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Dynasty: quando il brutto non è nemmeno trash. Recensione 1.01

Dynasty

Ci sono delle serie TV che guardiamo con la speranza che ci regalino un intrattenimento a sforzo zero. Sono quei prodotti che scegliamo dopo una lunga giornata, magari deludente, e lo facciamo sapendo che il nostro cervello non servirà per godere a pieno dell’esperienza. Avete capito bene, stiamo parlando delle serie trash. In tali contesti infatti ogni esagerazione, sgarro narrativo o quant’altro è permesso se serve a rendere lo spettatore colpevole. Infatti è la consapevolezza di stare facendo qualcosa di trasgressivo, di farsi in qualche modo del male a rendere i prodotti trash irresistibili e particolarmente ambiti dal pubblico amante del genere. Per questo motivo al sentire del reboot di Dynasty ci eravamo messi in fila, pronti a gustare un altro orrore che però dopo la prima puntata non ci lascia soddisfatti.

SOLDI E DINASTIE

Dynasty

La premessa della serie rispetta quella di metà delle soap opera. I Carrington sono infatti una famiglia ricchissima, così facoltosa e longeva da aver permesso una buona fetta dello sviluppo del mondo occidentale. L’attuale capo è Blake Carrington, padre dei due eredi Fallon e Steven. La prima è una donna intraprendente e decisa pronta a succedere il genitore nel ruolo di compagnia dell’azienda, mentre l’altro è la pecora nera in quanto attento al lato green del mondo e allergico al capitalismo.

Improvvisamente i due ragazzi vengono richiamati a casa dal padre. Fallon si aspetta che sia arrivato il momento di ricevere l’incarico di presidente della Carrington mentre Steven spera in un perdono da parte paterna ma nessuno dei loro desideri viene esaurito. Blake infatti sta per sposare Cristal, impiegata dell’azienda, garantendole così il ruolo promesso a Fallon.

Con la notizia del matrimonio il già fragile equilibrio familiare degenera. Fallon decide infatti di creare una sua azienda rivale assieme all’acerrimo nemico paterno Jeff Colby. D’altro canto Steven intraprende una relazione con Sam Jones, nipote di Cristal nonchè interessato alla ricchezza della famiglia Carrington.

UNA SOAP SENZA CARATTERE

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Come avrete intuito nella prima puntata vengono presentati i leitmotiv delle soap opera più note. Abbiamo intrallazzi amorosi poco graditi ai familiari, nemici storici che spuntano come funghi e personaggi mossi da secondi fini tutt’altro che nobili. Diciamo pure che non ci aspettavamo niente di diverso, infatti il problema della serie non è la sua partenza da manuale quanto la mancanza di carattere o iconicità.

Chi ha guardato la prima puntata avrà pensato subito a The O.C., Gossip Girl o al più recente Revenge. Le ambientazioni molto patinate si sovrappongono infatti ai predecessori del genere. Tuttavia arrivati alla fine notiamo come la serie manchi totalmente di qualche personaggio che faccia gridare “Adoro!”. In Dynasty non c’è nessuna Marissa, nessuna Serena o semplicemente una Victoria ed Emily a tirarsi i capelli.

E’ vero, il siparietto tra Fallon e Cristal ha regalato qualche momento frizzante così come la sfilata all’altare si è rivelata decisamente fuori luogo e di dubbio gusto. Malgrado questo nemmeno un personaggio è riuscito a conquistare al primo colpo o ad invogliare a tornare. 

UNA PARTENZA IN SORDINA PER DYNASTY

Il problema di quest genere di serie è che devono partire fin dalla prima puntata con le munizioni pesanti sennò non riescono a catturare. Non potendo infatti contare su recitazioni o scrittura solide devono essere in grado di spararla grossa fin dall’inizio. Il ruolo chiave lo gioca infatti l’assurdità che unita all’esagerazione crea situazioni e personaggi iconici che affascinano, rapiscono o per meglio dire stordiscono lo spettatore.

Dynasty durante la sua prima puntata non è riuscito a fare nulla di ciò. Ci ha provato rimanendo però all’interno della bruttura, senza aggiungerci qualcosa di delizioso o colpevolizzante. Peccato.

Che questa serie sia un’occasione persa o abbia semplicemente deciso di partire con cautela? 

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