One Tree Hill

One Tree Hill

Dopo 5 stagioni, One Tree Hill si conferma come uno dei teendrama più amati dai telespettatori!

Una madre, il figlio e la migliore amica del ragazzo sono seduti insieme ad un tavolo in un bar.

Haley, l’amica, regala un libro a Lucas, il ragazzo, dicendo che l’ha preso pensando a lui, ma tiene a ribadire:

“Actually, I found it. Not that I was looking for something specifically, which implies some hideous sort of “Joey loves Dawson ” scenario and completely creep me out, but, you know, we saw it, and…”

Ed eccoci qui, e subito al punto. Stiamo parlando di un altro telefilm adolescenziale, ma non siamo a Capeside, qui siamo a Tree Hill e la musica, è tutt’altra.

“One Tree Hill” debutta nell’ormai lontano settembre 2003 sul network americano The WB, allo stesso giorno ed orario del suo predecessore morale, ovvero “Dawson’s Creek”; tuttavia le vicende che accadono nella nuova fittizia cittadina del North Carolina (che, per inciso, è sempre la Wilmington che fu teatro di Capeside), sono ben altre che le moraliste e cervellotiche di Dawson Leery & amici. La famiglia protagonista è quella degli Scott dalla cronistoria abbastanza complicata; ci sono due coppie di fratelli, Keith e Dan Scott ed i figli di quest’ultimo, Lucas e Nathan Scott, nati da due diverse relazioni del padre.

Keith è il fratello buono, idealista e sempre presente che diventa una sorta di padre putativo per Lucas quando Karen, il primo amore di Dan, viene lasciata, incinta, dall’uomo, appena terminato il liceo e nell’insicurezza più totale. Il fatto si rivela inaspettatamente positivo perché, poco dopo, Dan ha un altro figlio con un’altra donna, Deb Lee, che, però, decide di sposare e con la quale costruisce la sua famiglia, nella quale nasce e cresce Nathan Scott, il secondogenito di Dan. Dan è tuttavia un uomo terribile, che ha perso ciò per cui lavorava da anni, la carriera nel basket, per colpa di un incidente al ginocchio, e che, da allora, vive una vita di rimpianti, manipolando tutti quelli che gli sono intorno con il, più o meno subconscio, desiderio di rovinare anche le loro vite perché, nella miseria, ci si sente soli. C’è però una cosa che accomuna Dan, Lucas e Nathan, ed è l’amore per il basket e sarà proprio questo sport, 16 anni dopo, a far collidere di nuovo le vite di questi tre Scott cambiando tutti gli equilibri e dando vita al teatro di vicende e sentimenti che sono il punto cardine del principio del telefilm. Eh sì, si parla di principio perché, intorno a questa famiglia dai rapporti complicati, c’è un nutrito gruppo di persone che si muove, si innamora, si relaziona e che diventerà parte essenziale del telefilm ed è composto da: Haley, la sopraccitata migliore amica di Lucas, Peyton, cheerleader dall’animo di artista tormentata, Brooke, la classica cheerleader superficiale e maliziosa che nasconde un mare di insicurezze, Karen, la madre di Lucas che deve imparare ad avere nuovamente Dan nella sua vita, Deb, la madre di Nathan che deve convivere con l’instabilità e le violenze psicologiche di Dan ed infine il coach Whitey Durham, l’allenatore di basket dei due fratelli che è quanto più si avvicina ad un padre per i due quando i genitori sono troppo presi dai loro fantasmi del passato per occuparsene.

In One Tree Hill è rappresentata una nuova generazione, quella successiva alle emozioni da prime volte di Dawson, ma precedente a quella tutta blog ed internet di Gossip Girl; è la generazione di mezzo, quella cresciuta ancora con dei valori morali che però contrastano col desiderio di libertà e ribellione che caratterizza il periodo dell’adolescenza e che li porta, quindi, a gestire i primi rapporti col sesso, l’alcolismo e l’amore in maniera affrettata ed irresponsabile. All’inizio della serie, solo Lucas ed Haley sono vergini, e la cosa dura giusto il tempo di incontrare l’esuberante Brooke per l’uno ed il bastardo Nathan per l’altra, questo per ribadire che la questione del sesso non è decisamente pesante come lo era a Capeside; Lucas ed Hales sono l’occhio dello spettatore medio, ragazzi normali e pieni ancora degli ideali cardine di Dawson’s Creek, ma che si adattano subito ad una realtà più veloce e maliziosa quale è quella in cui si vive oggi. Nonostante quanto detto, per questi ragazzi ci sono ancora degli ideali, quelli necessari ed irrinunciabili per indirizzare la propria vita nella giusta direzione e, nonostante le ribellioni e le curiosità da adolescenti di cui dicevo prima, questi ideali presto riaffiorano nella vita dei protagonisti ed iniziano tutti ad intraprendere la loro strada, con coraggio e tutti uniti come un gruppo di amici deve essere perché, come diceva la citazione letteraria del primo episodio (la prima di una lunga serie che caratterizza il telefilm): “There is a tide in the affairs of men… Which, taken at the flood, leads on to fortune… But omitted, and the voyage of their life is bound in shallows and miseries… On such a full sea are we now afloat… …And we must take the current when it serves… …Or lose the ventures before us.”

E, come il buon Shakespeare scrisse anni orsono, durante il telefilm questi ragazzi crescono e compiono scelte più grandi di  loro per seguire il loro flusso interiore, c’è chi si sposerà ed avrà una famiglia a soli 17 anni, chi perderà un parente caro anzitempo, chi diventerà un giovane cantante affermato, chi avrà problemi di droga e chi diventerà, giovanissimo, un promettente produttore discografico.

I pregi di One Tree Hill, che lo rendono tutt’oggi uno dei telefilm più amati, sono diversi; c’è il mix di citazioni letterarie di Lucas che invoglia lo spettatore a riscoprire autori e testi passati e a riscoprirne l’attualità, ci sono dei personaggi caratterizzati così bene da rendere difficile con chi schierarsi e per chi tifare, c’è una colonna sonora che racconta di tutto il rock, quello classico e quello contemporaneo, c’è il romanticismo e l’azione delle vicende che incollano davanti allo schermo per più di un episodio, ma, soprattutto, c’è un’attenzione ed un’analisi così precisa per l’argomento adolescenza che è impossibile non immedesimarsi; emblema di quest’ultima affermazione è l’acclamatissimo episodio “Una tragedia annunciata (With Tired Eyes, Tired Minds, Tired Souls, We Slept” – la 3×16) dove il disagio giovanile diventa un’agghiacciante, esplicita e scomoda tragedia che è lo stendardo di una generazione allo sbando, ancora carica di ideali ed aspettative, ma costretta a scontrarsi con la dura realtà e la superficialità delle persone al giorno d’oggi.

Insomma One Tree Hill è un piccolo gioello del genere adolescenziale che merita di essere recuperato; dopotutto, se in America è giunto alla sesta stagione, un motivo ci sarà, no?

Comments
To Top