Downton Abbey

Downton Abbey: Recensione dell’episodio 6.08 – Episode Eigth

Siamo arrivati al penultimo passo prima della fine di Downton Abbey. Ci rimane solo lo speciale di Natale lì lontano come un miraggio e troppo vicino come una maledizione e poi dovremo dire addio ai personaggi di Fellowes che tanto ci hanno attirato in questi ultimi anni, provocandoci diversi tipi di sentimento, dall’antipatia, alla compassione, al sorriso e alla comprensione.

Downton Abbey in questa sua ultima stagione ha avuto un percorso di completamento di quello che avevamo visto nelle stagioni passate per poter portare i personaggi alla fine della loro traiettoria e questa, per il momento, ma confidiamo che zio Julian completi l’opera, porta solo verso finali positivi a cui si è arrivati tra mille sofferenze, a comprensione del proprio ruolo e a nuovi inizi che non arrivano mai troppo tardi anche se la giovane età è decisamente alle spalle.

Un finale chiaramente buono per una racconto a metà via tra una fiaba e un romanzo classico, che negli anni ha riservato a noi spettatori e ai protagonisti una lunga serie di dolori, ma che ora, al culmine del decennio dorato degli anni venti e un po’ prima che i fantasmi della storia tornino ad oscurare i cieli d’europa, ci sta portando verso quel lieto fine che è ineludibile.

Downton abbey 608eGià ne avevamo avuto un primo assaggio in questa stagione con il matrimonio più atteso (e sì, Mary, non era il tuo), quello di Mr. and Ms. Carson, che poi si è trasformato nella linea comica preferita da Fellowes, che ha continuato a raccontare la vita di questo burbero anziano maggiordomo e della sua astuta consorte rendendo, a mio parere, forse la figura di Carson un po’ troppo caricaturale. Questo sicuramente è un piccolo difetto, perché, se il maggiordomo non ha mai brillato per progressismo, certamente nelle scorse stagioni ha almeno dimostrato forte capacità di empatia e una sensibilità d’animo notevole; il trasformarlo, al solo vantaggio della linea comica con la Signora Hughes, in un orso insensibile che si preoccupa solo del buon nome alla faccia del disastro della signora Patmore o della tragedia di Thomas, mi sembra eccessivo e fuori carattere anche per Carson.

Però questo è servito anche per contrasto a portare avanti un altro tema caro a Fellowes, che vediamo arrivare a compimento in questo episodio: la trasformazione della mentalità della nobiltà di campagna, rappresentata in assoluto da Robert, e la sua nuova a più moderna declinazione in cui il “nuovo” sostituisce ciò che non può più essere ma senza andare a perdere quei valori da pater familias per la comunità, sia dentro che fuori Downton Abbey, che si palesano anche in questo episodio col pieno sostegno dato a Mrs. Patmore, alla faccia di scandali o chicchessia. Downton abbey 608bLord Grantham non perde occasione di dimostrare tutto il suo entusiasmo nel futuro, come un Marinetti d’oltremanica, che si parli di auto o di aerei, anche se non mettiamo minimamente in dubbio la necessità del cappello a cilindro per il matrimonio “informale” della figlia.

E arriviamo quindi a Lady Mary. In questa stagione, ma pure nelle scorse non scherzava, ce l’ha messa tutta Fellowes per farcela apparire come una granitica stronza con la puzza sotto il naso, tanto che quando Edith le ha ripetutamente dato della bitch e della skinny bitch, abbiamo, ne sono sicuro, tutti esultato col pugnetto chiuso. Io almeno sì, se l’era proprio meritato e qui devo dare gran merito a zio Julian e anche alla stessa Dockery di essere riusciti a dare ad un personaggio nato come moderatamente positivo, anche se aristocratico nei modi, una caratterizzazione così forte e di impatto sul pubblico (positivo o negativo è sempre impatto), creando una così importante reazione. In questo episodio arriviamo al culmine della stronzaggine, tanto che pure il pacato Tom non si può esimere da apostrofarla con brutte parole. La trasformazione in Crudelia Demon è completa e se proprio dobbiamo storcere un po’ il naso, lo facciamo perché il ritorno alla buona via avviene un po’ troppo repentinamente: ok che si è accorta di aver esagerato e tutto, però in pochi minuti un “Ok, scusate tutti”, un pianto sulla tomba di Matthew (sulla quale palesemente non ci andava da parecchio), e via a ritrovare i legami perduti e ad organizzare un secondo e velocissimo matrimonio. Certo, questo è il giusto finale, quello che intendo è che forse il “ritorno alla felicità” di Mary sia stato un po’ leggero e rapido. Downton abbey 608dPoteva forse essere tirata un po’ più per le lunghe fino allo speciale di Natale.

Speciale a cui sono delegate altre risoluzioni: in primis Edith, la sofferenza personificata, che ogni volta che mette la testa fuori dall’acqua e respira si becca un colpo di remo in faccia da qualcuno, tra gli sghignazzi della sorella. Siamo sicuri che zio Julian ce la farà alla fine a far riconciliare Edith e il marchese e dare anche a lei il lieto fine che sta povera ragazza merita, anche se, bisogna sottolineare che il suo lieto fine Edith se l’è costruito con le sue mani, dimostrandosi una donna energica, capace e moderna, in grado di gestire e rilanciare una rivista londinese. Quello forse conta di più che il resto, ma siamo in un romanzo classico, l’amore conta. Piccola parantesi sul tema rivista londinese, solo 3 parole: God save Spratt.

Dallo speciale ci aspettiamo ancora piccole risposte come sto benedetto figlio per i Bates che ormai sono diventati parte dell’arredo di Downton Abbey non avendo più nulla di interessante da raccontare, ma soprattutto la risoluzione della vicenda di Thomas. La soluzione probabilmente è già lì bella servita sul tavolo, con Mosley che va a fare l’insegnante e Thomas che rimane come footman, ma anche qui siamo arrivati in questo episodio al prevedibile culmine negativo della vicenda con il tentato suicidio da parte del cameriere. Fellowes ha usato Thomas per parlare della condizione difficile di omosessuale cent’anni fa, anche se poi ogni tanto se n’è dimenticato e ha ridotto Thomas a macchietta che fa i dispetti a caso. Downton abbey 608cPerò questa ultima parabola del cameriere omosessuale è stata, pur se scontata, abbastanza toccante e ci auguriamo una felice risoluzione anche per lui al termine di tutto. Forse Fellowes però voleva dirci anche un altra cosa: chi è senza amore diventa cattivo. Lo abbiamo visto con Mery, lo abbiamo visto con Thomas.

Un finale in attesa del vero finale che comunque ci soddisfa e che ci fa aspettare con un misto di attrazione e repulsione questo ultimo episodio di sempre con Downton Abbey, un po’ tristi, ma anche ringraziando Fellowes e tutto il cast per questo bel racconto che ci ha tenuto compagnia a lungo.

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