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Nord e Sud: Recensione della miniserie tratta dall’omonimo di Elizabeth Gaskell

Non capita spesso, di vedere sui nostri schermi un prodotto scelto appositamente dai telespettatori, non capita spesso che un canale o una rete accontenti una fetta di pubblico molto esigente, come gli amanti dei period drama di cui faccio parte. Perciò quando succede, è giusto sottolinearlo positivamente e renderlo noto a più persone possibili. Quattro settimane fa, LaEffe (canale 50 del digitale terrestre) decide di mandare in onda, per la prima volta in Italia e dopo un sondaggio “popolare”, Nord e Sud (North & South), miniserie della BBC del 2004, tratta dal romanzo omonimo di Elizabeth Gaskell e edito, in Italia, dalla casa editrice Jo March nel 2011.

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North & South: dal romanzo alla serie TV

Prima di parlare della serie, è giusto spendere poche righe sul romanzo. Viene pubblicato tra il 1854-55, a puntate sul giornale di Dickens “Hosehold Words” e nonostante la concorrenza del suo stesso editore e di grandi “penne” dell’epoca come le sorelle Bronte, ha un notevole successo, tanto da convincere l’autrice a scrivere ancora. Il romanzo contiene moltissimi riferimenti alla vita della Gaskell, che ha dovuto veramente passare da un piccolo paesino di campagna alla affollata e grigia Manchester. Nelle sue corrispondenze con Charlotte Bronte descriverà in modo ambivalente, provando sempre per questa moderna, ma insalubre città un sentimento di odio-amore, come il personaggio principale del romanzo.

I personaggi

Margaret, giovane donna che da Helston, cittadina ridente nel sud dell’Inghilterra, è costretta a partire insieme alla famiglia verso Milton, grigia capitale dell’industria del cotone. Le vicende tra cui si snoda la vita della protagonista vedono contrapporsi, il suo interesse per le condizioni dei lavoratori in piena rivoluzione industriale, e il fascino misterioso del proprietario della fabbrica e amico del parde, John Thornton. Da questo bellissimo racconto in cui la narrazione ha due anime, quella romantica e quella della denuncia sociale, la BBC decide di trarre nel 2004 una miniserie in quattro puntate North & South, che avrà in Inghilterra un successo equiparabile a quello dell’adattamento di “Orgoglio e Pregiudizio” del 1995.

North & South

North & South: Richard Armitage e Daniela Danby-ashe.

Nord e Sud, lo studio del colore

Nord e Sud (North & South), porta sugli schermi la stessa ambivalenza, del romanzo grazie a due fattori, quello visivo e quello sonoro. Così come Margaret deve affrontare il distacco dal suo “sud” così anche il nostro occhio. Nel primo episodio passa da inquadrature in cui è mostrata la tipica campagna inglese, avvolta in un aria quasi aurea e molto sfumata, al grigio e al nero, che poi saranno i colori predominanti per il resto degli episodi. Ed anche quando, la nostra vista sembra ormai, abituata a queste atmosfere buie e cupe, il regista sottolinea ancora come il colore non faccia parte di Milton, così come non fa più parte di Margaret.

Infatti vediamo come il verde appaia solo nell’erba del cimitero dove i protagonisti camminano a lungo e il viola sul corpo dell’operaio trovato morto nel fiume in cui scolano le acque di tintura del cotone. Il fumo invade l’aria di Milton, il fango ricopre le strade e le donne vestono quasi esclusivamente di nero. Più andiamo avanti nella narrazione, più i toni sgargianti di Londra e del sud, iniziano ad infastidirci, a sembrarci troppo vivaci e futili, così come Margaret alla fine ammette di ammirare il Nord.

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La musica, protagonista della narrazione

Anche la musica, contribuisce molto alla creazione di questo universo che ci sembra così lontano dai verdi campi di “Pride and Pregiudice“; il motivo “I see Hell” che fa da colonna sonora alla serie, scritto da Martin Phipps, è intelligentemente introdotto a chiusura del primo episodio e suona nelle nostre menti quasi come una scure che taglia definitivamente i ponti tra Margaret e la sua Helston. Motivo musicale che poi ritroviamo in molti momenti successivi, arrangiato in modi diversi, e acutamente inserito in ogni scena di disperazione e miserie che passa sullo schermo.

Una trama ritmata e dinamica

La narrazione si muove veloce, mantenendo sempre un livello di tensione elevato, pur essendo la trama orizzontale una storia d’amore. Infatti, a differenza di altri period drama, Nord e Sud non ha parentesi comiche o scene che regalano un sorriso, anzi, le storie rappresentate sono molto dure e forti: pensiamo ai bambini che muoiono di fame nei sobborghi della città o alla morte di Bessy, o alla morte della signora Hale, o al suicidio di Boucher.

Per non parlare delle carrellate di immagini che descrivono le condizioni di lavoro degli operai ai tempi della prima industrializzazione. E, nonostante, una leggera lentezza in alcuni dialoghi, la tensione narrativa non scema mai, perché così come nel romanzo è divisa in due filoni di trama, da una parte le vicende della fabbrica di Thornton e del sindacato rappresentato da Higgins e dall’altra la vita di Margaret che, dispiacere su dispiacere, comincia ad apprezzare il Nord e Thornton stesso. Molto belle le scene che iniziano e chiudono il burrascoso rapporto tra i due, entrambe visivamente caratterizzate dalla presenza di fiocchi bianchi nell’aria. Solo che sono fiocchi di cotone che volano nel capannone la prima volta in cui i due si vedono, mentre nella seconda sono fiocchi di neve che cadono su Milton, mentre Thornton implora Margaret di voltarsi a guardarlo mentre se ne sta andando per sempre.

Il cast, un punto di forza

Ma non è solo merito di chi sta dietro la macchina da presa se questa miniserie è così ben fatta, anche il cast è di altissimo livello. A cominciare protagonista interpretata da Daniela Denby-Ashe, che trasmette molto bene le contraddizioni del suo personaggio ed è riuscita a trovare un’intesa con Richard Armitage, ossia Thornton, molto forte, grazie alla quale i due, che devono comunicare in molte scene solo con lo sguardo, danno vita ad una danza di occhiate e “non detti” davvero sublime.

Armitage stesso (ora al cinema in “Lo Hobbit”) porta sullo schermo un Thornton, misterioso ma anche molto dolce e comprensivo nei momenti con la madre, vestendo molto bene i panni però, anche del padrone freddo e distaccato. Per i fan i Downton Abbey, Brendan Coyle, con qualche chilo in più, interpreta Higgins focoso sindacalista, padre di due bambine e molto testardo, anch’egli bravo e credibile; in un episodio compare anche Rupert Evans, che per gli aficionados del genere “racconti in costume” è Frank Churchill in “Emma” sempre della BBC del 2009.

Nord e Sud, lo specchio di una società

Nord e Sud (North & South) è un racconto da cui si può imparare molto, da cui si deducono riflessioni interessanti, su temi come il lavoro e il rapporto tra padrone e subordinato e da cui è possibile capire meglio anche situazioni del nostro tempo, nonostante le vicende narrate siano così lontane. La BBC sa benissimo quale sia la potenza dei classici e lo dimostra anno dopo anno, con qualche fallimento ogni tanto, ma regalando sempre tante emozioni e tanti spunti critici.

Ed ora, noi, che non ci vergogniamo di ammettere di amare libri di questo genere, perché conosciamo il substrato su cui sono costruiti, noi che siamo orgogliose di sognare Darcy o Thornton la notte, noi che ci ostiniamo a credere che queste non siano solo “romanticherie” ma racconti specchio di una società ancora presente intorno a noi, beh noi, possiamo confidare che LaEffe ci terrà compagnia nelle domeniche dei prossimi anni, perché ha capito il messaggio più importante dalla lettura di Nord e Sud: i classici sono il modo più moderno per guardare al futuro.

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