Per questo il rapimento di Charlie è un passo falso, uno che gli dimostra quanto bene facesse a guardarsi dagli altri, senza mai abbassare la guardia. E’ un rapimento che lo rimette in ginocchio, prostrato davanti all’infedele prete di cui ora è costretto a fare il volere. Un volere che include andare contro i propri principi e uccidere degli uomini innocenti, suoi uomini.

Il rapimento di Charlie da spazio ad un sentimento che raramente serpeggia nella famiglia Shelby: il sospetto. Ci sono cose che solo la famiglia sapeva e, se il padre Hughes ne è a conoscenza, qualcuno ha parlato. Ho trovato profondamente dolorosa la scena in cui Tommy punta il dito contro tutti, dalla moglie di Arthur a quella helen mccrory peaky blindersdi John e perfino ad Ada e a Polly e al suo nuovo amante. Mentre il suo dolore è autentico e la mente offuscata dalla preoccupazione, le accuse che mette sul tavolo non sono altro che timori che covava già da un pezzo e che non poteva (e non avrebbe mai voluto, ci scommetto) esprimere ad alta voce. Quella con cui se la prende più di tutti, tuttavia, è Polly. Le lacrime della donna sono una pugnalata al petto, una per ciascun taglio con cui distrugge il quadro di Ruben. Malgrado la vita l’abbia abbattuta tante e tante volte ancora, Polly continua a restare in piedi, una sopravvissuta. Le parole di Tommy minano quella sicurezza ed il dubbio di non essere altro che una donna di bassa lega, una con cui nessun uomo altolocato ed istruito vorrebbe avere a che fare, la sconvolge. Tommy sa che a parlare dei suoi piani potrebbe essere stato Ruben quanto Alfie Solomon ma è un dubbio che tiene per se e a Polly riserva solo la crudezza delle sue accuse.

Ad Alfie, viceversa, riserva la canna della sua pistola. Il confronto tra Tommy e Alfie è poesia pura, proprio come l’interpretazione di Cillian Murphy e Tom Hardy. Parole e frasi e occhiate sono talmente intensi da imporre un totale silenzio mentre lo si osserva. Si tratta di due giganti della recitazione che, in pochi minuti, ci ricordano perché sono ciò che sono e perché si trovano lì, dove sono adesso. Tommy vorrebbe credere all’innocenza del suo nemico-amico ma ormai la fiducia è un concetto alieno, un concetto del passato, e nessuno è immune dal dubbio. Alfie è colpevole, malgrado non sappia nulla di Charlie e del cillian murphy tom hardyrapimento. La colpevolezza di un uomo che sapeva i suoi piani, tutti i suoi piani, mette Tommy in una via senza uscita – o, meglio, in un tunnel senza uscita. Torna sottoterra, torna nel luogo che gli ha procurato incubi e dolore per più tempo di quanto si conceda di ricordare. Torna perché è l’unico modo per velocizzare i lavori del tunnel e l’unico per salvare Charlie.

Un salvataggio che, nonostante tutto, Arthur e John riescono comunque a portare a buon fine, mettendo Michael sulle tracce di padre Hughes. Le scene che vediamo divise, tuttavia, scorrono in contemporanea e con tale velocità da renderci irrimediabilmente partecipi di quello che sta accadendo, quasi fossimo anche noi uno degli uomini in quel tunnel o uno dei Peaky Blinders. Mentre Tommy ruba i gioielli e Michael fredda Hughes nella maniera più sanguinosa possibile, uccidendo così il fantasma dell’uomo che aveva abusato di lui da piccolo, Arthur e John non ricevono in tempo la notizia del salvataggio di Charlie e, con una mano sulla coscienza, facendo quello che gli era stato ordinato di fare e non quello che avrebbero di certo fatto, fanno esplodere il treno che tanto si erano premurati di salvaguardare. E’ un gesto che, in un secondo, cancella tutto, meno l’ultima carta ancora da giocare.

finn cole peaky blindersTommy, gioielli alla mano, torna in un luogo che ci è visivamente familiare – il campo vuoto del finale della scorsa stagione, la chiusura di un cerchio – ed incontra quella Duchessa Tatiana, la principessa russa disposta a rapinare la sua stessa famiglia pur di riavere quello che le spetta di diritto. Lo scambio di battute tra i due strappa un sorriso ma non una risata ed i due si salutano nella maniera più appropriata possibile: una pistola puntata e un sorriso ironico di addio. Non credo che riusciremo a rivedere Tatiana tanto presto e, lo dico sorpresa, penso che ci mancherà. Non era Grace ma quando si tratta delle donne di Tommy si tratta inevitabilmente di una storia estremamente interessante.

Arriviamo così al finale. Nella prima stagione il finale terminava con il lancio di una moneta ed uno sparo; nella seconda, Tommy prossimo alla morte che confessava di amare una donna e che, per un pelo, si salvava da una pallottola in testa. La terza stagione regala un finale ancor più esplosivo, ancor più intenso ed ancor più sorprendente. Dopo un monologo che, insieme, mostra ancora una volta il vero volto di Tommy e tiene al loro posto i componenti della sua famiglia, la polizia piomba nella residenza ed arresta tutti. Perché è così che Tommy ha deciso, perché così ha ritenuto di proteggere la sua famiglia. La loro incarcerazione, secondo lui momentanea, dovrebbe dargli tempo di testimoniare contro i loro nemici e così entrare in quel circolo di elite che, solo poco peaky blinders_306_3tempo prima, pensava di non poter mai neppure sfiorare lontanamente. E’ un gesto talmente inatteso da rendere la scena sorprendente e catastrofica. I suoi fratelli, le cognate e la zia Polly lo fissano in cagnesco: li ha traditi, e ne è consapevole, e non c’è nemmeno una possibilità su un milione che questo non abbia delle conseguenze, pesanti conseguenze, per la famiglia Shelby.

Quali saranno, purtroppo, dovremo aspettare per scoprirlo. Nell’attesa potremo pensare ad un episodio ben girato, un episodio magnifico sotto molteplici punti di vista, sublime nell’interpretazione dei suoi personaggi e caratteristico nei silenzi e nelle scenografie. Gli Shelby ci salutano anche quest’anno e, dopo questa ultima dimostrazione, sappiamo che anche quest’anno hanno fatto un ottimo lavoro.

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