All Eyes On

All Eyes On: Michael Fassbender

Michael Fassabender

Se mi chiedessero ora, a brucia pelo, il nome di uno degli attori più talentuosi non esiterei a dire Michael Fassbander, a dirla tutto se mi avessero fatto questa domanda 5 anni fa, la mia risposta sarebbe stata la medesima.
Il mio incontro (purtroppo mediato dallo schermo!) con Michael Fassabender è avvenuto infatti molti anni fa con Angel, in Italia uscito con il titolo Angel, la vita e il romanzo, tratto dall’omonimo romanzo di Elisabeth Taylor ispirato alla figura di Marie Corelli.
Andai al cinema a vedere questo film e più di tutto a colpirmi fu l’attore protagonista, sconosciuto all’epoca, che interpretava l’affascinante pittore Esmè. Pochi mesi prima il giovanissimo Michael Fassbender sbarco al cinema con 300, da lì la carriera di Fassy, noto così ai suoi fans, è stata solo in salita.
Michael Fassbender nasce a  Heidelberg in Germania Occidentale nel 1977, a soli due anni si trasferisce con i genitori nella cittadina del  Killarney, nella Contea di Kerry in Irlanda dove la sua famiglia apre e gestisce un ristorante.

Dagli esordi all’incontro con Steven McQueen

It’s that I love him more. I love him deeply. It’s an understanding. I don’t question it; that’s the funny thing. I think we both don’t question it. I think we have something and we just get on with it.

Appassionato alla recitazione già durante l’adolescenza, dopo aver frequentato il corso di teatro del liceo decide di frequentare la Drama Centre London. Dopo una lunga gavetta iniziata con una manciata di episodi in Hearts and Bones e proseguita con il ruolo in Band of Brothers, Michael continua con costanza nella scelta di ruoli più disparati fino all’incontro con Steven McQueen.

Michael Fassbender

Il regista  e artista inglese trasforma Michael Fasbbender nella sua musa ispiratrice e la solida amicizia e l’intesa creativa porteranno la carriera di Michael ad un incredibile balzo in avanti, soprattutto dal punto di vista qualitativo.

Il primo è Hunger, vincitore della Camera D’or per la miglior opera prima del 61 Festival di Cannes: questo è il film in cui le doti attoriali e la sensibilità creativa di Michael vengono alla luce. Qui è subito chiaro la peculiarità che contraddistingue questo attore da mille altri sulla piazza. Michael recita con tutto il corpo, l’intensità, la passione e il movimento fisico in scena contribuiscono a dare vita ad interpretazioni sofferte anche dal punto di vista fisico, come nel caso di Hunger, in cui Fassbender ha dovuto perdere molti chili per rivivere sul suo corpo e far rivivere agli spettatori il dramma del Bobby Sands durante una delle pagine più dure della storia inglese e irlandese.

Resterà nella storia del cinema la favolosa scena del dialogo tra Bobby Sands e padre Moran, scena girata con telecamera fissa in presa diretta, lunga ben 17 minuti.

Ruoli difficili, delle vere e proprie sfide come per Shame – diretto sempre da Steven McQeen – dove interpreta Brandon, un uomo in carriera schiavo del sesso. Fassbender vive sulla sua pelle i tormenti del personaggio, permettendo anche in questo caso la totale immersione alla storia. Chiude la terzina del film con Steven McQueen 12 anni schiavo, in cui Michael Fassbender interpreta l’odioso e perfido schiavista Edwin Epps. Il ruolo gli è valso la nomination agli Oscar 2014 come miglior attore non protagonista.

Steve Jobs, Frank, X-men i tanti volti di Michael Fassbender

Prima dell’incontro con Steven McQueen, Fassbender si fa notare in un altro ruolo controverso, quello in Fish Tank. Film diretto da Andrea Arnold e vincitore della giuria del 62 ° festival di Cannes e del premio Bafta come miglior film britannico, è un vero gioiellino e  purtroppo poco conosciuto.
Si alternano nella sua carriera anche ruoli più “leggeri” e apparentemente meno sofferti: Prometheus, Slow West, The Consuler, Frank, come film meno di nicchia e più popolari. Il ruolo di Magneto nei film prequel di X-Men lo ha fatto conoscere al grande pubblico.

E’ lampante, Michael Fassbender ha un’idea molto chiara della sua carriera. Al di là di scelte abbastanza commerciali, di base c’è la volontà di ricercare progetti di qualità e di affrontare sfide recitative di un certo spessore, anche se non sempre questo è avvenuto coscientemente. Emblematico è il caso della sua interpretazione nel biopic di Steven Jobs. Michael ha raccontato che subito dopo aver accettato il ruolo e letto il copione si è pentito della scelta fatta. C’era molta attesa per il film e i suoi problemi di apprendimento del copione gli stavano causando molta ansia, così in un giorno particolarmente nero ha chiesto al suo autista di rompergli il braccio nella portiera della sua auto, così da potersi liberare dell’incombenza del ruolo. Ovviamente Michael scherzava e ovviamente la sua interpretazione di Steven Jobs è stata un successo, tanto da fargli portare a casa un’altra nomination, questa volta come attore protagonista.

Micheal Fasbbender

Fassy e i period drama

Oltre ad Angel già citato, Fassbender ha conquistato il cuore  dei bookaddicted interpretando due personaggi molto amati. Il primo è Rochester in Jane Eyre, trasposizione cinematografica molto noir ad opera di di Cary Fukunaga del romanzo di Charlotte Brontë. Vi è poi Jung in A Dangerous Method, un’interpretazione compassata e brillante del noto psichiatra Carl Gustav Jung che viola l’etica professionale iniziando una relazione con Sabina, una sua paziente.

Gli ultimi progetti di Michael Fassbender

Il 2016 è stato un anno molto impegnativo per Michael, impegnato in diversi progetti cinematografici anche diametralmente opposti. La Luce sugli Oceani, tratto dall’omonimo romanzo di M. L. Stedman,  è il film artefice di un grande cambiamento nella vita del nostro Fassy. Qui infatti ha conosciuto la sua attuale compagna Alicia Vikander, con la quale ha partecipato alla lunga promozione del film che li ha portati anche a Venezia. (Qui potete la nostra recensione del film!)

Micheal Fasbbender
Per concludere, il progetto più recente – attualmente nelle nostre sale cinematografie – è Assassin’s Creed, film che non ha riscosso però un gran favore da parte della critica. Rotten Tomatoes riporta: “nonostante Assassin’s Creed sia indiscutibilmente il miglior film mai tratto da un videogioco, rimane un’arrancante delusione, infarcita di CGI, senz’anima e dalla trama confusionaria”. Critica tiepida anche per La Luce sugli Oceani, pellicola passata un po’ in sordina sin dalla sua uscita e snobbata soprattutto nella stagione degli award.

Appare chiaro, analizzando la sua biografia e filmografia, come il Fassy sia un attore poliedrico e estremamente talentuoso, pronto a calarsi nel personaggio del cattivo Magneto e subito dopo a interpretare Frank film di Lenny Abrahamson, in cui non mostra mai il suo volto ma con il quale offre una straordinaria interpretazione.
Non ci resta che continuare a seguire i progetti di Micheal per essere sorpresi dalla sua prossima scelta: film indie o commerciale? A noi va bene tutto, basta che ci date una dose di Fassy annuale.

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