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Il Mistero della Casa del Tempo: la recensione del fantasy per ragazzi con Jack Black e Cate Blanchett in anteprima dalla Festa del Cinema di Roma

IMDb

Titolo: Il mistero della casa del tempo (The house with a clock in its walls)

Genere: fantasy

Anno: 2018

Durata: 1h 45m

Regia: Eli Roth

Sceneggiatura: Eric Kripke

Cast principale: Owen Vaccaro, Jack Black, Cate Blanchett, Kyle MacLachlan

Ma l’Eli Roth che dirige Il Mistero della Casa del Tempo è l’orso ebreo Donny Donowitz di Bastardi senza gloria e il regista di quei festival dello splatter e del gore che sono Hostel e Green Inferno? Domanda ridondante da critico pedante, ma che non può che sorgere spontanea dopo aver visto quello che è un classico film per famiglie il cui scopo dichiarato è intrattenere grandi e piccini con poco meno di due ore di svago e magia. Anche perché questo scopo viene raggiunto con una estrema sicurezza che porta a chiedersi come sia stato possibile. Fino a che non si scorre la lista del cast e si trovano i nomi di Jack Black e Cate Blanchett. E allora tutto chiaro.

Il mistero della casa del tempo

Un fantasy spruzzato di piccoli brividi

Tratto dal romanzo La pendola magica e proiettato in anteprima alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, Il Mistero della Casa del Tempo si presenta fin da subito per quello che è: un racconto leggero il cui protagonista imparerà ad acquistare confidenza in sé stesso e nella sua nuova famiglia allargata attraverso una sfida a colpi di magia e fantasia. Rimasto orfano di entrambi i genitori a soli dieci anni, Lewis Barnavelt (il dodicenne ma già esperto Owen Vaccaro) va a vivere con l’eccentrico zio Jonathan Barnavelt (un esuberante Jack Black) e la sua inseparabile amica Florence Zimmerman (la sempre elegante Cate Blanchett) in una vecchia magione tanto inquietante all’esterno quanto spassosamente rassicurante all’interno. Scoprire che i due adulti sono in realtà dei potenti maghi, imparare i loro incantesimi per cercare una propria via personale alla magia, scoprire la ragione del ticchettio che si sente tra le mura della casa sono i compiti in sequenza che Lewis dovrà affrontare per arrivare all’inevitabile happy ending.

Non è macchiarsi dell’imperdonabile peccato di spoiler dire che la trama del film non brilla certo per originalità dato che le avventure di Lewis sono quelle tipiche di tanti prodotti per ragazzi con il bambino inesperto e isolato che, grazie ad adulti rassicuranti anche quando improvvisamente severi, riesce a vincere una sfida improba mostrando capacità impensabili apprese con la velocità del lampo e l’immancabile pensiero agli affetti perduti. Tuttavia, non è certo questo il genere di film a cui chiedere di essere innovativi perché pellicole di questo tipo devono essere giudicate non tanto per quello che dicono ma per come lo fanno. E Il Mistero della Casa del Tempo questo compito lo svolge in maniera egregia grazie ad una CGI che si mette al servizio di regista e sceneggiatore rendendo naturali idee variopinte come le vetrate che cambiano disegno, le zucche animate, una poltrona che si atteggia ad animale domestico e un leone alato fatto di foglie e con seri problemi di aerofagia. Elementi visivamente perfetti che facilmente ammalieranno proprio quei più piccoli a cui il film è destinato.

A questi Eli Roth aggiunge un tocco del suo background da regista horror spruzzando il film di una venatura da piccoli brividi che si presentano in scena quando della magia deve essere mostrato il lato più oscuro. Marionette e bambole che si ribellano al loro padrone diventando assalitori voraci e morti che resuscitano sono la versione ultralight di temi cari al quarantaseienne regista americano e non stonano in un film dai toni prevalentemente rassicuranti.

Il mistero della casa del tempo

Amicizia oltre l’apparenza e famiglia allargata

Rassicurante è soprattutto il messaggio inevitabilmente buonista del film che esplicitamente dichiara che un buon amico è tutto ciò che ti serve per affrontare ogni sfida. Che sia scontrarsi con le origini di un pericoloso mistero o l’ostilità manifesta dei ragazzini dominanti nella scuola dove sei l’ultimo arrivato. Anche qui Lewis dovrà imparare ad andare oltre le apparenze e confrontarsi con le prime delusioni ed illusioni per comprendere come dietro l’ingannevole apparenza della diversità possa nascondersi la preziosa complicità dell’affinità.

Soprattutto, però, Il Mistero della Casa del Tempo è un elogio neanche tanto velato alla famiglia, ma non necessariamente intesa come nella sua versione usuale di mamma – papà – figli. Perché quella in cui Lewis si troverà a vivere con gioiosa serenità non ha nessuna di queste figure. Non è un padre lo zio Jonathan, ma piuttosto un amichevole mentore che non sa dare regole ma sa far rispettare sani principi. Non è una madre Florence e nemmeno è legata a Jonathan da alcun sentimento che vada oltre un’amicizia sincera, ma sa donare lo stesso affetto materno mascherandolo dietro una compostezza solo apparentemente distante. Ma i tre insieme formano appunto una famiglia allargata a sottolineare come forse, in una società che evolve, sia il momento che anche il cinema per ragazzi si svincoli da schemi rigidi dando ad una parola antica significati più ampi.

Il mistero della casa del tempoLa magia del cast

Il Mistero della Casa del Tempo vive di una sceneggiatura lineare che ha l’accortezza di non insistere troppo su una sfida a chi è più bravo a padroneggiare le arti magiche, ma piuttosto su una battaglia dove a vincere è chi dimostra di avere le idee migliori. Non una gara di abilità e potenza, quindi, ma di intelligenza e furbizia. Non che gli stratagemmi usati siano particolarmente astuti e imprevedibili, ovviamente. Pur sempre di un film per bambini dell’età di Lewis, si tratta dopotutto. Ma è comunque apprezzabile l’idea di non puntare sui muscoli magici ma sul cervello umano.

La buona riuscita de Il Mistero della Casa del Tempo è comunque ascrivibile soprattutto alla bravura di un cast dove nessun interprete fallisce nella missione di rendere a pieno il personaggio assegnatogli. Il giovanissimo Owen Vaccaro (che comunque non è un debuttante) è spontaneo nel mostrare sia la meraviglia di chi scopre che la magia esiste che la paura di chi si accorge che i sogni hanno anche un lato oscuro. A fargli da guida un Jack Black che recita con totale naturalezza un personaggio che sembra disegnato su di lui tanto che viene difficile immaginare un qualunque altro attore per Jonathan Barnavelt. L’eleganza raffinata e la capacità di cambiare registro di Cate Blanchett sono un surplus per un film che può così vantarsi della partecipazione di quella che è, forse, una delle ultime dive della Hollywood prima dell’invasione della generazione partorita dal genere young adult. Una lode la merita anche Kyle MacLachlan per il mimetismo che gli permette di interpretare con impeccabile sicurezza un villain da piccoli brividi tra amici.

Il Mistero della Casa del Tempo porta alla Festa del Cinema un film per ragazzi che si lascia vedere con piacere e che tiene vivo un genere che spesso chiede troppo a sé stesso. Non ci sono eccessi qui, ma solo sano e gradevole fantasy per famiglie.

Il Mistero della Casa del Tempo – la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.5

Summary

Un fantasy per ragazzi che si lascia guardare da tutta la famiglia intrattenendo con intelligenza, leggerezza ed effetti  visivi

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