Once Upon a Time

Once Upon a Time: cambia tutto, ma non cambia niente – Recensione episodio 7.01

Once Upon a Time
Spoiler Tv

Once Upon a Time a maggio ha visto terminare la sua sesta stagione con un episodio che, tolta l’ultima scena, poteva essere un adeguato series finale, con le vicende di tutti i personaggi che chiudevano il cerchio delle loro storie e della trama in generale. Sono in tanti a ritenere che fosse il momento giusto per chiudere tenendo conto della qualità calata da tempo e della decisione di parte del cast principale di lasciare la serie (Jennifer Morrison, Ginnifer Goodwin, Josh Dallas, Emily de Ravin, Rebecca Mader e Jared S. Gilmore). Alcuni di loro appariranno in singole puntate per spiegare meglio la loro attuale situazione e per farci capire il perchè si siano allontanati dagli altri personaggi, però non faranno parte del cast fisso.

Once Upon a Time

Ma Once Upon a Time gode di un forte fandom che è stato ben felice del proseguimento della serie e che fa fruttare molti soldi ad ABC e quindi si è deciso di andare avanti stravolgendo tutto. Certo in una serie fantastica di questo tipo non è difficile pensare ad un espediente che possa permettere di cambiare alcuni elementi, mantenendo inalterato il format e lo spirito della serie stessa. Ed è proprio ciò che gli autori hanno fatto creando una sorta di reboot.

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Parvenze di cambiamenti…

E’ come quando si ha un deja vu, quella sensazione di aver già vissuto una determinata situazione.
Personaggi che hanno perso la memoria a causa di una maledizione che dà avvio a tutto. Check. Protagonista che fungerà da eroe. Check. Bambina che sa tutta la verità aiutata da un libro di fiabe. Check. Perfido personaggio femminile che comanda. Check. Luogo contenuto in cui si svolge la storia nel presente con il passato nel regno fantastico. Check. Tante storie che vengono buttate dentro. Check. Ogni elemento che distingueva l’inizio della prima stagione di Once Upon a Time è presente anche in questa season premiere, avviene tutto nello stesso modo, ma con interpreti e ambientazione differente.

E così abbiamo una fastidiosissima Lady Tremaine che prende il ruolo di quella che era Regina, Henry adulto fa le veci di Emma, Lucy quelle di Henry e così via in un turbinio di già visto. I vecchi personaggi escono trasformati da questa maledizione andando comunque a coprire ruoli che appartenevano ad altri: Regina diventa Roni, una barista delusa dalla vita che poi si fa coraggio e tiene testa alla cattiva della situazione, mentre Hook e Tremotino sono i detective del luogo (e se il primo ha abbracciato il bene, il secondo pare compiere ancora affari loschi). Nuovi ingressi di questo Once Upon a Time sono il personaggio di Alice (l’unico che mi è sembrato per ora interessante perchè leggermente inedito rispetto agli altri) e quello di Jacinda che andrà a rappresentare più di tutti la ricerca dell’amore visto il suo coinvolgimento con Henry.

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E stessi difetti

Detto ciò si capisce bene che tutto quello che vediamo è troppo ripetitivo e banale per poter assere avvincente. Abbiamo visto le stesse situazioni e gli stessi personaggi per sei anni, gli effetti speciali sono imbarazzanti, i dialoghi rimangono scontati, piatti e troppo improntati sul bene, sulla speranza e sull’amore visto che c’è sempre lui a farla da padrone: il buonismo dilagante che non permette di uscire dai soliti schemi e dalle solite tematiche. Si gira attorno a quello continuamente.

Once Upon a Time

Once Upon a Time rimane quindi sempre uguale a se stesso seppur con personaggi differenti. E tutta questa ripetitività non permette che si sviluppi nello spettatore una delle più belle sensazioni di quando si guarda una serie tv: l’inaspettato, il non poter immaginare dove la storia ti porterà. Qui, con tutte questi elementi ricorrenti e quindi prevedibili, ti aspetti già gli avvenimenti futuri e tutti i punti su cui andranno a parare le storie.

Once Upon a Time e il non capire quando è il momento di chiudere

Insomma, detto tutto ciò, si evince che Once Upon a Time doveva capire quando era l’ora di chiudere, accettare la cosa e avere il coraggio di mettere un punto a quel The End che termina ogni racconto. Se si fosse creato qualcosa di differente poteva anche risultare interessante, ma in questo modo non fa altro che trascinarsi sulla scena televisiva ripetitivo, prevedibile e non attraente. Certo piacerà ai fan più accaniti perchè ritroveranno ciò che fino ad ora è piaciuto loro, per tutti gli altri, invece, conviene chiudere con la sesta stagione.

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