Mr. Robot

Mr Robot: recensione del finale di una stagione fantastica

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E’ questa la migliore stagione di Mr Robot? La domanda sorge spontanea se si pensa ad episodi incredibili come il quinto con la sua perfezione stilistica e tensione insopportabile, o all’ottavo episodio che con quella sua malinconia e poesia mi ha ricordato tanto The leftovers. Sam Esmail quest’anno ha deciso di abbandonare i twist selvaggi e gli episodi criptici, quasi mistici, per ancorarsi ad un tipo di narrazione più lineare, con un procedere più deciso e serrato, tanto che in questa stagione ne sono successe di tutti i colori e ancora promettono di accaderne in una quarta stagione che è già stata confermata.

E’ Mr Robot una delle migliori serie viste quest’anno?

Sicuramente sì. E’ incredibile che una serie simile non sia su un canale via cavo, considerata l’immensa qualità. Sam Esmail non lascia nulla al caso. Il suo stile inconfondibile è costellato di scelte registiche che tolgono il fiato, di inquadrature perfette, affiancate ad una colonna sonora che si fa notare per la sua bellezza e per le sue scelte insolite, ma che non è mai di troppo; Mac Quayle è un mago e sicuramente uno dei più bravi là fuori. E tutto questo è sorretto da dei personaggi emozionanti e magnetici da cui è impossibile distogliere lo sguardo.

Dopo tanta azione, infatti, tutto ritorna semplicemente ai protagonisti di questa storia, a ciò che ha mosso le loro azioni per tutto questo tempo e che ancora continua a farlo tutt’ora, ma in modo diverso. Dopo gli strapazzi infiniti causati dall’hack che ha mandato il mondo all’aria, arriva per Elliot il momento di riafferrare con forza la realtà, di riprendere il controllo su se stesso e sulle sue emozioni. Dopo tutto quel senso di colpa che ha rischiato di portarlo al suicidio, l’unica cosa che gli resta da fare è agire per se stesso, per quello che ora gli sembra giusto, non importa quanto possa sembrare insensato o insignificante. Come dice la prostituta nella scena finale con Darlene è difficile che il recupero dei dati della E-Corp possa riportare le cose a come erano o che dal reset possa nascere un mondo migliore, eppure è qualcosa che Elliot deve fare, per riconciliarsi con se stesso, per capire e accettare il passato guardandolo con franchezza e per potersi muovere nuovamente in avanti.

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La rivoluzione è fallitta

E così annulla l’azione più importante della sua vita, quella rivoluzione che l’aveva fatto sentire un Dio, in cui aveva creduto con tutto il suo furore e la sua rabbia; e lo fa anche per riconciliarsi con se stesso, per riconciliarsi con il suo Mr Robot. E’ un tocco di sceneggiatura perfetto scoprire come sia stato lo stesso Mr Robot a mantenere in vita una piccola possibilità di annullare il disastro.

Elliot e il suo alter ego si incontrano di nuovo sulla ruota panoramica da cui tutto era iniziato ed arrivano ad una tregua, riconoscendosi come parti inestricabili della stessa persona. Uno Yin e uno Yang irrimediabilmente contaminati l’uno dall’altro. Elliot cede, e si concede di poter parlare con quella parte di sé incontrollabile che gli è difficile riconoscere e che teme ed è insieme a Mr Robot che compie gli ultimi passi per disfare ogni cosa. E nel farlo viene a sapere che non era stato suo padre a spingerlo giù dalla finestra, ma che era stato lui stesso a saltare. Quel trauma, che è il punto di partenza di tutto, non è mai esistito. Lo scoprirlo in apparenza dovrebbe distruggere tutto quello che Elliot sa di se stesso, ma è solo lo scioglimento di un ultimo nodo, di un’accettazione di sé e delle proprie azioni che lo porta ad una maggiore consapevolezza.

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E’ quindi un totale reset?

Un annullamento di tre stagioni di show? Niente affatto, è un’evoluzione necessaria del personaggio che ora è molto più centrato in sè stesso e sembra aver finalmente individuato il vero nemico, quell’1% che simile ad un Dio, governa il mondo in base ai propri desideri e capricci. E che capricci!

Stiamo parlando di una Whiterose che sembra ora aver finalmente rivelato il suo vero volto. Quello di una persona instabile, quasi pazza che cova realmente l’illusione di poter controllare il tempo. Sam Esmail ribalta tutto quello che credevamo di sapere su di lei e ci presenta una folle che non ha timore di abusare il mondo per i suoi capricci. Whiterose in Congo vuole costruire una macchina del tempo. In verità non ha usato Angela raccontandole una storia inventata per plagiarla, ma ha condiviso con lei la pura verità, il sogno folle in cui crede fermamente e che rende improvvisamente ogni sua azione priva di una logica prevedibile. La rende semplicemente una mina vagante.

E’ così che ci si presenta una futura quarta stagione, come un rinnovato campo di battaglia. Elliot e Mr Robot uniti per distruggere chi li ha manovrati per il proprio vantaggio, Angela e suo padre (sorpresa!) uniti da una pura voglia di vendetta e Dom che probabilmente sarà una pedina fondamentale per la prossima stagione e che, volente o nolente, dovrà trovare in Darlene e suo fratello degli alleati per poter riavere indietro il controllo sulla sua vita. E Wellick? Dove si posizionerà sulla scacchiera? Non so voi ma il futuro mi sembra incredibilmente divertente, con una banda scalcagnata pronta ad opporsi con le unghie e con i denti contro un cattivo che tutto può. Ne vedremo delle belle!

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