Cinema

Lady Bird: la recensione del film di Greta Gerwig con Saoirse Ronan

Lady Bird

Titolo: Lady Bird

Genere: commedia drammatica

Anno: 2017

Durata: 124 minuti

Regia: Greta Gerwig

Sceneggiatura: Greta Gerwig

Cast principale: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet

Lady Bird è una commedia drammatica scritta e diretta da Greta Gerwig, attrice e sceneggiatrice statunitense classe 1983; uno dei talenti più evidenti della nuova generazione di creativi made in California che stanno sempre più affermandosi nelle preferenze dei cineasti di tutto il mondo.

Si dice un gran bene di questa pellicola che ha già ottenuto diversi riconoscimenti dalla critica internazionale.

Uno fra tutti, il doppio Golden Globes. Lady Bird è stato insignito del premio di Miglior film commedia o musicale; Saoirse Ronan, inoltre, l’attrice che interpreta la protagonista del film, ha ricevuto il premio di Migliore attrice in un film commedia. 

Il film di Greta Gerwig è anche candidato ai prossimi Oscar in diverse categorie, tra Miglior Film e Miglior Regia. Considerati questi presupposti, Lady Bird potrebbe diventare il film dell’anno.

Lady Bird: di cosa parla il film vincitore dei Golden Globes 2018?

Christine “Lady Bird” MacPherson è una studentessa delle scuole superiori che vive nel quartiere “sbagliato” oltre le rotaie. Desidera l’avventura, la raffinatezza e l’opportunità, ma non trova nulla di stimolante nel liceo cattolico di Sacramento che frequenta. Durante il suo ultimo anno di liceo Lady Bird si ritroverà ad affrontare diverse sfide che metteranno a dura prova le sue capacità di giovane donna che si appresta a prendere in mano le redini del suo futuro.

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Emotivi, repressi e ribelli: ecco come ci si sente dopo aver visto l’ultimo progetto di Greta Gerwig. Lady Bird è un film apparentemente semplice che però svela tutte le sue preziosità lasciando echi profondi nel cuore e nella mente dello spettatore.

Inizialmente sembra di assistere un a un teen drama che riecheggia le atmosfere di 13 Reasons Why e The End Of The Fucking World. Gli scenari, i colori e i profili dei personaggi di Lady Bird riassumono forse il meglio degli stereotipi dei contesti espressi in queste due serie tv simbolo, aventi per protagonisti adolescenti alle prese con problematiche esistenziali estreme.

In Lady Bird nulla viene urlato o rappresentato attraverso scene eclatanti in cui si enfatizza sulla gravità e sull’importanza dei gesti per comunicare al meglio con lo spettatore.

L’importanza dei dialoghi, dei flussi di coscienza e dei gesti dei personaggi è insita e mutamente evidente all’interno di ogni scena, di ogni singolo dettaglio che conferisce a questo film un che di documentaristico per la naturalezza con cui si sviluppa.

E’ un film che rappresenta al meglio le relazioni tra la nuova generazione dei così detti millennials e il mondo degli adulti, in particolare di coloro che intendono preservare il focolare domestico dalle grinfie della società odierna, attraverso un’educazione estraniante e scarsamente complementare ai sogni e alle aspettative di un giovane che si appresta ad affrontare un percorso di crescita.

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Lady Bird e il Trumpismo

Lady Bird è un inno alla ribellione nei confronti dei precetti e delle convenzioni sociali, promosse dall’America di Trump a da tutta quella frangia di elettorato che ha creduto nell’ascesa alla presidenza del magnate.

Ricordiamo però che il film è ambientato nel 2002 durante la presidenza di George W.Bush. Un contesto sociale sicuramente diverso rispetto a quello di oggi, che tuttavia ha diversi punti in comune con la società americana odierna.

Lady Bird è circondata da falsi consiglieri che vogliono indirizzarla verso un futuro ovvio ma contrario rispetto ai suoi sogni, da genitori oppressivi ma allo stesso tempo troppo distratti dai fenomeni sociali che si avventano sui nuclei familiari della bassa borghesia americana: un licenziamento inaspettato, un mutuo da pagare e una figlia da mantenere al college dall’altra parte del paese.

Un cast di giovani attori che convince

Nel plot di Lady Bird non vi è nessun chiaro riferimento alla sfera politica, tuttavia non occorrono eclatanti dimostrazioni per capire quale sia la natura e soprattutto l’intento di questo film che verrà sicuramente ricordato come uno dei migliori film del 2018, al di là dei riconoscimenti della critica internazionale.

Di rilievo l’interpretazione di Soairse Ronan nei panni di Christine (Lady Bird), la sua è una prestazione attoriale che non può di certo passare inosservata. La Ronan è riuscita a trasporre il tone of voice proprio delle serie tv più affini, risultando convincente ed ironica.

In Lady Bird ritroviamo anche Lucas Hedges, classe 1996, co-protagonista di Manchester By The Sea e parte del cast di un altro film molto apprezzato, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri. Hedges interpreta il ruolo di Danny, fidanzato di Christine che nasconde un segreto che verrà svelato a metà del film, con un chiaro riferimento alle problematiche dell’accettazione delle diversità.

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Tra i co-protagonisti abbiamo anche Beanie Feldstein nei panni di Julie, la migliore amica di Christine. Un’interpretazione molto convincente per l’emergente attrice. E non possiamo non citare Timothée Chalamet, protagonista di un’altra pellicola rivelazione candidata agli Oscar, Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino.

Lady Bird ha è già entrato nella storia, ottenendo 164 critiche positive sul noto sito Rotten Tomatoes. Un record che, aggiunto all’agone comunicativo che gravita intorno a questa pellicola, fa di Lady Bird un vero e proprio caso mediatico oltre che cinematografico in questo inizio di 2018.

Greta Gerwig: buona la prima!

In Lady Bird, Greta Gerwig si rivela un’audace nuova voce del panorama cinematografico.  Ambientato a Sacramento, in California, nel 2002, in un paesaggio economico americano in rapido cambiamento, Lady Bird è uno sguardo affascinante sulle relazioni che ci modellano, sulle convinzioni che ci definiscono e sull’ineguagliabile serenità profusa dal focolare domestico, malgrado le ataviche incomprensioni tra generazioni differenti.

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