Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy e l’eclissi del cuore, recensione episodio 14.11

Grey’s Anatomy si affaccia a questa settimana con un episodio da pelle d’oca. (Don’t Fear) The Reaper è un magistrale capitolo a sé stante che spezza per un attimo i legami con il caotico intreccio di storylines che ci stiamo trascinando alla meglio dall’inizio della quattordicesima stagione, puntando l’attenzione esclusivamente sulla Bailey. Che l’episodio sia monotematico lo capiamo dalla voiceover di Miranda: oggi sono i suoi pensieri quelli importanti, quelli degni di considerazione. Oggi non c’è posto per Meredith nemmeno in un unico fotogramma. E sembrano proprio questi episodi unici ed auto-conclusivi quelli meglio riusciti: perché tutto rimane fuori, il classico caos dell’ospedale, i multipli casi medici che seguiamo in ogni puntata, le innumerevoli relazioni che non funzionano e quelle che, invece, ce la stanno mettendo tutta per tirare avanti. Oggi Grey’s Anatomy disinnesca tutto questo e ci lascia respirare, per un attimo.

L’episodio ci fa tuffare direttamente nell’ennesima lite tra Miranda e Ben relativamente al suo nuovo e pericolosissimo lavoro da pompiere. All’improvviso Miranda si fa lasciare al Seattle Presbiterian dicendo di avere una conferenza a cui partecipare, una banalissima scusa per mascherare al marito di stare avendo, proprio in quel momento, un infarto. La Bailey decide di farsi ricoverare al Presbiterian perché al Grey’s-Sloan Memorial la sua patologia avrebbe destabilizzato l’ordine, l’equilibrio e la fiducia per i quali ha tanto lavorato, ma la situazione non procede liscia come invece avrebbe dovuto: Miranda continua a pressare per ottenere altri esami cardiologici più specifici, mentre il primario di chirurgia dell’ospedale, il dottor Maxwell, interpretando l’insistenza della Bailey come un abuso di potere, si rifiuta di dedicarle del tempo non necessario. Quando il dottor Maxwell chiede poi un consulto psichiatrico dopo aver saputo dei disturbi ossessivo-compulsivi della dottoressa, Miranda si vede costretta a mettere orgoglio e senso dell’onore da parte e a chiamare rinforzi. Arrivano così Richard, il primo vero amico che Miranda ha avuto durante i suoi anni di specializzazione, l’uomo che l’ha spronata a diventare il magnifico chirurgo che è ora, e Maggie, amica ormai fidata e del cui parere non può che esserne sicura.

Grey's Anatomy

Ben presto si scoprirà, infatti, che la Bailey stava realmente avendo un infarto in corso e che, se non fosse stato per il tempestivo intervento di Maggie, avrebbe causato più danni del previsto. Ma no, l’episodio non è il racconto di un dottore che diventa paziente, almeno non solo. L’episodio è il cuore pulsante di qualcosa di più profondo, è un’attentissima introspezione a ciò che si nasconde dietro, a ciò che troppo spesso ci teniamo dentro. Ogni mattina Miranda indossa la maschera della donna potente, autoritaria, del capo di chirurgia generale che riesce a tenere tutto sotto controllo, della moglie presente e disponibile; oggi la malattia le impone categoricamente di spogliarsi di questa maschera per portare a galla la vera Bailey, una donna nera che ha tremendamente lottato per arrivare sin dov’è ora, una moglie spaventata del futuro incerto di suo marito, una persona come tante altre, fatta di carne ed ossa, pronta a cadere da un momento ad un altro perché fragile come chiunque; a sostegno di questa tesi i numerosi  flashback che ripercorrono i momenti stressanti che l’hanno provata, come l’incendio all’ospedale o l’hackeraggio dei sistemi computerizzati, fino ad arrivare ai dolori che l’hanno segnata inesorabilmente di più, la nascita traumatica di Tuck, la sparatoria, la morte di Charles tra le sue braccia.

Miranda Bailey è una donna piena di paure e dubbi, una ragazza che ha dovuto lottare per poter coronare il suo sogno e vivere la vita via dall’orbita di una madre troppo pressante e premurosa. Grey’s Anatomy oggi ci insegna un’altra importante lezione di vita, e cioè che il cuore non è un mero organo che svolge una funzione anatomica, ma la somma di tante piccole emozioni che ogni giorno viviamo e portiamo dentro di noi. Per cui, inesorabilmente, scatta la riflessione sulla preziosità e sull’importanza della vita. L’episodio ci induce dunque a gettare lo sguardo, anche se veloce, sul nostro passato, e a non perdere assolutamente tempo nel fare ciò che non ci piace fare, perché la vita è troppo breve per sprecarla così, senza darle un vero senso.

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