How to get away with Murder

How to Get Away with Murder: imprevisti e danni collaterali, recensione episodio 4.11

How to Get Away with Murder

How to Get Away with Murder arriva all’undicesimo episodio della sua quarta stagione con passo spedito. Tutto riprende esattamente da dove c’eravamo fermati.

Laurel è pronta ad affrontare suo padre in tribunale per ottenere la custodia di suo figlio e usa sua madre, Sandrine Castillo, come asso nella manica. Annalise guida l’intero progetto, come sempre. In aula, Frank e Michaela supportano l’azione, mentre alla sbarra dei testimoni seguiamo con interesse le performance di Laurel e di sua madre.

Con mosse astute e domande intimidatorie a fin di bene, Annalise riesce a far risplendere le testimonianze delle due donne e anche a farle conoscere a noi spettatori come due donne simili e molto legate fra loro, fragili ma determinate. Veniamo a conoscenza dei disturbi alimentari della madre di Laurel, li stessi di cui poi ha sofferto Laurel che è ricorsa alla cocaina due volte per ridurre il senso di fame. Laurel è stata il marito di sua madre, l’ha cresciuta, curata e sostenuta come una madre, come un padre, come una sorella. Sandrine Castillo, invece, alterna momenti di dolcezza e sincerità ad altri di vuoto totale, in cui sembra impossibile capire cosa le passa per la testa.

Tra le curiosità di questo episodio rientra sicuramente il plurilinguismo di questa serie. Dopo lo spagnolo e ovviamente l’inglese, un’altra lingua si aggiunge alla lista di How to Get Away with Murder: il francese. La mamma di Laurel è evidentemente francese e le due parlano quasi esclusivamente in questa lingua. Da apprezzare quindi le competenze linguistiche di Karla Souza, che con agilità spazia da un idioma all’altro senza problemi.

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Ma i 42 minuti della puntata toccano trasversalmente anche altre questioni.

L’azione collettiva di Annalise per aiutare clienti ingiustamente carcerati viene riattivata e sembra essere in procinto di ripartire alla grande. Nella scorsa puntata Connor aveva trovato il padre di Nate nella lista dei potenziali partecipanti all’iniziativa e ora veniamo a saperne di più dell’intera faccenda. Annalise incontra Nate e gli chiede delucidazioni. Il padre di Nate, l’omonimo Nate Lahey, fu incarcerato anni fa per droga e qualche leggera infrazione delle condizionali. Insomma reati minori, poca roba. Dopo però aver litigato con un altro detenuto, morto nella lite, l’uomo finì in isolamento, condizione in cui stagna da anni.

Annalise decide di fare una buona azione e incontra l’uomo. Nate senior è certamente un personaggio problematico, malato e psicologicamente instabile anche a causa del lungo isolamento, ma è buono, il soggetto giusto per diventare il primo caso della nuova azione di Annalise, un simbolo, un emblema delle ingiustizie. L’uomo accetta e questa è una buona notizia, ma chissà cos’altro scopriremo.

Connor, Asher e Oliver sono personaggi molto decorativi ultimamente.

I tre festeggiano la notizia del padre di Nate, ma in realtà non c’è molto altro da festeggiare.

Laurel infatti perde la sua causa. Il bambino resterà con Jorge Castillo. L’ultima testimonianza voluta da Annalise. quella dello psichiatra Isaac Roa, si rivela un completo disastro. L’avvocato di Jorge tormenta Roa  alla sbarra e  poi chiede al giudice di eliminare la sua testimonianza in quanto sarebbe indagato per il caso della figlia morta, Stella Roa presunta suicia, riaperto ultimamente. Denver ha riaperto il caso per accusarlo sapendo di danneggiare collateralmente Annalise, a farcelo sapere è Bonnie, talpa nell’ufficio del procuratore.


How to Get Away with MurderInsomma un grande mix di emozioni, colpi di scena, attese e danni collaterali. Sul finale, un altro enigma complica il gioco: Wes era con la madre di Laurel poco prima di morire. Stando ad alcune foto ritrovate da Bonnie, la francesina era in compagnia di Gibbins e potrebbe quindi essere in qualche modo responsabile della sua morte.

Si brancola meno nel buio e si procede in una buona direzione.

How to Get Away with Murder torna sui suoi passi. Meno prevedibile e più dinamica, questa serie si prepara ad avviarsi verso un finale molto movimentato. Molta la carne sul fuoco, tante le questioni ancora aperte, esagerata la nostra ansia. Meno brillante di un tempo ma forse ancora capace di stupire, lo show ha ancora il suo perchè e per questo noi continuiamo ad amarlo incondizionatamente.

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4.11 - He's a Bad Father
  • Dinamico
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