Grey's Anatomy

Grey’s Anatomy e le frontiere della speranza, recensione episodio 14.18

spoilertv.com

Se vi dicessi che Grey’s Anatomy sta andando alla grande vi mentirei. Il medical drama più conosciuto al mondo sta vivendo un momento di crisi per quanto riguarda gli ascolti, nettamente in calo, e la qualità delle storylines. C’è da dire però che la puntata di questa settimana, Hold Back the River, non è un completo disastro.

Nello scorso episodio di Grey’s Anatomy parecchie linee narrative sembravano azzeccate, ma messe lì a caso. Mi riferisco alla storia di Meredith e del suo paziente/medico particolarmente affascinante. La chimica tra i due ci ha fatto sognare e avvicinare molto al ricordo di Derek. Il personaggio di Nick (un eccezionale Scott Speedman) è stato quanto di più bello potessimo sperare per Meredith e sembrerebbe davvero l’uomo giusto per lei, dopo il disastro di Riggs.

Nick però sembra essersi già dissolto e comunque la linea della storia è stata davvero troppo veloce e trattata blandamente per trattarsi di una cosa seria. Speriamo tutti, però, in un ritorno di Speedman nel cast.

Con Hold Back the River torniamo a occuparci di cose serie, o quasi.

Bocciati tutti i siparietti tra Bailey e Ben e quelli di Arizona e Owen che smascherano il falso medico non iscritto all’albo che faceva credere a tutte le sue pazienti di avere il cancro al seno. Dimenticabile anche la parentesi tra Sam Bello e DeLuca, si scorge all’orizzonte una convivenza tra i due. Storie satelliti che fanno solo perdere tempo.

Meredith, Jo Wilson e la specializzanda Elmo sembrano aver finalmente trovato il modo di far crescere mini fegati e milze senza il polimero della terribile Maria Cerone, sparita di scena dopo che Meredith aveva rifiutato di mettere mano nel passato tra la Cerone e sua madre Ellis. Tutto sempre molto marginale e poco esaltante, carina la trovata di dare i nomi delle più grandi rockstar ai topi usati come cavie per l’esperimento.

Amelia, Alex e Tom Koracick riescono a curare il bambino epilettico visto due settimane fa con la loro nuovissima e rischiosa cura con gli ultrasuoni. Miracolosamente l’intervento riesce su Noah, il bambino in questione, ma Amelia e Tom non se la sentono di provare lo stesso intervento anche su Kimmie, la bambina malata di cancro da tempo. Questo suscita l’ira di Alex, molto legato alla bambina, che aggredisce Tom, arrivando a mettergli le mani addosso.

Anche Webber questa settimana ha il suo momento di gloria.

Torna in ospedale Ellie, una vecchia amica di Richard Webber già apparsa nello show, ma che nessuno degli spettatori (me compreso) ricorda. Ellie era lo sponsor di Webber quando lui frequentava gli Alcolisti Anonimi diverse stagioni fa (sette, otto? Grey’s Anatomy è infinito!). La donna sta per morire, chiede di non essere rianimata, ma il suo volere non viene inizialmente rispettato. Lei ha paura che Richard senza di lei si ributti sull’alcol e lui non vuole perdere un’amica che ha condiviso con lui un passato da acolista. Meredith e Maggie vegono coinvolte nella storia come medici curanti di Ellie testimoni e figlie adorate di Webber, pronte a sostenere e aiutare entrambe le parti.

Putroppo la donna non può essere curata e bisogna lasciarla andare al suo destino. Sta a Maggie dare la notizia a Webber e la cosa ricorda terribilmente la storia di sua madre, morta nella scorsa stagione. Webber chiede alla donna un ultimo incontro, e lo fa invitando anche Amelia (ex alcolista e drogata) a unirsi a loro. I tre recitano la bellissima e mai scontata Preghiera della serenità che personalmente ho sempre adorato nella cultura statunitense.

Infine Jackson e April. O sarebbe meglio dire April, Jackson e… Maggie.

April ha ufficialmente fatto pace con Dio dopo l’emozionante dialogo della scorsa settimana con un rabbino in fin di vita. Uscita dal suo periodo di crisi e dal suo enorme esaurimento nervoso, la Kepner decide di ricominciare da zero chiedendo scusa a tutti quelli che ha maltrattato durante la sua crisi, praticamente tutti. Dopo una lista interminabile di “sorry” rivolti a tutti arriva il turno di Jackson.

Bellissime le parole da lei utilizzate nei confronti del suo ex marito, presente anche quando Dio se n’èra andato dalla sua vita, “Dio non c’era ma tu eri lì”. Ho sempre amato e apprezzato il modo in cui, attraverso il personaggio di April, sia stato trattato il tema della fede cristiana in di Grey’s Anatomy, con grande delicatezza, aperte verità e grande rispetto. Mai banale, mai scontato e sempre dritto al cuore.

Sul finale vediamo le scuse di April a Maggie per il suo comportamento alla serata dei giochi avvenuta qualche settimana fa. La ragazza, ormai in coppia fissa con Jackson, la perdona senza problemi. Proprio nel momento in cui Jackson è assente, April si lascia sfuggire la parentesi avvenuta tra lei e il suo ex marito qualche giorno prima in cui lei era praticamente saltata addosso a Jackson. Maggie ovviamente non era al corrente di tutto ciò e s’ingelosisce. Nubi in arrivo sulla neo-coppia formata da Maggie e Jackson.

Curiosità: girano sul web diverse immagini di una scena tagliata.

La scena sembra essere molto importante. Vediamo tutti i nostri protagonisti (in particolare Jackson, Maggie, DeLuca e Sam Bello) ben vestiti a una festa in ospedale e la piccola Kimmie che canta di fronte a tutti, ma soprattutto Alex e Jo vestiti da sposi! Non è ancora chiaro perchè questa scena non sia andata in onda ma probabilmente non sarà quello che pensiamo o forse lo spezzone sarà ricollocato nelle prossime puntate. Noi ci speriamo.

Insomma c’è qualcosa di buono e qualcosa di molto blando in questo Grey’s Anatomy.

Si salva l’intensità di qualche attore, gli interpreti di Jackson, Maggie, April e Arizona in particolare, ma poco altro. Storie non convincenti e direzioni non decise sono la principale carenza di questo show ormai pronto per la pensione. I contenuti però restano e si vedono. Il tema principale dell’episodio è quello di lasciare che il fiume continui a fluire, che le cose scorrano. Il celebre aforisma di Eraclito, Panta rhei, diventa quindi centrale. L’esperienza insegna che tutto passa velocemente e l’uomo deve a volte lasciare che il tempo scorra senza mai perdere la speranza. Proprio la speranza è il veicolo che guida i sentimenti di questa puntata, tramite le sperimentazioni mediche che tutti i nostri protagonisti stanno creando si cerca di superare le frontiere della scienza e quindi le frontiere della speranza.

Lezioni di vita ancora buone ma involucro scadente. Caro vecchio Grey’s Anatomy, dobbiamo decisamente trovare un buon compromesso.

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14.18 - Hold Back the River
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