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Hostiles: la recensione del film di Scott Cooper – Anteprima alla Festa del cinema di Roma

Hostiles - Festa del cinema di Roma 2017

Titolo: Hostiles

Anno: 2017

Genere: Drammatico

Sceneggiatura: Scott Cooper basata sul soggetto di Donald Stewart

Regia: Scott Cooper

Cast: Christian Bale,Wes Studi, Rosamund Pike, Jesse Plemons,Ben Foster,

Ad aprire la dodicesima edizione della festa del cinema di Roma è Hostiles, film western di Scott Cooper che racconta le battute finali di una delle pagine più drammatiche della storia americana, quella della colonizzazione con mezzi violenti e inumani dei territori appartenuti ai nativi americani. Siamo nel 1892 e le popolazioni indigene americane sono state sconfitte, la frontiera inizia a svanire tra i nuovi insediamenti e le città. Un tema, sulla carta, abbastanza inflazionato al quale, in un primo momento, si potrebbe pensare non ci sia nulla di nuovo da aggiungere, ma così non è. Hostiles infatti, servandosi di personaggi solidi, ci racconta con empatia e senza banalità una storia drammatica e violenta.

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Hostiles: un western classico, ma universale

Nella sua essenza, l’anima americana è dura, solitaria, stoica e assassina. Finora non si è mai fusa”

Questa affermazione di D.H. Lawrence apre il film e viene seguita dal violento raid di un gruppo di indiani d’America ostili, i Comanche, ai danni di una famiglia di coloni bianchi che viene letteralmente sterminata, a sopravvivere è solo Rosalide Quaid (Rosamunde Pike).
Da qui prende le mosse Hostiles, un film che Cooper ha voluto fortemente e nel quale ha immaginato sin dall’inizio Christin Bale, nel ruolo del capitano di fanteria obbligato a riportare a casa Falco Giallo (Wes Studi), capo di guerra dei Cheyenne del Nord e la sua famiglia. E’ il presidente a scomodarsi perché Falco Giallo, malato e in fin di vita, ritorni con la sua famiglia nella propria terre.

“Ho sempre voluto fare un western”, racconta Cooper, “ma volevo farlo alle mie condizioni e volevo che avesse una reale rilevanza su quanto stia succedendo in America oggi, con tutte le questioni sulla razza e la cultura. Sappiamo tutti quali maltrattamenti abbiano subito i nativi americani e lo si può vedere anche adesso con le persone di colore. Ma anche con la comunità LGBTQ. Quel testo parlava di questioni universali”.

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Cooper così, lavorando sul soggetto di Donald Stewart, ha immaginato una storia che narrando del particolare, parlasse in modo universale ai problemi attuali.
Questo viaggio lungo 1.000 miglia si trasforma in un cammino, lungo difficile nell’animo di questi soldati americani. Bale incarna, infatti, l’America dura e assassina di cui parla Lawrence. Ha ucciso e sterminato famiglie e bambini. E’ forse diverso dalla tribù che ha sterminato la famiglia di Rosalide? Un personaggio travagliato, oscuro che improvvisamente sente il peso delle sue azioni e comprendo quanto queste lo abbiano stravolto.

“Ha sempre avuto questa solida convinzione che tutto quello che facesse fosse giusto, ma poi gli crolla tutto addosso”, dice Bale. “E allora come fa una persona così a guardarsi indietro e mettere in discussione tutto quello in cui crede?”

A convincere oltre alla storia è anche il comparto tecnico. La fotografia è di Masanobu Takayanagi, sceglie di indugiare sui paesaggi sterminati e sui volti usando una tavolozza di colori che rievoca il periodo storico senza risultare finta.

Hostiles un film che parla di rinacita

Un film contemplativo piuttosto che travolgente, sorprende soprattutto per lo sguardo che è stato scelto per raccontare non solo la storia dei soprusi e violenze, ma di rinascita. Il tutto è ben condito da interpretazioni solide di tutto il cast, segnaliamo ai telefilm maniac, la presenza di Jesse Plemons che conoscerete bene per il suo ruolo in Breaking Bad e più recentemente in Fargo.

 

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