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Game of Thrones: cinque (+1) battaglie indimenticabili  

Games Of Thrones
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Immacolati contro Lannister. Dothraki alla carica accompagnati dal volo imponente di Drogon. Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, no quello era un altro film, ma comunque anche qui navi in fiamme al largo di chissà quale costa di Westeros. Il trailer della settima stagione di Game of Thrones lascia intuire quello che era ormai facile pronosticare: guerra. E guerra significa battaglie epocali che segnano il corso degli eventi e determinano alleanze durature o sconfitte irrimediabili. Nell’attesa di scoprire quali e quante ne avremo in questi sette episodi mai tanto attesi, andiamo a rivedere di seguito cinque scontri che hanno avuto una importanza capitale per arrivare dove siamo ora. Perché, vabbene che valar morghulis, ma è chi riesce a rimandare quel momento fatale a poter ambire ancora al Trono di Spade.

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1. Blackwater Bay (Baratheon vs Lannister e Tyrell – Episodio 2.09)

La prima grande battaglia che si vede realmente nella serie. Arriva solo nella seconda stagione inaugurando la tradizione che vuole il pre-season finale essere l’episodio più memorabile di ogni stagione (regola che ammette le sue eccezioni, ovviamente). La Guerra dei Cinque Re è ancora quasi all’inizio, ma ha già perso il contendente più amato, ma anche meno esperto. Ucciso il fratello Renly grazie alla magia nera di Melisandre, Stannis Baratheon sembra essere ad un passo dalla vittoria, forte di un esercito numeroso rinforzato da una flotta possente procuratagli dalle conoscenze del fido sir Davos.

Con Approdo del Re difesa solo dalle esigue forze fedeli alla corona regnante e dai clan della montagna convinti da Tyrion, Stannis decide di mettere in pratica la sua versione dello sbarco in Normandia. Gli Alleati ebbero successo anche perché i Nazisti non avevano approntato adeguatamente la linea difensiva. Ad Approdo del Re, invece, Tyrion ha una strategia semplice quanto efficace: fare di Blackwater Bay un’unica grande distesa di fiamme. E non fiamme qualunque: l’altofuoco. In una spettacolare esplosione che ci fa conoscere la tremenda potenza di questa micidiale arma (di cui si ricorderà Cersei anni dopo), buona parte della flotta di Stannis viene distrutta. Quel che resta è ancora sufficiente per attuare uno sbarco massiccio che sembra destinato ad una faticosa, ma comunque certa vittoria grazie alla superiorità dei numeri e alla determinazione degli attaccanti.

Saranno il coraggio di Tyrion che guiderà il contrattacco, l’abilità guerriera di Bronn, l’intervento provvidenziale di Podrick (che salverà il folletto dalla spada di sir Meryn Trant) a rallentare l’avanzata di Stannis quel tanto che basta a far arrivare gli eserciti congiunti dei Lannister (guidati da Tywin) e Tyrell (comandati da Loras) e segnare la sconfitta di uno Stannis che non sarà mai più tanto vicino alla vittoria. Blackwater Bay è anche fondamentale nella cronologia degli eventi perché da questo momento Tywin diventerà il vero signore dei Sette Regni supportato da una alleanza con i ricchi e ambiziosi Tyrell che durerà fino alla fine della sesta stagione.

2. Castle Black (Bruti vs Guardiani della Notte – Episodi 4.09/4.10)

Bisognerà aspettare la quarta stagione ed ancora una volta il pre season finale per avere un’altra battaglia spettacolare. Dalla soleggiata e ricca Approdo del Re, tocca spostarsi al freddo gelido del più estremo nord ai piedi della Barriera di ghiaccio che separa i Sette Regni di Westeros dalle terre abitate dai Bruti. Così è stata dai tempi di Brandon il Costruttore e così è stato da quando i Guardiani della Notte si sono dedicati ad essere la prima linea di difesa contro le scorrerie di quelli che si fanno chiamare Popolo Libero. Almeno finchè i clan oltre la Barriera non hanno ceduto alle abilità diplomatiche e al carisma magnetico di Mance Ryder, il Re Oltre la Barriera.

Convinte le diverse litigiose tribù a fare fronte comune contro l’ingiustizia che le vuole confinate al gelo fuori dai Sette Regni, Mance porta il suo attacco a Castle Black, roccaforte dei Guardiani della Notte, guidati dal severo sir Alister Thorne e da un volenteroso ma ancora inesperto Jon Snow. Il rapporto tra le forze in campo è clamorosamente a favore dei Bruti che possono anche contare sulla potenza erculea di mammut e giganti. Unico punto a favore dei Guardiani della Notte è la Barriera stessa: alta e difficile da scalare. Ma non impossibile come sa proprio Jon che l’ha scalata quando fingeva di aver disertato.

Ed infatti la Barriera reggerà solo in parte all’urto del soverchiante esercito dei Bruti grazie alla tenacia di Edd promosso comandante sul campo e abile nel sfruttare al momento giusto l’arma segreta, una enorme falce che si stacca dalla parete per tranciare chi si sta arrampicando. Il resto lo farà il sacrificio di Glenn che si immolerà con altri confratelli recitando il memorabile giuramento prima di affrontare un gigante. E soprattutto l’abilità di Jon che dovrà però subire la perdita di Ygritte, unico amore della sua vita. La battaglia di Castle Black termina, in realtà, il giorno dopo con l’arrivo a sorpresa di Stannis la cui cavalleria disperderà l’esercito dei Bruti e con la cattura di Mance Ryder. Ma il vincitore morale è sicuramente Jon che inizia da questo momento l’ascesa inarrestabile (e neanche la morte lo ferma) che lo porterà ad essere acclamato King in the North.

3. Massacro di Hardhome (White Walkers vs Bruti – Episodio 5.08)

Per una volta la regola del 9 non viene rispettata e l’episodio con la battaglia più importante della quinta stagione arriva in anticipo. È, infatti, nell’ottava puntata che assistiamo alla prima impressionante manifestazione di terribile potenza dei White Walkers e del loro Night King.

Morto Mance Ryder (pietosamente ucciso da una freccia di Jon Snow mentre è sul rogo ordinato da Stannis), i Bruti sopravvissuti alla battaglia di Castle Black si sono radunanti ad Hardhome in attesa di sciogliere nuovamente la loro precaria alleanza ora che non c’è più nessuno a tenerli uniti. È, in questo momento, che arriva inattesa la proposta fino a quel momento impensabile del nuovo Lord Commander dei Guardiani della Notte. Accompagnato da Tormund che ha imparato a rispettare il suo coraggio e la sua onestà, Jon propone ai Bruti di sotterrare definitivamente l’ascia di guerra facendo fronte comune contro una minaccia ritenuta fino ad allora impossibile.

I White Walkers, da mito appena accennato solo nell’episodio pilota della serie, stanno, infatti, arrivando con il loro esercito di zombie guerrieri tutt’altro che lenti e impacciati come quelli di Romero o di The Walking Dead, ma al contrario veloci e feroci come quelli visti in 28 Giorni dopo e World War Z. Proprio quando la missione diplomatica sembra fallire, un sinistro rumore annuncia l’arrivo delle orde sterminate di non morti armati di tutto punto, che con facilità quasi irrisoria scavalcano le recinzioni di Hardhome (in una perfetta imitazione di quanto visto al cinema nel film con Brad Pitt) dando il via a quella che più che una battaglia è un vero e proprio massacro.

A rendere il tutto ancora più drammatico è la scoperta che i White Walkers sono anche immuni alle armi comuni, mentre le loro sono in grado di frantumare quelle degli altri. A meno che non si sia in possesso di lame di ossidiana (chiamata vetro di drago) o spade di acciaio di Valyria. Jon ucciderà così il suo primo White Walkers (ma il primato assoluto spetta a Sam) e riuscirà a scappare giusto in tempo per scoprire il più inquietante dei poteri del Night King: trasformare i morti in zombie al suo servizio. Il massacro di Hardhome segna la fine delle ostilità tra Bruti e Guardiani della Notte e fornisce alla serie il villain soprannaturale contro cui sarà necessario prima o poi combattere tutti uniti (e Jon e Davos a questo si riferiscono nei due trailer rilasciati per la settima stagione).

4. Battle of Bastards (Stark – Bruti vs Bolton – Umber – Episodio 6.09)

Game of Thrones è stato spesso un racconto corale dove ognuno dei protagonisti ha trovato il suo spazio per spiegare le sue ragioni rendendo a volte difficile schierarsi razionalmente per l’uno o l’altro dei contendenti. Soprattutto nelle prime stagioni, pochi sono stati i personaggi che potessero incasellarsi nettamente in una categoria classica come quella del villain senza se e senza ma.

Almeno finchè non è apparso sulla scena Ramsay Bolton. Torturatore di Theon, scuoiatore di avversari e persone innocenti, assassino del suo stesso padre (che pure non era uno stinco di santo avendo sulla coscienza il tradimento delle Nozze Rosse), uccisore del fratellastro neonato, Ramsay è stato il bastardo non per nascita illegittima ma per definizione, il cattivo che era impossibile non odiare. A scontrarsi con lui l’altro grande bastardo di Game of Thrones, quel Jon Snow a cui il titolo di bastardo spetta solo in quanto creduto figlio di una relazione clandestina di Ned Stark, ma le cui qualità morali ne fanno l’opposto naturale di Ramsay.

Libero dagli obblighi verso i Guardiani della Notte (perché il giuramento si estingue con la morte e lui è morto e risorto), Jon si erge a vendicatore degli oppressi e restauratore del dominio degli Stark. Raccolto un esercito raffazzonato composto dalle residue forze ancora fedeli ai defunti Ned e Robb e dai Bruti guidati da Tormund, Jon ha il coraggio incosciente di opporsi al soverchiante squilibrio dei numeri andando a sfidare Ramsay per riprendersi Winterfell. È la Battaglia dei Bastardi che sarà non la più indimenticabile scena di guerra di Game of Thrones, ma la migliore battaglia mai vista in tv.

L’imponenza delle coreografie, la crudezza dei combattimenti, il sangue e il fango che si accumulano sui combattenti, la maestosità delle cariche della cavalleria, il coraggio indomito di Jon, l’intelligenza tattica di Ramsay, la violenza degli scontri fisici, il senso di morte incombente nell’accerchiamento, il carnaio da cui riemerge Jon, sono scene che resteranno impresse nella storia delle serialità televisiva e che stabiliscono un nuovo punto di riferimento difficile da eguagliare anche per il cinema.

La sconfitta quasi certa verrà evitata dall’arrivo dei Cavalieri della Valle (formalmente della Casa Arryn anche se al comando ormai di Petyr Baelish) in una riedizione della cavalcata dei Rohirrim di Eomer al Fosso di Helms e permetterà a Jon e Sansa di riconquistare Winterfell e uccidere Ramsay. Soprattutto, la vittoria (e il successivo discorso di Lyanna Mormont) convincerà le casate del Nord di aver trovato il nuovo King in the North: Jon Snow.

5. Assedio di Mereen (Targaryen vs Maestri della Baia – Episodio 6.09)

A rigore questa non sarebbe una battaglia e pertanto non andrebbe inclusa in questa lista. Anche perché, ad essere onesti, si vede ben poco di combattimenti o forze in campo e il tutto si risolve dopo tutto abbastanza rapidamente. Ma è indubbio che questo breve scontro rappresenti un momento di svolta fondamentale per la serie ed è il punto di partenza per quello che andremo a vedere nelle due ultime stagioni e per questo sembra giusto inserirla nella lista delle battaglie più importanti.

Tornata a Mereen dopo la parentesi a Vaes Dothrak, Daenerys trova la città capitale del suo dominio sulla Baia degli Schiavisti, che era stata amministrata dal quartetto Tyrion – Varys – Missandei – Verme Grigio, sotto attacco da parte delle forze ribelli messe insieme dai Maestri della Baia. Una situazione apparentemente critica con le navi dal mare che bombardano le precarie difese della città e i Figli dell’Arpia che scorrazzano all’interno delle mura uccidendo chiunque sia dalla parte della Madre dei Draghi. Ma è qui ed ora che Daenerys mostra perché sia la candidata più seria a sedere sul Trono di Spade.

L’urlo di Drogon spaventa i nemici e risveglia dalla loro prigione gli altri due draghi Rhaegal e Viserion. Obbedienti al comando della loro madre, i tre draghi incendieranno una delle navi degli assedianti mostrando così tutta la loro terribile forza e convincendo l’esercito nemico a disertare e sottomettersi al comando di Daenerys. L’arrivo della cavalleria Dothraki (al comando di quel Daario Naharis che verrà subito dopo friendzonato dalla regina) completerà l’opera mostrando la potenza dell’armata a disposizione dell’ultima dei Targaryen. Soprattutto, questa breve battaglia stabilirà definitivamente il dominio di Daenerys sulla Baia degli Schiavisti, convincendola a lasciare Essos e partire con il suo immenso esercito in direzione di Westeros, usando le navi sottratte ai Maestri e quelle messe a disposizione da Yara e Theon Greyjoy e dagli alleati Tyrell e Martell convinti da Varys. Chi potrà fermare ora Daenerys?

6. Battaglia di Winterfell (Bolton vs Baratheon – Episodio 5.10)

Aggiungiamo un bonus inatteso, necessario tuttavia a rendere onore ad un personaggio che ha subito una fine sotto tono che non meritava. Chiudendo idealmente un circolo, torniamo infatti a Stannis Baratheon la cui sconfitta a Blackwater Bay ha dato il la a questo elenco.

Dopo un lungo peregrinare alla ricerca di alleati e mezzi per ritentate l’assalto al trono, Stannis si vede, infine, costretto a sfidare i Bolton nella speranza di conquistare Winterfell e portare così le casate del Nord dalla sua parte. Ma le troppe battaglie hanno già ridotto di molto il suo esercito e l’aver bruciato viva sua figlia Shireen per obbedire agli ordini di Melisandre ha avuto la nefasta conseguenza di renderlo inviso non solo al pubblico, ma alle sue stesse truppe, metà delle quali disertano la notte prima della battaglia. Quello che nei piani doveva essere un assedio si rivela una battaglia in campo aperto tra un contingente già stremato ed esiguo contro un esercito dei Bolton, forte dei numeri e della cavalleria e del comando spietato di Ramsay.

Non può esserci ovviamente alcun confronto ed, infatti, la battaglia non ci viene neanche mostrata saltando direttamente al dopo con i soldati dei Bolton che uccidono i pochi superstiti. È la fine di Stannis che incontrerà una Brienne felice di poter vendicare la morte di Renly giustiziando l’ultimo dei Baratheon. Una ingloriosa fine off screen per colui che, a rigore, aveva il diritto di essere re.

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