Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: recensione dell’episodio 13.12 – None of Your Business

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None of Your Business, una tra le tante canzoni hip-hop delle Salt-n-Pepa, è il titolo dell’episodio di questa settimana. Un episodio che definirei semplice, dalla morale intuitiva. Dopo una serie di puntate non ben categorizzabili, Grey’s Anatomy finalmente ci regala un significativo progresso delle varie storie, un passo in avanti non indifferente.

Gli “affari tuoi” del titolo non potrebbero essere più azzeccati come protagonisti della settimana. Ogni personaggio, infatti, non è disposto ad aprirsi con gli altri, né tantomeno ad accettare situazioni nuove e sconvenienti. Sto parlando ovviamente dell’ammutinamento che da settimane riguarda tutti gli strutturati del Grey Sloan Memorial Hospital nella diatriba tra Webber e Eliza Minnick.

Non siamo sempre tutti più spaventati all’idea di dare confidenza agli altri? Chi, oggigiorno, si fida veramente di qualcuno? Alziamo muri e difendiamo il nostro interesse con tutte le forze, perché in fondo niente è più importante della nostra incolumità. Ci tuteliamo. Così tanto da dimenticare che le cose più belle si fanno insieme.

Anche il caso traumatologico della donna avvoltasi da sola nel filo spinato segue lo spunto dei famosi affari sopracitati. L’insegnamento è elementare. A furia di non fidarsi di nessuno e di chiudersi in barriere, si finisce con l’autoeliminarsi dalla propria vita. Non solo, ci si fa male, fisicamente e non.

Se quindi Bailey decide coscientemente di far ficcare il naso alla Minnick nella vita ospedaliera dei suoi strutturati per una crescita dell’ospedale e, nella fattispecie, degli specializzandi, Meredith non ci sta e viene sospesa.

La Grey non è la sola a schierarsi in questa battaglia. Infatti Avery, Kepner, Hunt, Riggs, Robbins e Pierce sono d’accordo con lei e caldeggiano il ritorno di Webber su tutta la linea.

Dall’altro lato, la Minnick non ha certo vita facile all’interno dell’ospedale. Mentre flirta spudoratamente con Arizona, chiede alla Bailey di non renderle il lavoro ancora più difficile con gli altri strutturati. Appoggiandola eccessivamente e sospendendo colleghi ribelli infatti, il capo rischia di creare ancora più tensioni. Nella squadra della Minnick tuttavia militano anche insospettabili come Catherine Avery, che va quindi contro suo marito, e ovviamente tutti gli specializzandi: Edwards, Jo, Warren e Leah Murphy.

Ne manca uno all’appello? Sì, DeLuca. Il personaggio chiave di questa puntata. Rivelatosi da tempo uno tra i migliori della serie, DeLuca non si smentisce mai. Inaspettatamente (o forse no) ritira le accuse contro Alex, evitandogli la prigione e permettendogli di riavere il suo posto come chirurgo pediatrico. Se tra i due c’è uno che ha dimostrato di essere uomo quello è Andrew DeLuca. Come un sapiente Salomone, sceglie di non scegliere, rendendo migliore la vita dell’ospedale, di tutti i suoi colleghi e, soprattutto, di Jo. Il suo gesto misericordioso fa, ovviamente, la gioia di tutti gli strutturati e ricongiunge i due innamorati Alex e Jo. Ma una nuova tensione romantica è nell’aria.

Tensioni di tutt’altro genere sono quelle che riguardano Maggie e sua madre. La prosperosa Diane arriva dalle Hawaii, travolge la vita della figlia adottiva e conquista tutti con la sua simpatia. Ma, come immaginavamo, nasconde un segreto. Senza preavviso si presenta a Seattle per chiedere un parere su un intervento di chirurgia estetica a Jackson. In realtà, la donna scoprirà di avere un cancro infiammatorio al seno e vuole eliminarne le tracce tramite Jackson. Non assistiamo ancora al momento della confessione di Diane alla figlia. Solo Jackson per il momento conosce la verità, ma siamo sicuri che ci sarà uno sviluppo nelle prossime puntate.

Il brusco sviluppo avviene invece negli ultimi minuti. Scopriamo che Bailey ha sostituito Meredith come capo di chirurgia generale piazzando al suo posto April. Cliché o no, sarà comunque interessante vedere i risvolti della questione. Intanto Amelia continua a nascondersi…

Anche se smielato e fin troppo semplicistico, un episodio come questo era ciò che serviva alla serie in questo momento. Un episodio che chiude delle questioni e ne apre altre.

Le relazioni tra i personaggi, accantonate per settimane senza spiegazioni, hanno finalmente avuto lo spazio che meritano e gradualmente torniamo ad essere coinvolti nelle storie dei nostri beniamini. Siamo ancora lontani dai tempi d’oro del vecchio Grey’s Anatomy, ma siamo sulla buona strada.

A volte un sentimento, un contatto, uno sbaglio condiviso, ci rende più umani. Troppo spesso ce lo dimentichiamo. Alzare muri e privarci degli altri è così facile che ormai sembra naturale.

Ma c’è un sorriso dall’altra parte del muro, e tutto prende nuovo colore.

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