Mr. Robot

Mr.Robot: Recensione dell’episodio 1.03 – eps.1.2_d3bug.mkv

Mr. Robot

Bug /bag/ s.m.inv. 1985; ingl. bug /bʌg/ “errore, difetto”, pl. bugs
ES ingl. TS inform. in un sistema o in un programma informatico, errore di programmazione (Dizionario De Mauro)

mr.robot1x03figlhtTra Fight Club e The Social Network, questo episodio che sembra scritto e diretto da David Fincher (partendo dai titoli di apertura) ci conduce in fondo a nuovi labirinti telematici e non. Perché pur essendo facile (forse più semplice?) decodificare persone, luoghi ed eventi servendosi di linguaggi e procedure informatiche, alcune volte il percorso che crediamo che noi e gli altri abbiamo intrapreso seguendo la nostra di logica prende una piega diversa da quanto ci aspettavamo. Forse perché qualcuno è stato in grado di trovare il nostro di bug, il difetto di programmazione. O forse perché noi non siamo stati in grado di nasconderlo al meglio alla fine del nostro labirinto.

Da una parte Elliot, dall’altra Tyrell Wellick, i protagonisti principali di questo episodio si raccontano svelando volontariamente o meno il loro punto debole.
Che Tyrell Wellick non fosse un ordinario uomo d’affari l’avevamo intuito, ma che dentro il suo armadio si nascondessero tanti e tali scheletri è stato di certo una sorpresa.
Dietro il faccino pulito e sbarbato, Sam Esmail ha nascosto un uomo complesso, arrivista e determinato che fa pugni con se stesso e gli altri. La linearità degli ambienti in cui vive e lavora discordano dal suo essere vero o nascosto che sia. Sacrifica parte di sè, la sua parte più animale e sessuale per apparire agli occhi degli altri il perfetto nuovo CE0 dell’azienda. Ma la sua storia è quella che ci lascia più incerti sul finale. Se l’intento di questa puntata era portare alla luce il bug di Elliot come Tyrell, con quest’ultimo rimaniamo appesi ad un grande punto interrogativo. Quale aspetto della sua vita nascosta può essere considerato il suo vero tallone d’Achille?

mr.robot1x03mrrobotNella scorsa puntata avevamo invece lasciato Elliot cadere giù da una banchina spinto da Mr. Robot. In questo episodio il suo è un percorso fatto di rettilinei pericolosi, incroci immaginari o non, curve ad u.
Dal letto di ospedale all’incontro con Mr Robot in ufficio, dalla cena a casa del capo al tavolo della FSociety, Elliot immagina una vita normale, senza bug e difetti. Prova ad immaginarsi in questa vita, in cui non hai necessità di nasconderti dentro un cappuccio di felpa nero ma puoi avere una ragazza, andare a cena da amici e presentarti al lavoro bevendo un latte alla vaniglia di Starbucks. Una vita da condividere sui social, insomma. Senza più labirinti da dover costruire, privi di quel timore che quello che si è tentato per anni di nascondere qualcuno riesca a scoprirlo. Ma chi vive una vita perfetta? Chi non ha difetti?
Elliot fa parte di quel pezzo di mondo che più che affrontare e superare ciò che rende difficoltoso il vivere, se ne immerge e ne fa una sorta di corazza, di scudo.
Fino a rendere difficile per lui, ma anche per noi che lo guardiamo seguirlo. Sono i suoi pensieri che ci conducono alla fine della strada. Fino a quando il vaso di Pandora non viene aperto e quel segreto, il suo bug, non diventa di pubblico dominio. E non resta che arrendersi all’evidenza che un piano, un’azione è necessaria.

Mr Robot finora non delude le aspettative che il pilot aveva generato nel pubblico, rivelandosi una piacevole sorpresa sotto diversi aspetti, in primis la scrittura. E sembra in alcuni casi di vivere una sorta di grande percorso di analisi che ci coinvolge un po’ tutti. Sempre alla ricerca del racconto migliore di noi stessi.

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