10 cose che...

Genitori in blue jeans: 15 cose che non sapete sulla serie culto degli anni ’80

Genitori in Blue Jeans

A Natale si è tutti più buoni e si trascorre del tempo in famiglia. Molto tempo, in casi come il mio. Cena il 24, pranzo il 25. E il 26 ancora pranzo. Ogni volta a tavola almeno 4 ore. E io odio stare a tavola con la famiglia.

Un sentimento che probabilmente mi è nato fin dall’infanzia per colpa delle serie televisive. La Tv, infatti, negli anni Settanta e Ottanta ti sbolognava unicamente delle sitcom pregne di famiglie perfette, per le quali sostanzialmente era Natale sempre, nel senso che tutte le cose che si fanno o si dovrebbero fare a Natale, loro le facevano quotidianamente. E c’era sempre l’happy end. E la loro vita familiare era celestiale. Casa Keaton, 8 sotto un tetto (ancora mi ricordo a memoria la puntata dove il fisco vuole fare il paiolo a Carl, ma alla fine viene fuori che è Carl a fare il contromazzo al fisco, ricevendo dei soldi per quante bocche sfama quotidianamente), Il mio amico Arnold, Happy Days, Pappa e Ciccia, I Robinson, oppure la serie con la quale tutti quanti siamo cresciuti e che ha segnato profondamente la nostra esistenza, perché ne parlavamo a scuola, con gli amici, in casa. Perfino alle cene coi parenti.

Ogni decennio ne ha avuta una, trasversale fra le tipologie di pubblico. Pensate a Friends o a Beverly Hills. Per gli anni ’80, per lo meno per la tv italiana che importava per il 90% sitcom, stiamo parlando di Genitori in blue jeans (Growing Pains il titolo originale, andata in onda dal 1985 al 1992), esplosa a livello planetario, con ragazzine in delirio per l’attore principale Kirk Cameron, che interpretava Mike, il figlio maggiore. E ragazzini in delirio per il personaggio principale, Mike, interpretato da Kirk Cameron.

Genitori in Blue Jeans Kirk Cameron

In uno di quei casi rari che si verificano nella storia dello star system, infatti, Kirk Cameron è riuscito a mettere d’accordo il pubblico femminile e il pubblico maschile durante il suo periodo di gloria. Per i genitori, Mike era il figlio che uno avrebbe sempre voluto avere, nonostante la sua sfrontatezza. I ragazzi volevano tutti essere come lui. Le ragazze gli svenivano ai piedi come poi avvenne con Leonardo DiCaprio (che fu lanciato proprio da questa serie, sebbene avesse già iniziato a recitare da alcuni anni, ma questo lo sanno tutti).

Tuttavia la cosa più interessante di Genitori in blue jeans è forse un’altra. Sul set si respirava esattamente il clima opposto che si viveva in casa Seaver. Tutti si odiavano. E tutti odiavano Kirk Cameron. Non vi dico con che gioia il cast fu riunito in due occasioni negli ultimi anni per realizzare due film dedicato alla famiglia un tempo più famosa d’America e non solo.

1) Molti critici accusarono Genitori in Blue Jeans di plagio

Imitati da una buona fetta di pubblico. Secondo le critiche la serie era una copia “in bianco” de I Robinson: il capofamiglia (Jason) era un dottore che lavorava direttamente da casa e la moglie (Maggie) una libera professionista di successo. Il creatore della serie Neil Marlens fu costretto a rilasciare un’intervista in cui sosteneva che le similitudini fra le due serie erano un caso; lui si era semplicemente ispirato ai suoi genitori. E per dimostrare le sue ragioni chiese alla Nbc (che produceva I Robinson) una sorta di cross-over per dimostrare quanto i due prodotti fossero differenti. Così, in un episodio della seconda stagione, i Seaver assistettero ad una registrazione di una puntata de I Robinson. 

2) Bruce Willis fu preso in considerazione per il ruolo del padre Jason, ma alla fine fu scartato.

Trovare un attore che interpretasse il padre non fu facile. Anche Alan Thicke (che poi ottenne la parte) inizialmente fu scartato poiché era un presentatore di talk show canadesi. Tuttavia alla fine fu assunto. Nessuno infatti voleva quel ruolo perché pagato con una cifra ritenuta eccessivamente bassa. Eppure c’era un motivo alla base di quella paga così bassa.

3) All’inizio la serie di Genitori in Blue Jeans era ampiamente diversa e ruotava tutta attorno al personaggio di Kirk Cameron.

Gli autori e i produttori della serie dovettero però riscriverla da capo dopo le prime proiezioni pilota. La serie ottenne numerose critiche, soprattutto da parte dello stesso network che doveva mandarla in onda, l’Abc, perché concentrato troppo sul personaggio di Kirk Cameron. Genitori in blue jeans fu così riscritto allargando il numero di personaggi principali e di storie.

4) Tracey Gold, che interpretava la figlia Carol, soffrì di una grave forma di anoressia verso la fine della serie.

Per questo nell’ultima stagione il suo personaggio uscì di scena. Per giustificarne l’ammanco, gli autori si inventarono che Carol era andata a studiare a Londra. Tornò per l’ultima puntata, terminata con una pizzata, alla quale però Carol non partecipò, rifiutandosi di mangiare la pizza che la famiglia Seaver ordinò.

5) Kirk Cameron, durante la pausa fra la quarta e la quinta stagione di Genitori in Blue Jeans, ebbe una crisi mistica

E in poco tempo divenne un pastore evangelico, per poi fondare la sua organizzazione religiosa a cui ha dedicato anche uno show televisivo. Prima della conversione lo odiavano già tutti. Dopo, tutti lo volevano menare.

6) Perchè Mike sposa Julie

La cosa più sconvolgente per me in quegli anni, che ero bambino, fu assistere alla decisione di Mike di sposare la sua fidanzata Julie. Un processo di maturazione che era difficile vedere nelle serie tv, le quali erano ancora più uguali a sé stesse di adesso, visto che non c’era serializzazione. Inoltre le tv le davano continuamente in replica e quindi ti beccavi sempre le stesse puntate.  La proposta di matrimonio mi sconvolse anche perché i due personaggi erano molto giovani, appena maggiorenni. Ma questa fu una delle tante richieste bizzarre di Kirk Cameron, da molti definito non un pastore evangelico, ma un santone del matrimonio. Eppure c’è un grande “ma” in questa storia.

7) Quella che più di tutti voleva menare Kirk Cameron era proprio Julie McCullogh, l’attrice che interpretava la fidanzata di Mike.

A causa della sua crisi mistica, infatti, prima dell’inizio della quinta stagione, Cameron pretese il licenziamento di Julie McCullogh perché l’attrice aveva posato per Playboy tre anni prima. E pure nel paginone centrale! Arghh!!!

(Ovviamente questa è la foto casta). Comunque sia, Julie McCullogh apprese del licenziamento all’ultimo quando fu richiamata la stagione successiva per girare un unico episodio, nel quale il suo personaggio si lasciava con Mike in modo molto cordiale e in piena sintonia e amicizia, a discapito dei progetti di matrimonio. Peccato però che l’attrice volesse in realtà strozzare Cameron.

8) Tutto fu coperto

Quando la questione del licenziamento della McCullogh divenne di dominio pubblico, Cameron e la produzione si arrampicarono sugli specchi per motivare l’allontanamento della bionda che aveva conquistato non poco il pubblico maschile. Cameron arrivò a dire che il matrimonio era incoerente con il personaggio di Mike e che avrebbe potuto portare alla “morte” della serie. La produzione passò direttamente a sputare sugli indici d’ascolto che premiavano la McCullogh, sostenendo che l’attrice non era mai stata un membro fisso del cast, ma era sempre stata presentata solo come guest star e quindi avevano tutto il diritto di fare a meno di lei a loro piacimento.

9) Non contento Cameron chiese alla produzione di richiamare sul set Chelsea Noble

Che in passato aveva interpretato Kate McDonald (o anche McDonnell, c’era sempre un po’ di confusione), una ragazza con cui Mike aveva avuto una relazione. Cameron e la Noble erano fidanzati e di lì a poco si sposarono mentre il personaggio di Kate divenne un personaggio regolare nelle successive stagioni di Genitori in blue jeans. Anche se la cosa non fu vista di buon occhio.

10) La mania di Cameron per i matrimoni risparmiò Alan Thicke e Joanna Kerns.

I due attori erano entrambi divorziati nella vita reale e usarono le loro esperienze negative per costruire una coppia di sposi invidiabile.

11) Dopo la crisi mistica, Kirk Cameron voleva che la serie trattasse temi più “adulti”

Così chiamò in Abc presentando le sue richieste. Ne scattò prontamente una lite e Cameron accusò i produttori Dan Guntzellman, Steve Marshall e Michael Sullivan di essere dei pornografi. I tre ne ebbero le scatole piene e lasciarono la serie che avevano creato sei anni prima. Fu l’inizio della fine.

12) Il comportamento da rompimazzo di Cameron durò anche nella sua carriera successiva a Genitori in blue jeans

In particolare nelle scene di bacio: Cameron non voleva baciare nessun’altra donna che non fosse sua moglie. E ogni volta che c’era da girare una scena di bacio, le varie produzioni erano costrette a chiamare Chelsea Noble sul set per farle fare la scena del bacio con Kirk e poi riprendere a girare con l’attrice partner del marito sul set.

LEGGI ANCHE: I 10 migliori film americani degli anni ’80 da recuperare o rivedere!

13) L’atteggiamento di Kirk Cameron fu sopportato fino a quando la sua fama non iniziò a scemare.

Dopodiché fu accompagnato alla porta a calci. Ma com’è riuscito Kirk Cameron a dilapidare le folle di fan che piangevano al solo vederlo? Semplice. Diventando un santone del matrimonio, iniziò pubblicamente a spiegare come concepiva personalmente le donne e l’unione fra due esseri umani: “Le mogli devono onorare e rispettare e seguire il proprio marito e non dirgli come dovrebbe essere un marito migliore”. Quindi zitte, cucinate e mute. Oppure “Ognuno deve fare la propria parte, indipendentemente da come viene trattato dal coniuge”. Se il marito vi picchia, è colpa vostra. O anche “Il matrimonio risale alla notte dei tempi, ed è stato definito nel giardino dell’Eden da Adamo ed Eva. Un uomo, una donna insieme per la vita finché morte non li separi. Quindi non tenterei mai di ridefinire il matrimonio e penso che nessun altro dovrebbe farlo. Quindi se sono favorevole ai matrimoni gay? Assolutamente no!”. O “Penso che l’omosessualità sia innaturale, nociva e distruttiva a molte della fondamenta della civiltà”. E con la simpatia se ne andarono anche sostenitori e sostenitrici.

14) Genitori in blue jeans ospitò i primi passi della carriera di Matthew Perry (il Chandler di Friends)

Perry era uno dei fidanzati di Carol, ma dopo pochi episodi il suo personaggio fu ucciso in un incidente stradale mentre era ubriaco al volante. Si pensa che dietro a questa morte e alla motivazione introdotta in sceneggiatura ci sia ancora lo zampino del buon “bigotto” Kirk. Un’altra attrice, poi diventata famosissima, che passò dalla serie all’inizio della sua carriera fu Heather Graham. Recitò la parte di una ragazza che una sera uscì con Mike e un gruppo di suoi amici. Disse una sola battuta: “Ciao”. Nel ruolo di Ben, il fratello piccolo di Mike, ci sarebbe dovuto essere invece River Phoenix e quindi il personaggio avrebbe dovuto avere un’età di molto maggiore. L’attore fu però scartato. Il giovane Leonardo DiCaprio, invece, fu incluso nel cast a causa dell’emorragia degli ascolti. Con il bel giovanotto, la produzione sperava di tornare ad intercettare il pubblico delle teenager che ormai avevano abbandonato Kirk Cameron. Fu l’ultimo estremo tentativo di salvare una serie ormai in agonia. Fallì. Il personaggio di DiCaprio fu accantonato e la serie fu chiusa.

LEGGI ANCHE: Leonardo DiCaprio a 40 anni dall’esordio: ecco le sue 11 performance migliori

15) La fine tragica di Andrew Koenig

Andrew Koenig, l’attore che interpretava Boner, il miglior amico di Mike, fu trovato morto a 41 anni in un parco di Vancouver nel 2010. Si era suicidato. Era depresso da tempo. La sua storia fu presa ad esempio per una campagna contro la depressione.

Comments
To Top