Cinema

One of us: 5 motivi per recuperare il documentario sugli ebrei chassidici

One of us

L’estate è fatta non solo per riposarsi e divertisti, ma anche per organizzare grandi recuperi cinematografici e telefilmici. Da amanti dell’entertainment non potevamo dunque non recuperare One of Us, il film documentario del 2017 prodotto da Netflix incentrato su alcuni ebrei chassidici di Brooklyn.

Diretto da Heidi Ewing e Rachel Grady, le menti dietro al documentario Jesus Camp dedicato a un campo estivo cristiano del Nord Dakota e candidato agli Oscar nel 2007, One of Us ha debuttato al Toronto International Film Festival a fine 2017 per poi essere diffuso internazionalmente su Netflix.

One of us - Netflix

Di che cosa parla One of Us.

One of us segue le vite di tre ex membri della comunità chassidica di Brooklyn: Ari Hershkowitz, Luzer Twersky ed Etty Ausch. Ognuno di loro ha deciso di intraprendere una dura lotta pur di allontanarsi dalla comunità nella quale sono cresciuti e vivere una vita “come gli altri”.

Il film documentario rivela ad ogni scena come la decisione di lasciare la comunità sorga in seguito ad esperienze traumatiche, come abusi domestici e sessuali, o dubbi religiosi. Alcuni dei protagonisti, una volta deciso l’allontanamento dalla comunità, ricevono sostegno da organizzazioni ex-chassidiche come Footsteps, un’organizzazione senza scopo di lucro che ha sede a New York e fornisce supporto educativo, professionale e sociale a persone che hanno lasciato o vogliono lasciare una comunità ebraica ortodossa negli Stati Uniti.

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Perchè recuperare il documentario sugli ebrei chassidici.

Grazie a questa lunga estate siamo riusciti a recuperare questo film documentario che Netflix ci ha proposto mesi fa e che è ancora disponibile sul servizio di streaming online americano. Visto che ci è piaciuto eccoci qui a elencare 5 ragioni per recuperare One of us.

One of us - Documentario

Uno sguardo su una realtà forse poco conosciuta.

One of us mostra quanto sia forte e grande la comunità chassidica a New York. Immaginare che tra una avenue e l’altra e in mezzo ai grattacieli americani vi sia una comunità religiosa così forte è indubbiamente una delle ragioni che potrebbero spingere un telespettatore a recuperare One of us.

Nella Grande Mela batte un cuore ebraico e il documentario ne mostra le radici, la forza e la profondità dei legami che uniscono i membri chassidici, oltre alla loro enorme paura di qualsiasi cambiamento in grado di spezzare l’amata e conosciuta routine quotidiana.

Tre storie umane, vere e assolutamente toccanti.

Questo documentario acclamato da critica e pubblico si sofferma su tre storie umane davvero toccanti. One of us segue infatti da vicino il tormentato viaggio di Etty, Ari e Luzer, tre ebrei chassidici che decidono di lasciare la comunità americana di cui sono membri.

Etty è una giovane trentenne, madre di sette figli che stanca delle molestie e abusi del marito, decide di divorziare e di lottare legalmente per non perdere la custodia dei ragazzi. Nonostante sia vittima di numerose molestie e attività di stalking da parte dei parenti del marito, la donna combatte duramente per non perdere i figli. Ma non è solo il marito o i familiari del marito a combattere contro di lei, ma anche gli amici di sempre che inaspettatamente tradiscono la donna per testimoniarvi contro e appoggiare la comunità dove sono nati e cresciuti.
Ari invece è un diciottenne travolto da dubbi e domande che non riescono ad ottenere risposta, e per questo decide di abbandonare la comunità.
Infine c’è Luzer che dopo aver divorziato dalla moglie ha deciso di lasciare la religione e allontanarsi dalla comunità, rinunciando anche ai figli avuti con la ex moglie. Il tutto per inseguire il sogno di diventare un attore e vivere a Los Angeles.

Tre storie completamente diverse ma in un certo senso molto vicine ad esperienze vissute anche da persone non chassidiche. Storie che ci mostrano, ognuna in modo toccante, cosa significhi crescere e vivere in una comunità ma soprattutto cosa ci si attende quando si decide di allontanarsi dalla famiglia e dalla comunità nella quale si è cresciuti per intraprendere una strada diversa, lontano da tutti e da tutto.

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La dura lotta tra due mondi diversi.

One of us contrappone due mondi diversi e riesce a mostrare brillantemente come chi vive in una comunità chassidica non riesca a capire cosa ci sia “nel mondo esterno” e chi vive fuori dalla comunità ortodossa non riesca a comprendere come si possa decidere di vivere sottostando a delle regole di vita totalmente lontane dal proprio credo.

Mostrare la contrapposizione di due mondi così diversi non è facile, neanche per dei registi e produttori di documentari soprattutto se ad unire questi due mondi sono alcune storie umane molto toccanti delle quali è difficile allontanarsi per non prendere posizione.
Ma i due registi di One of us sono riusciti a catturare e a mostrare ciò che separa e allo stesso tempo unisce questi due mondi e vi sono riusciti proprio grazie alle tre anime sperdute e isolate scelte come protagoniste del documentario.

L’esperienza terrificante dell’allontanamento.

Una delle esperienze più terrificanti della vita è indubbiamente quella dell’allontanamento. Allontanarsi forzatamente da qualcosa o qualcuno che amiamo è un’esperienza tragica che purtroppo molti di noi hanno vissuto almeno una volta nella vita. Allontanarsi da persone o ambienti ai quali abbiamo sempre fatto affidamento, nei quali ci siamo sempre sentiti al sicuro e protetti, non è un qualcosa semplice da perseguire né da vivere. One of us narra anche di questo e per questo è assolutamente da recuperare.

Etty, Ari e Luzer sono costretti ad abbandonare il mondo in cui sono cresciuti e nel quale hanno creduto per anni e l’allontanamento forzato li porta a non sentirsi più parte di una comunità. Ora non resta loro che cercare qualcosa che la ricordi nel mondo esterno che stanno lentamente e forzatamente conoscendo.
Etty cerca conforto e una famiglia in Footsteps, Ari nel supporto per lottare contro la dipendenza dalla cocaina e Luzer affronta a testa alta quel che è stata la sua vita dall’allontanamento dalla comunità.

L’esperienza devastante e familiare del loro allontanamento e del loro tentativo di sopravvivere nel cercare la giusta via è indubbiamente qualcosa che anche noi telespettatori abbiamo, in parte, tristemente provato anche sulla nostra pelle ed. E’ sempre difficile gestirlo di persona ma è ancora più difficile sentirne parlare, ascoltando le esperienze di questi tre protagonisti.

Libero arbitrio vs determinismo teologico.

Purtroppo One of us raccolta la storia solamente da un punto di vista ovvero quello dei tre giovani protagonisti desiderosi di seguire il libero arbitrio e decidere da soli del proprio futuro. Per questioni religiose gli ebrei chassidici non possono infatti partecipare ad interviste e guardano con sospetto qualsiasi tipo di tecnologia, sebbene oramai cellulari, wi-fi e internet abbiano conquistato la vita di qualsiasi individuo al mondo. Questa regola, per chi è lontano dal mondo chassidico è davvero un po’ antiquata, e porta il documentario ad avere un vuoto.

Sebbene questa mancanza, il documentario di Netflix ci permette comunque di soffermarci sul libero arbitrio e a interrogarci sulla religione in generale. Abbiamo ragione di scegliere da soli il nostro destino senza aver paura dell’opinione e della reazione della comunità alla quale apparteniamo? Qualsiasi sia la religione in cui crediamo, il libero arbitrio, la religione e la volontà di allontanarsi e cambiare vita sono temi che devono essere affrontati.

Se non siete ancora convinti di recuperare questo documentario, ecco il trailer tratto da YouTube.com

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