Once Upon a Time

Once Upon A Time: Recensione dell’episodio 6.04 – Strange Case

Once Upon A Time

Perché?
Ripeto: perché?
Vorrei esordire con un’affermazione piuttosto che con una domanda.
Vorrei anche poter guardare un nuovo episodio di Once Upon A Time senza farmi grandi aspettative, ma alla fine mi lascio sempre – sempre – illudere da quei piccoli contentini che gli autori piazzano qua e là; un modo poco sottile per suggerire al pubblico di non abbandonare questa serie. Peccato che, puntata dopo puntata, i castelli di carte creati da Kitsis & Horowitz crollino miseramente al suolo, accompagnati dal dolce ricordo delle prime due stagioni di OUAT – le uniche veramente godibili e ben strutturate.
Ma andiamo in ordine crescente, partendo dal fatto meno grave.

Belle, la macchietta

Qualcuno si ricorda dei bei tempi andati in cui Belle era ancora un personaggio e non uno dei cimeli del negozio di Tremotino? Ogni tanto, assistiamo ancora a dei vani tentativi di farla sembrare interessante: le viene dedicato un episodio di approfondimento, le mettono in bocca un discorso ispirato (ma inconcludente), la separano dal marito “perché Belle non è un burattino, è una donna indipendente e presto sarà anche una madre single, capace di superare qualsiasi pericolo da sola”.Once Upon A Time
Sì. Crediamoci tutti.
Per citare Regina: “Con lei (Belle), si passa da una prigione ad un’altra.”
In quest’episodio, infatti, la malcapitata viene bloccata sulla Jolly Roger da Tremotino, in modo che Mr. Hyde non possa torcerle un capello.
La verità è che Belle non ha mai avuto uno scopo che non fosse intrecciato a doppio filo con la storyline di Tremotino. È per questo che non le basta trasferirsi sulla nave di Hook o piantare una conchiglia nella spalla di un uomo per apparire forte ed autonoma. Bene o male, tutti i protagonisti di Once Upon A Time stanno seguendo un percorso ben specifico. Persino i Charmings, che pure si sono visti spogliare gradualmente della propria importanza nel corso delle stagioni, hanno un obiettivo: proteggere la propria famiglia senza perdere di vista sé stessi.
Al contrario, per quanto venga dipinta come un’aspirante eroina ed un topo di biblioteca onnisciente, Belle non ha mai partecipato davvero all’azione principale insieme al resto del gruppo.
Quando un personaggio è così inutile, mi sembra che la sua dipartita sia l’unico modo per salvare in extremis una storyline insensata (vedi Robin Hood).

Strange Case

Come dicevo prima, l’episodio mi ha illusa e non poco.
La storia di Dottor Jekyll (Hank Harris) e Mr. Hyde (Sam Witwer), infatti, è stata riproposta in una veste non originalissima, ma comunque coinvolgente. Sicuramente, aver giocato di nuovo la carta di Tremotino in versione di deus ex machina è stata una mossa vincente: infatti, l’aiuto del mago ha permesso a Jekyll di ultimare il siero e di trasformarsi in Hyde. È stato il mago, inoltre, ad aver spiegato inizialmente a Mr. Hyde chi egli fosse veramente: non un uomo fatto e Once Upon A Timefinito, ma solo la sua parte più nascosta. Le cicatrici di Henry Jekyll. A differenza di quello che si potrebbe comunemente credere, però, non esiste un dualismo netto tra il dottore ed il suo doppelgänger, poiché anche in questo caso, il confine tra bene e male risulta molto labile. Non possiamo limitarci a definire Hyde come il carnefice e Jekyll come la povera vittima, poiché in entrambi coesistono luci ed ombre; se Hyde è fedele a sé stesso ed alla propria natura, Jekyll invece, forse per indole, forse perché membro della società vittoriana, si nasconde dietro alla propria codardia.
Da questo punto di vista, stavolta bisogna fare un plauso agli autori della serie, poiché hanno centrato il nocciolo della questione senza stravolgere del tutto un classico della letteratura (come invece hanno fatto con Il Conte di Montecristo solo due settimane fa).

One final twist

Concludiamo con le note più dolenti.
Come ben sappiamo, la maggior parte dei cattivi di Once Upon A Time si è redenta – a parOnce Upon A Timete Tremotino a cui piace fare il salto della quaglia. Non che ci sia nulla di male in questo, tuttavia non mi dispiacerebbe vedere un cattivo degno di tale nome, uno che fosse grande anche nella malvagità. Per questa sesta stagione, le mie speranze era riposte in Mr. Hyde. Certo, già da sola, la Regina Cattiva ha uno charme capace di reggere le sorti di tutta la serie, ma non mi sarebbe dispiaciuto assistere ad un’alleanza duratura tra lei ed il nuovo arrivato. Ovviamente, non è stato possibile. La verità è che gli sceneggiatori non hanno la più pallida idea di come gestire questo potpourri di personaggi e quindi si muovono alla cieca, nella speranza di imboccare la strada giusta. Purtroppo, anche Dottor Jekyll e Mr. Hyde si sono dovuti piegare a questa logica malsana e sono usciti di scena in un batter d’occhio. Alla fine, la loro storia è servita unicamente a far ripiombare Regina in uno stato d’angoscia.
Un’altra occasione sprecata.
Ironia della sorte? Questa stagione è proprio incentrata sulle Untold Stories – esattamente quelle storie che Once Upon A Time non ci racconta da tempo.

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