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McMafia: non chiamatelo il nuovo The Night Manager – Recensione primo episodio

Mc Mafia

Ancora prima che McMafia andasse in onda era venuto naturale il paragonarlo a The Night Manager, altra serie inglese di grande successo che, condividendo lo stesso genere, sfoggiava un giovane attore carismatico come protagonista.

Ma ora che, guardando il primo capitolo di questa nuova serie BBC, ci siamo fatti un’idea precisa della storia, ci viene naturale prendere una certa distanza da tali paragoni. The Night Manager brillava soprattutto per stile ed eleganza e ispirandosi chiaramente a James Bond, puntava ad una trama classica con un cattivo super cattivo e un buono deciso a vendicarsi per amore e pronto a fare il doppio gioco: sempre sul punto di essere scoperto, sempre pronto a fare la cosa giusta. Tanto che proprio il protagonista, alla lunga, era risultato il punto più debole della storia.

Con McMafia la criminalità organizzata è sempre al centro della narrazione, ma in questo caso i contorni sono più sfumati e la trama e i personaggi mostrano subito una maggiore complessità.
Alex Godman è nato in Russia, ma dopo che la sua famiglia è stata esiliata dalla madre patria è cresciuto a Londra per poi studiare economia negli Stati Uniti. E’ vissuto nell’agio, ha sempre fatto una bella vita, crescendo in tutto e per tutto come un occidentale. Ma quello che per lui è solo un vago ricordo, per suo padre e suo zio è un costante doloroso rimpianto. Strappati dalla loro casa non si sono mai adattati alla nuova vita e vivono nel sogno di poter un giorno tornare indietro.

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L’errore di Alex è forse credere che quel passato non lo riguardi, che il suo passato sia soltanto una fastidiosa zavorra ai suoi desideri di successo. Ma questo passato, stuzzicato, si riaffaccia prepotentemente nella sua vita e pretende attenzione, pretende azione, soprattutto quando la sua famiglia viene minacciata. Contare sulla polizia è impossibile quando i russi sono sempre osservati con sospetto e fastidio e allora cosa fare da solo? L’abilità di Alex è quella di saper maneggiare il denaro e cosa c’è di più potente del denaro in questo mondo, capace di muovere nazioni e guerre?

McMafia
In questo McMafia si rende tremendamente attuale e spaventosamente famigliare nel dipingere una criminalità organizzata che grazie ad ingenti quantità di denaro è in grado di influire globalmente su intere economie, gestendo, di fatto, anche le nostre piccole vite.

Ma Alex ha sempre cercato di vivere una vita onesta che si discostasse dal passato criminale della sua famiglia. La sua stessa fidanzata inglese è una paladina del capitalismo etico. E se muovere semplicemente del denaro attraverso un computer può sembrare una cosa distante e astratta, come rimanere immuni alle conseguenze ben più concrete che ne scaturiscono?

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McMafia

La posizione di Alex è quindi molto meno limpida di quella del protagonista di The Night Manager. Qualunque scelta prenderà alla fine la sua onestà ne uscirà compromessa. Resterà interessante scoprire fino a dove sarà disposto a spingersi e se sarà in grado di sopportarne le conseguenze. Una parte perfetta per James Norton che è destinato a far parlare a lungo di sè in futuro e che ha già confermato la sua bravura di attore in serie come Happy Valley (dove era uno spietato assassino) o in Grantchester. Inevitabilmente, grazie anche a McMafia, il suo sarà uno di quei nomi che sentiremo tirati in ballo per sostituire Daniel Craig nei panni di James Bond.

Troppo presto per ora per parlare anche del resto del cast, dove è spiccato sicuramente Aleksey Serebryakov che interpreta la figura tragica del padre di Alex (molto intensa da parte di entrambi gli attori la scena all’obitorio) e il sempre bravo David Strathairn nell’ambigua parte dell’amico di famiglia Semiyon Kleiman. Dovremo aspettare per vedere se Merab Ninidze saprà dimostrarsi un valido avversario per il nostro protagonista.

Questo primo episodio forse ci mette un po’ ad ingranare, ma mette bene le basi per raccontare una storia articolata che è tratta dal libro di Misha Glenny, e delineare con cura il suo protagonista. Mi aspetto che il ritmo da qui in avanti aumenti, ma nel complesso McMafia ci ha offerto un buon primo episodio che ci fa sperare in grandi cose.

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