Cinema

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey: recensione del film su Netflix

The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society

Titolo: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

Anno: 2018

Genere: Drammatico, Romantico

Sceneggiatura: Don Roos, Kevin Hood

Regia: Mike Newell

Cast: Lily James, Michiel Huisman, Glen Powell, Jessica Brown Findlay, Katherine Parkinson, Matthew Goode, Tom Courtenay, Penelope Wilton.

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, approdato su Netflix in questi giorni, è tratto da un romanzo del 2008 scritto da Mary Ann Shaffer, e da sua nipote, Annie Barrows, che finì il manoscritto quando la Shaffer divenne troppo malata per completarlo. La storia, che nel romanzo è raccontata interamente attraverso lettere e pagine di diario, segue i passi di Juliet Ashton, una scrittrice di romanzi che per caso inizia una corrispondenza con un uomo dell’isola di Guernsey che le parlerà del suo club letterario, formatosi durante la Seconda Guerra Mondiale. Dovendo scrivere un articolo sui libri per il Times, Juliet visiterà l’isola di Gurnsey e il suo straordinario club del libro, finendo ad innamorarsi dei luoghi e degli abitanti dell’isola e trovando lì la casa che stava tanto cercando.

Non avendo letto il libro non posso giudicarne l’adattamento, ma l’impresione, come spesso accade in questi casi, è che il libro contenesse molto più materiale e fosse molto più articolato nella narrazione di quanto mostri il film. Mike Newell, il regista di Tre Matrimoni e un Funerale, confeziona un buon prodotto che piacerà sicuramente a chi è in cerca di una storia leggera, romantica e infiocchettata da deliziosi scenari, ma che lascerà un po’ deluso e frustrato chi era alla ricerca di un po’ più di sostanza.

“Carino” è l’aggettivo perfetto per questo film che riunisce al suo interno un sacco di classici elementi: una protagonista moderna e indipendente, la celebrazione del potere della lettura, la fuga dalla città verso la natura idilliaca e pacifica, un mistero da indagare, un po’ di storia a tinte drammatiche e un sano triangolo amoroso. Tante cose da far entrare in un film di due ore e va riconosciuta agli autori la bravura esserci riusciti con attenzione ed equilibrio. Resta però l’impressione che ci sia davvero di tutto un po’, ma che quel po’ non sia mai abbastanza. Brevi flashback, accenni a storie più ampie, piccoli scorci, tutto in perfetto ordine, passo dopo passo a creare una storia che sembra inevitabile fin dai suoi primi minuti.

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La Seconda Guerra Mondiale appena trascorsa fa da sfondo a numerosi flashback e ad un mistero da indagare, ma appare un po’ strumentale alla narrazione e non sembra mai riuscire a prendere veramente corpo. Stessa cosa si può dire per il triangolo amoroso che attraversa tutto il film, ma che nel suo svolgilemto meccanico non soddisfa. Il classico fidanzato gentilissimo e fedelissimo non ha altra colpa se non quella di essere colui che dovrà essere inevitabilmente scaricato (troppo ricco? Troppo gentile? Troppo premuroso?) e il rude fattore, che conquisterà il cuore di Juliet già nel giro di un paio di lettere, è troppo bellino, troppo premuroso, troppo cortese come il suo ruolo richiede. Quanti giorni resta sull’isola Juliet (sembrerebbero al passimo due settimane)? E quanto le ci vuole per cadere vittima del fascino del villico lettore dai maglioncini sdruciti? Quando sul molo arriva la proposta di matrimonio tra corse e rincorse da manuale viene da dire che i due stiano correndo davvero troppo. Va bene che l’amore in comune per la lettura può essere potentissimo… però non esageriamo.

Il cast de Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey fa il suo ottimo lavoro anche perchè difficile sarebbe toppare dei ruoli simili per gente che ha militato abbondantemente in Downton Abbey (grande reunion!), ma come ho detto le scelte sono forse fin troppo perfette. Lily James è deliziosa e adorabile nei panni della moderna scrittrice alla ricerca di qualcosa o qualcuno che le faccia davvero battere il cuore, ma per lunga parte del film fa la figura della fastidiosa ficcanasona tanto che sorprende che nessuno la mandi a quel paese con entusiasmo. Jessica Brown Findlay praticamente riprende il ruolo che aveva in Downton Abbey e forse grazie a questo riesce a farsi notare nei suoi brevissimi flashback. E Michiel Huisman, che ovviamente è un gran bel vedere, è davvero sfacciatamente troppo carino e adorabile per una parte che, non avendo grandissimo spazio, forse sarebbe stata arricchita da una scelta meno scontata e patinata.

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Se devo scegliere i momenti che maggiormente mi sono piaciuti, ma che sono stati davvero troppo brevi, sono quelli del club del libro con i dibattiti letterari, le brevissime scene tra Juliet e Isola che suggerivano la nascita di un’amicizia preziosa e interessante (peccato perchè Isola per metà del film mi è sembrata semplicemente sempre ubriaca) o quelle tra Juliet e il bravo Matthew Goode relegato a fare il fedele e brillante amico.

Insomma, tutto un po’ troppo grazioso, tutto un po’ troppo al posto giusto. Avrei scelto un aspetto preciso della storia e avrei puntato su quello, anche a costo di praticare qualche ampio taglio alla storia. Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey resta comunque una morbida coperta in cui avvolgervi per un paio d’ore e che vi lascerà una piacevole sensazione, ma purtroppo niente di più.

  • Regia
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