Grey's Anatomy

Grey’s anatomy: recensione dell’episodio 10.07 – Thriller

E’ difficile giudicare questa puntata, per un motivo in particolare: è unica nel suo genere. C’erano già state puntate di Grey’s Anatomy (così come di altri medical drama, ad esempio E.R.) ambientate il giorno di Halloween, ma mai si era cercato di impostare l’episodio perché fosse pauroso, “a tema”appunto. Detto questo c’è un’altra precisazione da aggiungere: non so una fan degli horror né tantomeno della festa di Halloween. Tuttavia, se pure ritengo che non abbia senso celebrarla in Italia, ciò non toglie che rispetto pienamente come venga festeggiata in America, allo stesso modo il fatto che non ami i film di paura non mi impedisce di valutare se l’effetto è ben reso. Mi spiace dirlo, ma non mi è parso questo il caso.

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Gli spunti “dark” scelti per dare alla puntata una caratura horror sono molti e vari: il morso vampiresco che il paziente dà alla dottoressa Murphy (decisamente la trovata migliore, l’unica in grado di far veramente sobbalzare sulla sedie lo spettatore), la ferita putrefatta e piena di vermi, la scena dell’ictus con massa pulsante che sta per esplodere dentro il paziente aggredito, la vecchia/ strega che si aggira per l’ospedale (tutte idee di cui si poteva fare comodamente a meno).

I 40 minuti erano partiti nel contempo “bene” e “male” insieme.

  • Bene perché Shonda ci regala un inizio “ex abrupto” molto credibile: vediamo infatti Leah e Arizona a letto dopo aver fatto l’amore, ma ci viene risparmiato il fattaccio secondo una procedura ormai propria della Rimes.
  • Male: perché Arizona e Leah insieme non si possono vedere, sono poco credibili e ancor meno tollerabili. Inoltre e cosa ben più grave, a mio avviso, la Robbins sganciata da Callie perde tutto il suo spessore di personaggio.

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Quanto alla storyline, questa “one night stand tra Arizona e la tirocinante pare togliere ogni speranza alle Calzoniane. Inutile dire che mi dispiace tantissimo, Callie e Arizona sono state 2 personaggi rivoluzionari nel mondo telefilmico. Sono state in grado di portare tematiche LGBT all’attenzione di milioni di persone. Liquidare la loro storia senza un minimo di introspezione psicologica sul personaggio della Capshaw, mostrandocela semplicemente “saltellare” da un letto all’altro è un qualcosa di offensivo.

L’unica speranza è rappresentata un piccolissimo dettaglio: nella scena iniziale Arizona, tra le lenzuola della camera d’hotel, porta al collo il ciondolo che lei e Callie posseggono in 2 copie identiche.  Una minuzia, forse, ma non credo possa essere un particolare lasciato li a caso.

Continuando sul tema “scelte di storyline poco felici” arriviamo a parlare di Cristina: gli autori stanno facendo “scivolare via” Cristina dalla serie mostrandola come “non più compatibile” con lo stile di vita degli altri personaggi. Triste, molto triste questo modo di giustificare l’abbandono (che sappiamo essere già ufficiale) di Sandra Oh, speriamo che sappiano rendere omaggio a questo grande personaggio nel resto della serie.

Per ora il suo personaggio sembra aver preso una strada nettissima: grande successo lavorativo, totale solitudine ed assenza di vita privata. Mentre Owen si fa (grazie!) un’altra vita, Cristina raccoglie i frutti di ciò che ha seminato trovandosi davanti al bancone di un bar a farsi offrire da bere dal tirocinante “Sharky”: i due si scambiano uno sguardo d’intesa. Voglio sperare resti solo questo e niente di più, realizzare un “menage” tra questi 2 personaggi sarebbe una caduta di stile a mio avviso imperdonabile.

Shane Ross (Sharky apunto) è forse il tirocinante su cui ci vengono date più informazioni ma questo, ahimè, non riesce a rendermelo più simpatico. Lo trovo sempre abbastanza piatto. In questa puntata  lo vediamo prendersi cura  dell’“eredità medica” che la dottoressa Brooks ha lasciato (prima che lui la mandasse involontariamente a morire nello scantinato dell’ospedale) continuando a prendersi cura di una vecchia senzatetto, alla quale Heather passava farmaci sotto banco.Schermata 2013-11-02 a 13.38.14

La puntata nel complesso non è mal fatta, piacevole, se pur gli spunti horror non siano il massimo. La serie risulta “filmicamente” ben resa ma per quanto riguarda la trama, in questo momento, abbiamo una situazione che potremmo definire di “stallo biografico”: complice anche il fatto di essere arrivati alla decima stagione, ormai l’intreccio procede seguendo un ritmo che ricorda quello della vita reale, tutto pare essere dominato dalla “ciclicità“. Ci sono coppie felici con figli, coppie che scoppiano ma vanno avanti, coppie in procinto di sposarsi e che non paiono essere turbati da dubbi esistenziali, coppie – non coppie le quali hanno talmente accettato la loro situazione da considerarla qualcosa con cui convivere.

Questa puntata pare dirci che, in fondo, la vita è un po’ come Halloween: c’è sempre una sorpresa dietro l’angolo, c’è sempre un brivido nel corpo che ci pervade per qualche istante, c’è sempre un “trick or treat?”… ma con il tempo si finisce per scoprire che i fantasmi svaniscono, i vampiri non esistono e la vera cosa “spaventevole” è la quotidianità con cui bisogna lottare ogni giorno.

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