Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy: il debutto alla regia di Ellen Pompeo, recensione episodio 13.18

ABC

Il diciottesimo episodio di questa stagione di Grey’s Anatomy vede per la prima volta alla regia Ellen Pompeo. Meredith Grey, la protagonista assoluta di questo lungo percorso cominciato anni fa è questa volta al timone della grande macchina che è il solo ed unico Grey’s Anatomy.

Proprio in questi giorni è caduto l’anniversario della messa in onda dell’episodio pilota, ben dodici anni fa. Allora il cast era diverso ed anche gli episodi. Tutto era nuovo, tutto era geniale ed eccitante, come sempre agli inizi.

Ma ciò che più colpiva di questa nuova serie tanto chiacchierata era che, a quanto dicevano, ti faceva piangere e riflettere come nessuna. Così cominciai a guardarla. Ed era vero! Non erano le lacrime però a farti male, eri tu stesso che durante la visione ti sentivi vulnerabile e totalmente inerme. La voce narrante di Meredith aveva il potere, alla fine di ogni puntata, di farti ripensare alla tua vita e ad ogni tuo difetto, ogni tua caratteristica, insomma a te.

Sarà perchè lei, in fondo, la conosce meglio di tutti questa serie. Sarà che ci ha recitato per anni e sa quali corde toccare, ma Ellen Pompeo ha fatto centro perchè oggi sembrava di guardare un episodio dei tempi d’oro di Grey’s Anatomy.

Chiariamo una cosa. Tutta la serie è sempre stata ottima. Coi suoi altri e bassi certo, ma dopo 12 anni ha mantenuto un’organicità e una compattezza inarrivibili. Un livello alto. Merito anche degli attori. Specialmente in questa puntata.

Grey's Anatomy

Kelly McCreary, che in genere non spicca per personalità, ha mostrato una Maggie umana e diversa dal solito. Ha saputo tirar fuori ciò che di più profondo aveva dentro, apparendo vera in tutto e per tutto.

Menzione d’onore a LaTanya Richardson che è stata sublime nel ruolo della madre di Maggie. Con una semplicità incredibile, ha toccato le corde giuste, ha detto le cose giuste, e tutto è stato perfetto. Impossibile non commuoversi.
Ma anche gli altri protagonisti della puntata, monotematica, sono stati ineccepibili. Ellen Pompeo, Jesse Williams, Chandra Wilson e James Pickens Jr raramente sbagliano.

La trama di Be Still, My Soul, questo il titolo dell’episodio, è tanto semplice quanto dolorosa. La mamma di Maggie, Diane, che già sapevamo avere un tumore, sta peggiorando sempre più. Il suo cancro al seno ha sviluppato metastasi al fegato, molto rapidamente.

Meredith, Bailey, Webber e Jackson, l’equipe di chirurgia generale, sono i medici di Diane, accompagnati, ovviamente, da Maggie. Il suo essere troppo coinvolta, come prevedibile, non aiuta, e per il bene della madre arriva a desiderare per lei terapie improbabili e dolorose. La fa entrare a forza in un trial dalle terapie estenuanti che le causano nausea, disidratazione, debolezza, vertigine, ritenzione idrica, piaghe. Tutto per non deludere Maggie, la figlia perfetta.

In realtà tutto questo non farà che ucciderla prima del previsto. Le atroci sofferenze a cui è sottoposta, distruggono Diane. Lei vorrebbe lasciarsi andare, come tutti tranne Maggie consigliano di fare, ma allo stesso tempo non vuole deludere la figlia. Toccante il discorso della donna alla Webber, in cui parla della figlia come una luce unica nel mondo, che non vuole brilli meno a causa della sua morte.

Tutto è ancora più toccante se consideriamo il punto di vista di Meredith. Ovviamente il parallelo della madre di Maggie con quella di Meredith è presente in tutta la puntata. Il che è paradossale. Ricordiamo che la madre di Maggie è la stessa di Meredith. Maggie è figlia di Ellis Grey e Richard Webber, sorella di Meredith e figlia adottiva di Diane.

Arriviamo a un punto importante.

Meredith, ad inizio e fine puntata, ricorda di come la tormenti ancora il pensiero di un promemoria che la madre lasciò su un tavolo “Dì a Meredith di non…”. La donna, malata di Alzheimer, non finì mai quella frase e da allora Meredith si interroga sul significato di quelle parole. Non innamorarti, o forse non abbaterti, non lasciare il forno acceso? La spiegazione che la nostra protagonista si dà è che forse il destino ha voluto che fosse lei stessa a decidere cosa la madre volesse o non volesse dirle in quel biglietto.

La morte di Diane avviene negli ultimi minuti. In camera con sua figlia. Maggie le mette lo smalto sulle mani, si alza per aprire la finestra, e sua mamma se n’è andata. Inavvertitamente, forse il modo migliore per lasciare questo mondo.

Unici gli insegnamenti che Diane dà a sua figlia prima di andarsene. “Be slutty”, vivi la vita, non essere sempre perfetta, guardandoti indietro non dirai mai avrei potuto essere più rigida. Innamorati.

Il paragone tra Meredith e Ellis e tra Maggie e Diane, in fondo, non regge. Entrambe hanno amato le loro madri tantissimo, al contrario di quanto Meredith abbia fatto. La scena finale di Meredith, Amelia e Maggie che mangiano la lasagna in cucina è iconica quanto quelle delle prime stagioni di Grey’s Anatomy ritraenti Meredith, Cristina, Izzie e George.

Tutto torna, o forse no. Ma questa puntata ce lo fa sperare. Chapeau Ellen.

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