Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy e la puntata perfetta, recensione episodio 14.10

Grey's anatomy

Questa settimana Grey’s Anatomy ci regala, a mio avviso, uno degli episodi più belli mai andati in onda. Personal Jesus è fonte di infiniti spunti e spinge lo spettatore a riflettere nella maniera più assoluta, sfidando le leggi della vita.

La narrazione è affidata a April Kepner, protagonista e personaggio chiave di questa puntata. April affronta una giornata difficile al Grey Sloan Memorial: arriva una donna incinta la cui figlia sta per nascere in anticipo di tre settimane, poco dopo la donna si scoprirà essere l’attuale moglie di Matthew, ex fidanzato storico di April, lasciato sull’altare il giorno del matrimonio. Ma non è tutto. In ospedale arrivano anche un ragazzo che ha tentato di tagliarsi una mano (per lui “peccatrice”) per seguire le Sacre Scritture e un altro a cui la polizia ha sparato brutalmente e senza un motivo valido. Inoltre, Paul Stadler, terribile ex marito di Jo, è ancora ricoverato per un trauma cranico dopo essere stato investito da un auto, il colpevole però è ancora sconosciuto.

Da qui l’episodio si muore in diverse direzioni. April è l’unica ad avere a che fare con tutti i pazienti di questa puntata. Aiuta Karin, la moglie del suo ex Matthew, a partorire e affida poi la bambina alle cure sicure di Arizona, interviene tempesticamente su Paul e lo manda a fare una TC, accompagna Jackson e la Bailey a controllare la TAC di Eric, il dodicenne a cui hanno sparato, e commenta insieme a David le metafore della Bibbia. Putroppo conosciamo Grey’s Anatomy, e avremmo dovuto immaginare che il dramma fosse dietro l’angolo.

In poco tempo la situazione precipita. Jo, Alex e Meredith, assieme a Jenny, attuale compagna di Paul, seguono la situazione dell’uomo ricoverato. Paul si sveglia, e dopo aver ascoltato le intenzioni di Jenny nel volerlo portare in tribunale e denunciarlo per violenza, si scaglia contro di lei ma cade sbattendo la testa, La caduta gli provocherà un secondo trauma cranico e lo porterà alla morte cerebrale. Paradossalmente sarà Jo, ancora la moglie legale, a dover decidere se staccare la spina o meno. Dopo un momento di spiazzamento totale, la ragazza sceglierà di staccare la spina, donando i suoi organi.

Dopo aver provato un imbarazzo estremo, April e Matthew si parlano. Matthew è felice con Karin, anche se ha sofferto molto per April e il brusco modo in cui è stato lasciato. April trova Karin adorabile e racconta a Matthew di avere una figlia. Lui è convinto che April e Jackson siano ancora felicemente una coppia, e interpreta il dolore causato da April come benedizione che gli ha permesso di trovare Karin. Ascoltando queste parole, April si interroga sulla sua vita, sulla felicità, sulla fede, e qualcosa in lei comincia a cedere.

Purtroppo in una serie di sfortunati eventi, da un ematoma vulvare e un cedimento di tutti gli organi, Karin muore. Sembra impossibile, ma dopo il parto, la donna, così simile ad April, così buona, lascia tragicamente questo mondo.

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Muore drammaticamente anche Eric, e qui si solleva una questione importante; quella del razzismo. Questa volta è Jackson a portare con sè un messaggio importante, facendosi portavoce delle migliaia di afroamericani che tuttoggi vivono questa situazione. La polizia ha sparato a Eric, un dodicenne disarmato, perchè tentava di entrare in casa sua dalla finestra, avendo dimenticato le chiavi all’interno. Il ragazzo aveva provato a chiamare i vicini, ma in quel momento non c’erano. La cosa non sarebbe mai successa a un dodicenne bianco, la reazione di fronte a un bambino nero ha portato la polizia a sparare senza esitazione, senza controllo.

La cosa non è una novità negli Stati Uniti, e la cronaca ce l’ha sempre confermato. Sono molti i casi di neri uccisi senza motivo in Nordamerica. Il 26 febbraio 2012 Trayvon Martin, 17 anno, insospettì un vigilante che gli sparò a bruciapelo, solo perchè era nero e portava il cappuccio della felpa in testa con atteggiamento scostante. Nel 2014, Michael Brown, nero diciottenne e disarmato, fu ucciso perchè sospettato di aver attuato una rapina pochi minuti prima, ma non era vero. Nello stesso anno, Laquan McDonald è stato ucciso da un agente con 16 colpi di pistola perchè sospettato di avere con sè un coltello. Ancora, il 22 novembre 2014, Tamir Race, viene ucciso da un agente a Cleveland a soli dodici anni. Tamir giocava con una pistola giocattolo e il poliziotto, pensando si trattasse di un’arma vera, ha fatto fuoco. L’agente non è stato perseguito penalmente.

E sono ancora molti i casi, casi per cui si sono battute molte celebrità tra cui Beyoncé, Jay Z, Rihanna, Oprah, Shonda Rhimes e lo stesso Jesse Williams. È per questo che esistono organizzazioni come Black Lives Matter, che vuole finirla con la discriminazione razziale. Oggi, Black Lives Matter conta sparsi per l’America almeno trenta gruppi coordinati tra loro ma senza una leadership vera e propria. È assurdo pensare a una cosa del genere, ancora oggi, nel 2018. Emblematica la scena in cui Miranda Bailey e Ben parlano a Tuck spiegandogli che a lui non è permesso giocare con la legge, o comportarsi come i suoi amici bianchi arroganti, perchè c’è in gioco la sua vita. I pregiudizi uccidono, e Grey’s Anatomy oggi ce lo insegna.

Grey's Anatomy

Insomma, un episodio denso, intenso. L’equilibrio perfetto tra intrattenimento e raccoglimento. Tra problemi razziali e problemi morali. Dio è al centro di entrambe le questioni, April è nel mezzo. Le vie del Signore sono infinite, dice la Bibbia, e lo sono davvero. La vita cambia direzione ogni volta, spesso tragicamente. Se esiste un Dio, perchè permette tutte queste ingiustizie, perchè permette tutte queste morti? Un bambino di dodici anni, una madre che ha appena partorito sua figlia e lascia vedovo un bravissimo ragazzo, perchè? Una risposta non c’è. Bisogna avere rispetto della fede, e accettarla, se si vuole, così com’è.

Come dice April parlando con David, la Bibbia non va sempre presa alla lettera, è anche un insieme di storie e metafore, ma è lei la prima a crollare. Distrutta dagli eventi, a fine puntata la donna finisce a casa con uno sconosciuto, sotto una doccia gelida dopo una nottata di sesso. Un rifugio, una fuga, dai dubbi che l’attanagliano.

Tragico, drammatico, stimolante, bellissimo. Un episodio che spinge a riflettere su questa grande giostra che chiamiamo vita. Questo è anche, per fortuna, Grey’s Anatomy.

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14.10 - Personal Jesus
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