Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy e la piatta rehab di Amelia, recensione episodio 14.04

Grey's Anatomy

Solo un paio di episodi fa inaspettatamente Amelia scopre di avere un tumore che preme sul suo lobo frontale e che sta crescendo da 10 anni. Oggi Amelia è già una paziente del Grey-Sloan Memorial Hospital, pronta all’intervento. E’ impressionante come, a seconda delle esigenze di ogni singola stagione, le tematiche vengano trattate con tempi del racconto che schizzano da lentissimi a super-veloci e viceversa. Basti pensare, ad esempio, che solo le prime 3 stagioni di Grey’s Anatomy  hanno raccolto le vicende del primo anno di specializzazione, mentre l’ostacolo della scomoda morte di Derek è stato letteralmente superato in quei miseri 40 minuti che hanno mangiato ben 3 anni di vita.

E’ inevitabile, a mio avviso, un piccolo e forse un po’ forzato paragone tra il tumore di Amelia e quello di Izzie, (solo) 9 anni fa: non è infatti la prima volta che uno dei dottori dell’ospedale si ritrova ad avere un tumore, e per giunta al cervello; anzi, a voler essere precisi, a far da ponte tra le due Nicole Herman, il guru della chirurgia fetale che creò non pochi problemi alle Calzona per poi ricadere nell’oblio come molti personaggi jolly, non prima comunque di essere stata operata dalla stessa Amelia.

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Mentre l’approdo alla consapevolezza della malattia per Izzie si scandaglia attraverso i sintomi delle apparizioni dell’ex fidanzato morto che durano svariati e svariati episodi, per Amelia nessun sintomo è all’orizzonte fin quando, per puro ed ilare caso, scopre di essere malata. Non era necessario, poi, che tutti i suoi comportamenti bizzarri e stravaganti venissero classificati come conseguenza della sua malattia: il trasferimento da L.A. a Seattle, il matrimonio e la separazione da Owen, i suoi numerosi interventi azzardati; la scelta banale, invece, riduce l’immagine di un personaggio costruito con meticolosità ed accuratezza nell’arco di 4 anni ad un mero tumore, che forse l’anno scorso nemmeno era lontanamente nei piani degli sceneggiatori e che, per questo, non può essere assolutamente la causa di tutti i comportamenti di Amelia.

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Se non fosse per la voice-over di Amelia che, straordinariamente, prende il posto di Meredith,  aggiungendo un tocco di comicità che tiene sveglio lo spettatore, questo episodio di Grey’s Anatomy, a mio avviso, sarebbe da bypassare. La rehab viene infatti scandagliata dal punto di vista della degente, impossibilitata a parlare e ad esprimere i suoi sentimenti, ma non per questo impossibilitata a viverli e soprattutto a pensare. La descrizione è comunque piatta, scialba, misera, arrangiata, e da essa trasuda quasi del disinteresse da parte degli sceneggiatori di affrontare alla tematica. L’unica spiegazione coerente che posso darmi è che qualcosa di più grande bollain pentola e questo passaggio fugace e noioso sia obbligatorio per poter assaporare il vero primo piatto.

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Questo episodio di Grey’s Anatomy non può essere assolutamente definito amelicentrico per quanto la tematica principale riguardi Amelia in prima persona, tant’è che come per la season premiere c’è ancora tanto spazio aggiudicato da trame che ancora non ho ben capito dove vogliono andare a parare, o se un punto d’arrivo almeno ce l’abbiano. Nella top 3 ci sono sicuramente i numerosissimi fotogrammi che vengono riservati alla scelta delle nuove matricole, che se nei primi episodi ci facevano almeno un po’ ridere, ora ci sono già e giustamente venuti a noia; indescrivibile è anche la questione dell’eredità di Jackson lasciatagli da un nonno di cui tutti si erano completamente dimenticati, alla quale story-line possiamo dare solo il merito di aver ulteriormente avvicinato Jackson e Maggie, la nuova combo dell’anno che suscita il nostro interesse esclusivamente in merito ai Japril; al terzo posto se la giocano la segreta preparazione atletica di Ben di nascosto dalla Bailey e la relazione passata tra Kit-Cat ed il neurochirurgo di Amelia (quanti anni in meno avrà, 30?) che sviliscono le relazioni, i personaggi ed anche l’intero show.

Insomma, la scintilla Grey’s Anatomy e nei nostri cuori deve ancora accendersi. Quanto altro tempo vogliamo concedere allo show?

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