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La casa di carta: 10 cose che non sapete sulla serie tv spagnola

Tutti sono innamorati de La Casa di Carta – La Casa de Papel. La serie televisiva spagnola ideata da Álex Pina e trasmessa da Antena 3 nel 2017 prima ha conquistato i fan spagnoli, poi ha stregato il mondo intero grazie a internet e al servizio di streaming online Netflix che l’ha distribuita successivamente in tutto il mondo.

Otto persone tentano una rapina incredibile alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre di Madrid ovvero alla Zecca di Stato. Ma il loro obiettino non è entrare nell’edificio e uscirne subito con i soldi rubati, come tutti potrebbero facilmente pensare, bensì rimanervi il più a lungo possibile per stampare ben 2.400 milioni di euro.

Tokyo (interpretata da Úrsula Corberó), Mosca (Paco Tous), Berlino (Pedro Alonso), Nairobi (Alba Flores), Rio (Miguel Herrán), Denver (Jaime Lorente), Helsinki (Darko Peric) e Oslo (Dimitri Mostovói) sono i soprannomi scelti da questi pazzi rapinatori, ma forse più matto di loro è Il Professore (Álvaro Morte), l’uomo cioè che li ha reclutati e che per cinque mesi li ha nascosti nelle campagne di Toledo per prepararli adeguatamente al grande colpo.

Grazie a Netflix La Casa di Carta – La Casa de Papel ha stregato milioni di fan che ora sono in attesa del terzo capitolo, i cui episodi verranno distribuiti dallo stesso servizio streaming nel 2019. In attesa di questo grande ritorno, non ci resta che curiosare sul cast e la crew di questa serie tv attraverso la rubrica delle 10 cose che non si sapevano sullo show.

Le 10 cose che non sapete sulla serie tv La casa di carta – Casa de papel targata Netflix.

La Casa di Carta

Si sono ispirati al film Léon.

Il personaggio di Tokio, il suo taglio di capelli e il suo abbigliamento sono fortemente ispirati a Mathilda, la protagonista di Léon, il film del 1994 diretto da Luc Besson che vede protagonista Natalie Portman.

Le riprese non sono state fatte alla Zecca di Spagna.

A causa della trama scelta, la Zecca di Spagna non ha permesso che la serie tv venisse registrata sul posto. Pertanto, i produttori non hanno avuto altra scelta che utilizzare al suo posto la costruzione del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica (CSIC). Le porte di questo palazzo sono state aperte alla crew della serie tv nei fine settimana così da permettere le riprese.

Gli episodi dovevano essere più lunghi.

Originariamente la serie tv doveva essere costituita solamente da 15 episodi. La rete spagnola Antena 3 ha mandato in onda nove episodi e ha fatto una pausa prima di trasmettere i restanti sei. Ma gli episodi avevano una durata media di 70 minuti e per soddisfare il pubblico occidentale Netflix ha deciso di modificarne la durata e quindi ha aumentato il numero degli episodi, passando dai 15 iniziali (9 nella prima parte e 6 nella seconda) ai 22 attuali (13 nella prima parte e 9 nella seconda). Ogni episodio su Netflix dura 40-50 minuti.

C’è una ragione dietro al tic del Professore.

Alvaro Morte, l’attore che interpreta il Professore, nella vita reale non porta gli occhiali ed è questa la ragione che ha spinto l’attore ha toccarsi frequentemente gli occhiali durante le riprese della serie tv. Ricordiamo che Alvaro Morte è un volto molto noto in Italia non solo per La casa di carta; l’attore ha infatti interpretato Lucas Moliner ne Il Segreto – El secreto de Puente Viejo, la soap opera spagnola trasmessa in Italia da Canale 5.

C’è un tocco di ragtime.

La musica che il Professore suona al piano per Raquel è “The Entertainer” di Scott Joplin (1902), compositore e musicista statunitense famoso ai più come King of Ragtime, dal genere musicale da lui suonato e nato come musica da ballo nei quartieri a luci rosse di alcune città statunitensi a fine ‘800.

Il titolo della serie tv doveva essere diverso.

Inizialmente la serie tv doveva intitolarsi Los Desahuciados, tuttavia Antena 3 decise all’ultimo momento di optare per La casa di carta – La Casa de Papel, in riferimento al luogo in cui le monete vengono stampate e conservate.

Il pilot ha numerose versioni.

Sono state girate ben 52 versioni del pilot perché si è voluto fare tutto al minimo dettaglio. La decisione di realizzare un episodio perfetto che raccontasse egregiamente la trama che sarebbe stata poi il cuore pulsante della serie tv ha portato infatti l’intera crew a girare molte volte le stesse scene. Il tutto per raggiungere la perfezione.

I ladri dovevano avere qualcosa in comune.

Tutti i ladri erano originariamente pensati con malattie terminali e quella sarebbe stata la ragione principale che li avrebbe spinti a organizzare il colpo.

Le banconote sono state stampate su carta da giornale.

Le banconote utilizzate nella serie tv sono state stampate nella redazione del giornale spagnolo ABC utilizzando carta da giornale.
Per questioni di sicurezza la crew non ha potuto infatti utilizzare macchinari veri per la stampa della moneta.

La malattia di Berlin non esiste nella vita reale.

Nella trama, Berlin (Pedro Alonso) soffre di una malattia chiamata miopatia di Helmer. Una malattia con questo nome non esiste nella vita reale ma, secondo quanto è stato dimostrato nella serie tv, il suo personaggio sembrerebbe soffrire di miopatia mitocondriale, una malattia genetica che causa una progressiva perdita della forza muscolare.

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