Mr. Robot

Mr. Robot: la controrivoluzione di Elliot. Recensione dell’episodio 3.01

USA Network

Partiamo da un presupposto, anzi da una domanda, una domanda che da tre anni a questa parte Mr. Robot pone a noi spettatori. Parole attribuite di volta in volta a diversi personaggi, ma che hanno sempre e comunque lo stesso significato: ciò che stiamo vedendo è reale?

Saliamo per la terza volta sulla carriola rossa di Elliot & Co. non sapendo ovviamente dove questa ci condurrà, ma tenendo a mente che tutto quello che ci verrà presentato potrebbe non essere corrispondente al vero. E’ un meccanismo già rodato, in cui siamo cascati nella prima stagione ma che nella seconda è stato il nostro continuo campanello d’allarme, il nostro codice speciale per decodificare immagini e suoni, alla ricerca di una verità univoca.

Ma in questa terza stagione ciò che si prospetta davanti ai nostri occhi è probabilmente un salto nel vuoto ancora più grande dei precedenti, che potrebbe o rivelarsi un grande bluff paranoico o cambiare completamente la prospettiva da cui stiamo guardando Mr. Robot.

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Quante copie di noi stessi esistono

Prima ancora dunque di arrivare al cuore dell’episodio, ai fatti che “accadono” in esso, si dovrebbe ragionare su due spunti di riflessione lanciati a noi come ai personaggi all’interno della serie. Giungono all’inizio e alla fine dell’episodio, il primo grazie ad una guida ad una centrale nucleare della E-Corp, l’altro affidato invece in due diverse occasioni ad Angela.

Prima di pontificare qualsiasi possibile svolta sci-fi di Mr. Robot, bisogna comunque chiedersi cosa e se effettivamente queste parole abbia un valore all’interno dell’economia del racconto e se, soprattutto, possono essere in qualche modo una chiave di lettura di ciò che sarà ma anche di ciò è stato.

Oltre al protagonista Elliot, un altro personaggio “sdoppiato” é Whiterose/Zhang, il cui peso all’interno della storia cresce di minuto in minuto, per rimanere in tema. Dobbiamo forse sospettare che Whiterose e Zhang non vivano in realtà nella stessa realtà ma che piuttosto i loro stati mentali siano connessi tra di loro? D’altronde era stata la stessa Whiterose a parlare di realtà alternative nella seconda stagione.

E’ questo il bene superiore per il quale la mamma di Angela e il padre di Elliot sono morti (e per il quale lo stesso hacker verrà sacrificato)? Cosa, dove e come sarà il mondo migliore che la Fase 2 porterà a compimento, in cui tutto il male causato potrà essere finalmente annullato? Ne abbiamo forse avuto un piccolo assaggio nei sogni di Elliot o abbiamo già toccato con mano questa realtà alternativa “purificata”?

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La controrivoluzione di Elliot

Tornando sul piano della nostra realtà, questa première ribalta le carte in tavola in maniera radicale, trasformando colui che fattivamente era a capo di una rivoluzione appena iniziata nel primo antagonista.

Risvegliatosi dal blackout in cui è caduto dopo esser stato colpito da Tyrell, il mondo che accoglie Elliot è anch’esso avvolto dal buio, iniziato proprio quando a chiudersi sono stati i suoi occhi.
La flebile luce che ci chiude per tutto l’episodio è il primo sintomo dello stato di caos che imperversa nel mondo, quell’insicurezza che la rivoluzione della FSociety di Elliot non ha eliminato ma bensì amplificato. E’ davvero possibile liberarsi della mano invisibile, di quel male così radicato che nel momento in cui viene colpito riesce a rialzarsi ancora più forte?

E se questa stessa rivoluzione non fosse altro che una finta libertà, quel piccolo margine di manovra che il “mostro” ci concede, illudendoci così di aver un potere che in verità non abbiamo? Le lotte diventano un prodotto da commercializzare, show televisivi (proprio come Mr. Robot) da vendere.
Quel 1984 immaginato da Orwell è davvero peggiore di quello che stiamo effettivamente vivendo? Una società in cui rinunciamo, con la promessa di una maggiore tranquillità e sicurezza, alla nostra privacy, alla nostra dignità, alla nostra testa. E se la nostra rivoluzione non fosse altro che la nostra stessa prigione?

Sono le parole di un nuovo personaggio (un Bobby Cannavale in splendida forma) a guidarci – forse – nella mente di Elliot ma a porre ulteriori domande, alle quali non ci aspettiamo di ricevere risposte né facili né immediate: quando perdiamo i nostri principi permettiamo al caos di subentrare. Se credevamo di poter veramente affrancare questa umanità sofferente da una creatura quasi mitologica autoritaria e totalizzante, quali principi guideranno ora questa controrivoluzione che crediamo possa porre rimediare al caos che abbiamo generato?
Elliot è ora il nemico del nuovo mondo che lui stesso ha ardentemente desiderato, accecato dalla rabbia, affamato di giustizia. Una fame che nutre quella parte di lui che ora, più di prima, lo ha messo all’angolo.

Mr. Robot è finalmente tornato. E lo ha fatto nel migliore dei modi possibili. O forse nel peggiore dei mondi possibili?

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