Falling Skies

Falling Skies: Recensione dell’episodio 3.06 – Be Silent And Come Out

Avvenimenti “alienumani” con pochi scontri/incontri del terzo tipo.

Dalla conclusione della seconda stagione sono passati ben sette mesi e i primi due episodi di questa terza stagione ci hanno introdotto direttamente negli eventi presenti e raccontandoceli ci hanno fatto capire cosa è accaduto in questo arco di tempo che non ci è stato mostrato direttamente. Quindi nelle prime due puntate ci hanno catapultato in un nuovo mare di avvenimenti a cui piano piano dobbiamo abituarci. Dico così perché trovo che in queste prime tre stagioni, ad ogni season premiere ci siamo trovati di fronte ad un Falling Skies diverso che a piccoli passi amplifica e approfondisce sempre più la realtà delle diverse specie aliene, le loro intenzioni e gli scontri/battaglie contro di essi: nella prima stagione il tutto era incentrato maggiormente sulla conoscenza dei personaggi della II Mass e siamo entrati in contatto con la prima razza aliena (gli skitter) credendoli i veri responsabili di tutto e avevamo solo il gruppo che scappava da un rifugio all’altro, difendendosi da continui attacchi alieni, cercando di salvare i ragazzi impiantati; nella seconda stagione abbiamo capito che gli skitters sono comandati da una razza aliena superiore e che ci sono skitters ribelli che si alleano con gli umani per sconfiggere i loro simili. Il gruppo ha cercato disperatamente una casa sicura e l’ha trovata in Charleston dove era già presente una comunità ben organizzata. Ora nella terza stagione è stata raggiunta una consapevolezza maggiore su quelle che sono le intenzioni degli alieni grazie anche all’alleanza con i Volm, gli attacchi nei confronti degli espheni sono meglio organizzati ed è la prima volta in cui c’è una speranza concreta di vittoria.

falling skies_306-02Ma, dopo le prime due puntate, recensite da Ale, nelle quattro successive più che concentrarsi sulla guerra contro gli alieni, ci è stato mostrato l’evolversi delle problematiche legate alle persone. Certo, quelli sopraggiunti sono comunque problemi di natura aliena e non umana, ma ci si è concentrati più strettamente sui personaggi. L’unico avvenimento rilevante per quanto riguarda i passi avanti che si fanno per sconfiggere gli alieni riguardano la scoperta che colui che era presidente degli Stati Uniti prima dell’invasione, Benjamin Hathaway (Stephen Collins), è ancora vivo e il suo vice è nientepopodimeno che Michael Hogan, quel Saul Tigh di Battlestar Galactica che, essendo io  grandissima fan di BSG, non posso che essere contenta di aver rivisto. Quindi Tom “chiede” in prestito il piccolo aereo di Pope (che non si sa perché ce l’ha e dove lo ha tenuto nascosto per tutto questo tempo) e i due con l’alleato Volm Cochise partono per incontrare Hathaway. Qui Cochise viene accolto come un nemico e viene tenuto prigioniero. Tom cerca di far capire che è dalla loro parte raccontandogli il piano dei Volm, ma il presidente inizia a credere alla loro storia solo dopo aver sentito l’alieno raccontare la sua vita. Proprio in questo momento, però, gli skitters li attaccano e i due gruppi scappano in direzioni diverse. Il presidente porta con sé Cochise e fino ad ora non ne abbiamo più notizia, mentre Tom e Pope precipitano con l’aereo nella foresta. Dopo questo main event, la narrazione rallenta e in un episodio più filler, i due riescono a tornare a Charleston sani e salvi mentre conosciamo un po’ più a fondo Pope che racconta a Tome del suo passato burrascoso. Nel corso degli episodi, Pope, fa vedere il suo solito comportamento ambiguo in cui alterna momenti di bontà ad altri di freddezza e cattiveria, ad altri ancora in cui sembra ragionare in maniera più lucida rispetto agli altri. Bho, è un personaggio che si fatica veramente molto ad inquadrare.

falling skies_306-03A parte quest’unico avvenimento di un certo peso che mi ha sorpreso sia per la conoscenza del presidente sia perché ora Cochise è separato dalla II Mass e chissà quando lo rivedremo (pensavo che sarebbe stato dei nostri un po’ più a lungo, invece dopo pochi episodi non lo vediamo già più), tutto il resto accade a Charleston. Annie è convinta che nella figlia ci sia qualcosa che non va, quindi fa analizzare un campione di DNA al dottor Kadar che le dà conferma di ciò. Impaurita della figlia potenzialmente aliena prende Alexis e scappa per poi diventare subito ostaggio di Karen. Questa trovo che sia la parte più debole della storia perché più prevedibile come trama: alzi la mano chi aveva pensato che la bambina fosse del tutto umana. Come si chiede anche Tom, perché questa bambina nata da due umani ha DNA alieno? E’ proprio il caso di analizzare tutti i bambini nati nello stesso periodo di Alexis.

Nel frattempo, Ben e la sua amica Deni rifiutano la proposta della completa rimozione dell’impianto con la nuova tecnologia Volm perché, in fondo, i poteri che hanno fanno loro comodo e ne sentirebbero la mancanza, mentre c’è la conferma che i ragazzi sottoposti alla rimozione non hanno più alcuna traccia di DNA alieno.

Ora parlo della parte per me più criticabile: la vice di Tom, Peralta, non si fida per niente dei Volm tanto da chiedere a Kadar cosa ne pensa del congegno che stanno costruendo. All’inizio Tom non le vuole rivelare niente, ma poi nella sesta puntata le dà l’intero fascicolo e addirittura si dimette lasciando a lei la presidenza! Ok che lui andrà con i suoi figli alla ricerca di Annie e si mette perennemente in pericolo, però, secondo me, non fa una mossa saggia lasciando il potere e ogni decisione nelle mani di una donna che è palesemente contro i Volm e di conseguenza non è d’accordo nel proseguire la collaborazione con loro. In quel fascicolo ci deve essere scritto qualcosa di grosso perché Tom creda che, solo leggendolo, Peralta cambi idea, senza più neanche la sua presenza ad assicurarsi che lei proseguirà il piano in cui lui crede così tanto. Storco molto il naso per questa decisione di Tom: deve cercare la sua famiglia, però visto quanto crede nei Volm non dovrebbe andarsene senza sapere che decisioni prenderà il suo gruppo.

falling skies_306-04Altra parte abbastanza rilevante, perché porterà i nostri ad un incontro con gli skitters è quella di Hal. Lui capisce che i sogni che fa in cui compare anche Karen non sono affatto sogni e si convince di essere la talpa che tutti stanno cercando. Poi il parassita dentro di lui si palesa e lui comincia a dover combattere contro di esso, finché non ce la fa più e l’Hal comandato dall’alieno prende il sopravvento. Lui cerca di comportarsi come se niente fosse, anche se chi gli sta attorno si insospettisce un po’, ma nessuno fa niente. Finché Karen, che vuole sapere qualcosa sul piano dei Volm, ordina a “Hal” di rapire suo padre e portarlo da lei in modo che racconti tutto. Il rapimento va male e dopo qualche momento concitato i nostri riescono a fermare il ragazzo e utilizzare su di lui un sistema ideato dagli skitters ribelli che estirpa da lui il parassita. Liberato Hal, la famiglia Mason, con le nuove informazioni fornite dagli skitters, può finalmente partire alla ricerca di Annie.

Certo è anche una storia di persone quindi è giusto soffermarsi su di loro, però per ora in questa terza stagione abbiamo visto veramente poco della guerra con gli alieni. Nella prima puntata, avendo conosciuto Cochise, pensavo che si sarebbero concentrati quasi solo su di loro, invece per ora il Volm è sparito e con lui ogni battaglia e contatto con gli alieni. Sicuramente c’è ancora tempo e quindi spero che Cochise torni fuori, come del resto il presidente e il suo vice, per avere più contatti con i Volm. Per ora sembra che gli autori abbiano preso tempo, ma mancano solo quattro puntate alla fine e spero che queste saranno centrate quasi esclusivamente sui contatti sia verbali che bellicosi con gli alieni oltre al fatto che dobbiamo ancora scoprire tante cose “extraterrestri”.

Comments
To Top