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Manhunt: Unabomber – intervista a Paul Bettany nei panni di Ted Kaczynski nella serie tv di Netflix e Discovery Channel

Per chi adora i true-crime drama, ovvero le serie televisive thriller e psicologiche basate su fatti realmente accaduti, Manhunt: Unabomber è lo show perfetto da guardare!

Disponibile sulla piattaforma di streaming online Netflix, Manhunt: Unabomber è stato creato Andrew Sodroski (The Handmaid), Jim Clemente (Quantico, Criminal Minds) e Tony Gittelson (Veronica Mars) ed è incentrato sulla caccia all’uomo organizzata dall’FBI per catturare il serial killer conosciuto come Unabomber.
All’anagrafe Theodore John “Ted” Kaczynski, questo matematico ex docente universitario è stato condannato in America per aver inviato esplosivi in pacchi postali a numerose persone tra la fine del maggio 1978 al 1995 quando un documento da lui redatto e intitolato La Società Industriale e il Suo Futuro venne pubblicato dal The New York Times e dal The Washington Post.

La Società Industriale e il Suo Futuro (noto anche come “Manifesto di Unabomber”)

“La rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state un disastro per la razza umana. Esse hanno incrementato a dismisura l’aspettativa di vita di coloro che vivono in paesi “sviluppati” ma hanno destabilizzato la società, reso la vita insignificante, assoggettato gli esseri umani a trattamenti indegni, diffuso sofferenze psicologiche (nel Terzo mondo anche fisiche), inflitto danni notevoli al mondo naturale. Il continuo sviluppo della tecnologia peggiorerà la situazione. Essa sicuramente sottometterà gli esseri umani a trattamenti sempre più abietti, infliggerà al mondo naturale danni sempre maggiori, porterà probabilmente a una maggiore disgregazione sociale e sofferenza psicologica e a incrementare la sofferenza fisica in paesi “sviluppati”.

I protagonisti di Manhunt: Unabomber sono Paul Bettany, nei panni di Unabomber e Sam Worthington in quelli dell’analista Jim Fitzgerald che partecipò attivamente alla cattura del terrorista analizzandone il linguaggio. Composta da 8 episodi, la serie tv era stata commissionata da Discovery Communications e annunciata nel marzo del 2016 dal presidente Rich Ross.

Alternando indagini e analisi sulla vita del serial killer, Manhunt: Unabomber è capace di ipnotizzarti e mantenerti col fiato sospeso sino alla fine grazie all’enorme performance di uno dei suoi protagonisti, definito anche da Stephen King come il miglior attore di serie tv del 2017.

Stiamo parlando dell’attore inglese Paul Bettany che durante l’ultimo Television Critics Association Press Tour è stato intervistato da Collider proprio relativamente a questa ultima sua fatica telefilmica. Di seguito vi riportiamo un estratto dell’intervista pubblicata su Collider.com

Paul Bettany

La tua performance in Manhunt: Unabomber è straordinaria! Eri nervoso nell’assumere i panni di una persona come questa e nel trasformarti in lui?

Sì, ero nervoso e temevo che certe cose non andassero bene. C’erano molti meccanismi. Non sembro proprio lui. Queste tecniche che ti trasformano sono divertenti, ma non smetti mai di essere consapevole di indossare una parrucca e una barba. La barba era divisa in sei parti, e nel momento stesso in cui la mettevo sul tuo viso, sentivo che voleva letteralmente scendere dalla mia faccia. Nel momento in cui ti rendi conto che si è finalmente fissata, devi continuare a tenerla bloccata. Questo significa che c’è molto lavoro dietro da parte del truccatore, e quindi sei preoccupato che il tutto possa sembrare solo una barba finta. Ci sono tutti questi dettagli da tener presente… Ma ero felice di poter interpretare questo personaggio. È passato molto tempo da quando ho avuto l’occasione di rispondere a una sfida del genere e mi è piaciuta l’idea di poterlo fare nuovamente.

Ted Kaczynski ha vissuto molto nell’isolamento, ma quando lui e Fitz si sono incontrati, è stato letteralmente elettrizzante guardare te e Sam Worthington recitare fianco a fianco. È stato divertente recitare insieme?

Certo! Sam Worthington e io abbiamo lavorato molto bene insieme e ci siamo davvero piaciuti. Pensavo che avesse una presa davvero interessante, sembrava alzare lo sguardo su Ted e ammirarlo. In realtà Ted non ha mai incontrato nella vita reale Fitz. Ma quest’ultimo ha letteralmente inventato un nuovo campo legale (forensic linguistics) per catturare Ted. Greg Yaitanes e Andrew Sodroski hanno fatto davvero un ottimo lavoro nel rendere la trama e la parte della linguistica eccitanti, e ho semplicemente adorato questa parte. In realtà Manhunt: Unabomber è uno show televisivo incentrato sulle parole, ed è sorprendente.

Se questi due uomini si fossero incontrati in circostanze diverse e Ted Kaczynski non fosse diventato Unabomber, pensi che avrebbero potuto essere amici?

Sì, lo penso. Dipende se intendi nella vita reale o nella versione che abbiamo presentato nella serie tv, ma io la penso davvero.
Credo inoltre che la serie tv e la sceneggiatura siano state fatte molto bene perchè hanno trasmesso agli spettatori un equilibrio, sono riusciti a far provare loro empatia per Ted, ma allo stesso tempo a non far provare simpatia per Unabomber. Credo che questo aspetto sia molto importante.

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