How to get away with Murder

How to Get Away with Murder: partenza in salita con freno a mano, recensione episodio 4.01

How to get away with murder
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Dopo una terza stagione conturbante, How to Get Away with Murder torna con una quarta decisamente sottotono, ma non meno interessante. I’m Going Away è un episodio lento, stanco, già in partenza, ma che ha in sè un significato profondo. Un’Annalise molto più responsabile e coscienziosa torna a casa da sua madre per accertarsi delle sue condizioni di salute. Valuta seriamente la possibilità di inserirla in un centro specializzato per la demenza senile che la sta logorando e sente molto la cosa. Vive una parentesi imbarazzante con un uomo in un motel, ma tira avanti. È una donna nuova. Dopo anni di sconfitte (o vittorie truccate) per i troppi rischi corsi, Annalise decide di vivere finalmente una vita normale, senza pericoli, in completa sicurezza. Safety. “Keep it safe.” Queste le parole da lei più volte ripetute.

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Seguendo questa sua nuova filosofia di vita, comincia a fare pulizia in tutti i settori della sua vita: liberandosi delle zavorre, levando il marcio. Se da una parte questo sembra essere ciò che tutti aspettavano, dall’altra una rottura così improvvisa e “sana” sembra inconcepibile. Ed è così per quasi tutti i ragazzi Keaton.

Quindi durante una cena elegante in un bel posto, Annalise congeda i suoi ragazzi per sempre, facendo trovare loro caldeggiate lettere di raccomandazione per i migliori campus e studi legali, Bonnie compresa.

How to get away with murder

 

Laurel Castillo diventa quindi un avvocato con grande contegno e coscienza di sè che non perderà la testa dove altri cadranno, Michaela Pratt la donna più sicura dell’universo, Asher Millstone un nobile self-made man che rifiuta il nepotismo e Connor l’avvocato migliore che si possa avere accanto. Tutto molto bello, se non fosse che dietro i loro sorrisi si nascondono rancore, astio e rammarico, il più delle volte inespressi, tranne nel caso dell’onestissima Michaela.

Come sempre in How to Get Away with Murder ognuno ha i suoi segreti. Davanti al padre Laurel finge di aver abortito e si mostra sorridente. In realtà nasconde una pistola, tiene il suo bambino in grembo e medita vendetta. Michaela odia Annalise ma la sua vita, insieme a quella di Asher, va in pezzi quando lei li abbandona con i famosi curricula sfavillanti. Connor sembra essere l’unico davvero contento della situazione. Sposerà Oliver ma quando sarà il momento giusto, ringrazia Annalise e tira dritto per la sua strada, coerentemente.

L’immancabile flashforward ci mostra che tra tre mesi Laurel perderà il bambino, drogata e rinchiusa in un ospedale. Il salto in avanti è meno preoccupante degli anni precedenti. Di certo non passeremo notti insonni ripensandoci, ma sono sicuro possa riservarci quale sorpresa. Una sorpresa più matura, meno scoppiettante. Accanto a Laurel, Frank e il terapista di Annalise appaiono nel’improbabile scenario. E noi non sappiamo che aspettarci.

Un ritorno senza il botto per How to Get Away with Murder, un inizio lento e molto molto cauto. Ma ci piace. Meno effetti speciali, più effetti reali. Freno tirato ma vento sempre in poppa. Che sia l’inizio di qualcosa di veramente buono?

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