How to get away with Murder

How to Get Away with Murder: un ritorno senza esitazioni, recensione episodio 4.09

How to Get Away with Murder

Dopo lo hiatus invernale torna How to Get Away with Murder con una puntata che da subito riprende i ritmi veloci a cui eravamo abituati. Si prosegue dal punto esatto in cui ci eravamo interrotti: le conseguenze di quella notte.

Tutti sono sconvolti per motivi diversi. Annalise è riuscita a salvare il bambino di Laurel, facendolo miracolosamente venire alla luce in un ascensore, Laurel non è morta dissanguata, e questo è già qualcosa. Il bimbo, molto prematuro, è vivo. Deve ancora sviluppare i polmoni e non si sa se sarà in grado di respirare da solo; è molto piccolo e ha bisogno di un lungo ricovero. La cosa non interessa al padre di Laurel, il potente Jorge Castillo, che arriva in un istante all’ospedale dove sono ricoverati Laurel e il bambino e porta via il piccolo, trasferendolo in una struttura secondo lui migliore. A nulla servono le suppliche di Annalise, un sistema corrotto a tutti i livelli, dalle infermiere agli avvocati, dà ragione al perfido Castillo. Laurel è devastata.

Diverse assi cominciano a scricchiolare.

Saltano fuori dei documenti che dichiarano Laurel drogata al momento del parto, la cocaina avrebbe indotto il parto e determinato uno disturbo bipolare nella ragazza. Nulla di tutto ciò è vero. Sono dati manomessi e falsificati dalla squadra di Castillo, e Annalise dovrà risolvere la situazione. Interviene lo psichiatra Isaac Roa e si unisce al gruppo, ma nemmeno lui sembra saper venire a capo della questione. La stessa Annalise è in difficoltà: Castillo è il mandante dell’omicidio che ha ucciso suo figlio, nato morto, inoltre i trascorsi tra lui e il suo defunto marito Sam sono ancora vivi dentro di lei. Uno sguardo agghiacciante fa percepire chiaramente la tensione tra i due.

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How to Get Away with Murder

Il focus si sposta sull’altra faccenda scottante.

Simon si è sparato un colpo in testa con la pistola che Laurel teneva in borsa. È ancora vivo ma non può assolutamente parlare. Asher è in prigione per aver dichiarato una semi-verità che si dimostra essere una spiegazione perfetta: lui stesso avrebbe toccato la pistola dopo che Simon si è sparato da solo per suicidarsi viste le problematiche sulla sua condizione di immigrato e Michaela, Oliver e Laurel avrebbero semplicemente assistito.

Come sappiamo la verità è un’altra. Michaela, Asher e Oliver stavano collaborando con Laurel per impossessarsi dei dati contenenti le prove dell’Antares società criminale di Castillo, capo della Caplan & Gold, azienda dove lavorano Michaela e Oliver. Durante la serata di gala dello studio, Simon li ha scoperti. Il ragazzo si è dichiarato innamorato di Oliver e, nella confusione totale, dopo lo shock di aver visto una pistola, è partito un colpo. Anche Tegan, la spietata avvocatessa capo di Michaela, ha capito di essere stata usata e aggirata dalla sua tirocinante. Le cose ora si mettono male.

Bonnie, non più legata ad Annalise essendo ormai dipendente del procuratore, guida le indagini insieme a Nate (con cui sembra avere una relazione) ma non è il nemico. La donna infatti dimostra di parteggiare ancora per Annalise e i suoi ragazzi, sottraendo la borsa di Laurel tra le prove del luogo del delitto. All’interno della borsa avrebbe dovuto trovarsi il disco rigido, contenente le informazioni dell’Antares, ma non c’è. Chi l’ha preso? E come? Nuovo mistero, nuove tensioni, nuovi guai.

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Il titolo volutamente confonde.

He’s Dead. Chi? Simon? Il bambino di Laurel? Sono sicuramente i primi due a cui abbiamo pensato ma non si tratta di loro. È morto Dominick, il fidato collaboratore di Castillo, ammazzato di botte da Frank, in un atto di istintività feroce. Tra i suoi averi, il cellulare rivela un messaggio vocale registrato dal povero Wes qualche ora prima che morisse. Questo riapre in noi una ferità che faticosamente si stava richiudendo.

Caos, ansia, agitazione, oscurità. Sono questi gli elementi che regnano sovrani in questo ritorno col botto di How to Get Away with Murder e continueranno a farlo per tutta questa seconda metà di stagione. Siamo atterriti, spaventati e col fiato sospeso, ma d’altronde questo è sempre stato How to Get Away With Murder e il suo costante parossimo è il motivo per cui lo amiamo.

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