Cinema

Il Gladiatore: 5 motivi per rivedere il capolavoro di Ridley Scott con Russell Crowe

gladiatore
credits: Universal Pictures

Antica Roma. Ridley Scott dietro la macchina da presa, Russell Crowe davanti nell’inquadratura. La voce di Luca Ward nelle orecchie.

Perchè rivedere Il Gladiatore, uno dei film storici più intensi della storia del cinema, chiederete voi? Dopotutto l’abbiamo visto un centinaio di volte, dovrebbe averci stancato, non è vero? L’elenco sovracitato dovrebbe essere un sunto abbastanza esaudiente per darvi una motivazione ma, si sa, non ci accontentiamo di poco, noi cinefili. Ecco allora perchè stasera, quando il capolavoro di Ridley Scott verrà trasmesso dal canale che sembra oramai casa sua – Rete4 – vi consigliamo di rivederlo. Potremmo (giustamente) farvi notare che ha vinto ben 5 Oscars, tra cui quello per il Miglior Film nel 2000, e solo questo dovrebbe essere sufficiente. Ma le ragioni sono tante, e di certo queste 5 sono il motivo per cui – ne siamo certi – sarete incollati alla tv ancora una volta.

russell crowe

credits: Universal Pictures

1 – E’ una storia che riesce ad emozionare, sia emotivamente che visivamente

Non è sempre facile creare una ricetta perfetta, che soddisfi sia a livello di storia che a livello di costumi e scenografia. Il fascino dell’Antica Roma non è un mistero e Ridley Scott, proprio come la scenografia di Arthur Max e Crispian Sallis, nominati agli Academy Awards per il loro lavoro, sono stati in grado di riportarla alla luce. La bellezza di una cultura autentica è stata poi arricchita dai costumi di Janty Yates (che, in questo caso, l’Oscar se l’era portato a casa) e dalla sceneggiatura David Franzoni, John Logan e William Nicholson. Insomma, non ditemi che siete immuni al brivido lungo la schiena durante il discorso di Massimo nell’Arena, dopo aver trionfato in una battaglia impossibile? 

2 – Ha una colonna firmata da Hans Zimmer

Malgrado non abbia ricevuto un Academy per questa colonna sonora, Hans Zimmer ha ricevuto due meritatissimi Golden Globes e Satellite Awards per il suo lavoro al Gladiatore, insieme alla collega Lisa Gerrard. Del resto sappiamo bene che una colonna sonora firmata dal maestro Hans Zimmer è quasi certamente una garanzia di successo. Vincitore del premio Oscar nel 1995 per il suo lavoro al Re Leone, Hans Zimmer ha firmato alcuni dei più grandi capolavori cinematografici con la sua musica. Interstellar, Inception, Sherlock Holmes, Il Cavaliere Oscuro. Ultimamente potreste aver ascoltato la sigla della serie tv incentrata sulla regina Elisabetta, The Crown, che ha composto lo stesso Zimmer. 

3 – Russell Crowe è un gladiatore eccezionale e Joaquin Phoenix è la perfetta nemesi

Una buona colonna sonora, un buon montaggio e degli effetti speciali eccezionali non sono nulla senza un cast che sia adatto. C’è poco da dire sui protagonisti indiscussi della pellicola, Russel Crowe e Joaquin Phoenix, perfetti nella singolarità dei loro personaggi quanto nella loro epica lotta. Come per ogni grande produzione, anche per Il Gladiatore diversi rumor hanno affermato per anni che la prima scelta di Scott per il ruolo di Massimo fosse Mel Gibson, che avrebbe rifiutato ritenendo di essere troppo vecchio per il ruolo. Ebbene si, Mel: sarai anche l’ultimo dei Mohicani ma di Gladiatore ce n’è uno solo!

credits: Universal Pictures

4 – Costumi e scenografia sono davvero eccezionali!

La bellezza è nei particolari. Mai detto è stato più vero, soprattutto se applicato ad un film come questo. Dalle scenografie di esterni, alla ricchezza delle ricostruzioni degli interni fino al Colosseo, ricostruito parzialmente in una location che (per ovvie ragioni) non era Roma. Il Gladiatore ha saputo regalare al pubblico un’esperienza intensa grazie ad un lavoro davvero lodevole che ha coniugato bene realtà storica ed esigenze di copione – con alcune libertà stilistiche che più di un sito sarà felice di elencarvi. Il lavoro degli scenografi Arthur Max e Crispian Sallis, nonchè quello della costumista Janty Yates, merita davvero un applauso. 

5 – La voce di Massimo Decimo Meridio è quella di Luca Ward

Ciliegina sulla torta per tornare a guardare questo capolavoro è senz’altro il doppiaggio. In un’era in cui la lotta tra i film “in lingua originale” e quelli “doppiati” è più accesa che mai, non c’è alcun dubbio sul fatto che il fascino di questo film lo si debba in (buona) parte alla voce di Luca Ward e alla sua interpretazione di Massimo. Lo stesso attore e doppiatore ha commentato ironicamente sulla sua pagina facebook la messa in onda della pellicola. E se l’ha detto Luca Ward…

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