Doctor Who

Doctor Who: Recensione dell’episodio 9.01 – The Magician’s Appretiance

Se poteste tornare indietro e uccidere Hitler prima che salga al capo del Terzo Reich (vi sfido, whoviani, perché non ho citato un riferimento a caso) lo fareste? Se il piccolo Hitler stesse annegando e voi foste a conoscenza di tutto il male che la sua vita porterà nel mondo, lo lascereste affogare o tirereste fuori dall’acqua un bambino ancora innocente? Quali ripercussioni avrebbe, poi, la vostra decisione sul resto della vostra vita e sulla vita delle persone a voi care? Torna un tema molto caro a Moffat, in questa premiere della nona stagione di Doctor Who, in cui si gioca sulla dicotomia di luci e ombre, giusto e sbagliato, bene e male.

doctor who_901_3Il dottore è in una zona di guerra, arrivato lì per caso mentre era alla ricerca di un negozio, e si trova di fronte ad un bambino in pericolo di morte, con ‘bombe-mano’ (ma quante cose geniali continuano a inventarsi?!) intorno a lui: ogni movimento è una condanna a morte. Il Dottore, il solito altruista, getta al bambino il suo cacciavite sonico, sperando di salvarlo, poco prima di scoprire il nome del bambino: Davros. In quel momento quest’ultimo ancora non lo sa ma sarà lui stesso a creare i nemici più spietati del Dottore, i Dalek, ed il Dottore fa la cosa che condizionerà il suo futuro: lascia il bambino in preda al suo destino, gli volta le spalle. Si potrebbe discutere per delle ore su questa scelta ma, dato che non abbiamo tutto questo tempo, cercheremo di limitarci a poche parole: per me, il Dottore ha ragione. Lascia indietro un bambino, certo, ancora puro ed innocente, ma quanti moriranno a causa di quello stesso bambino, inclusi i Signori del Tempo? La famiglia del Dottore, il suo passato e buona parte della sua vita saranno distrutti proprio per mano di quel bambino.

doctor who_901_2Ed ecco che, con uno schema che mi ha ricordato molto The Impossible Astronaut, Missy riappare con il cosidetto testamento del Dottore, a cui resterebbe un solo giorno da vivere. Un’alleanza strana è quella che unisce Missy e Clara, entrambe poi carbonizzate dai Dalek, poco prima dell’esplosione dello stesso Tardis (lacrimuccia) e quindi del viaggio indietro nel tempo che potrebbe permettere al dottore di cambiare tutto e, a differenza di quanto accaduto in passato, non lasciare al caso la sopravvivenza del bambino Davros. Un’arma puntata al bambino (dove l’ha presa, scusate?) e una frase ad effetto sfumano, lasciandoci in attesa del prossimo episodio, che porterà la risoluzione del cliffhanger finale.

Un episodio molto interessante per il ritorno del Dottore, che tuttavia convince soltanto in parte. La storia, proprio perché così complessa, fluisce in maniera veloce, senza intoppi, facendo sì che l’azione e le scene principali siano condensate negli ultimi minuti. Una pecca non da poco, che riesce a rendere quasi ‘insignificanti’ le morti di Missy e Clara. Non c’è nessun tipo di grandioso discorso di commiato, un addio con grossi occhi gonfi, che avrebbe contribuito alla credibilità della scena, ma è anche vero che il tempo per farne non ce n’era e quindi bisogna accontentarsi. Ancora una volta torno alla precedente affermazione: troppo in troppo poco tempo. Il dottore di Capaldi tuttavia acquista nuova forza in questo episodio, tanto che riguardandolo non possiamo fare a meno che pensare quanto ci sia mancato in questi mesi – non avrei mai pensato di dirlo sul Dottore di Capaldi, che mondo!

doctor who_901_1Vengono riproposte tematiche già viste, già affrontate, ma non per questo sfumano nella ripetizione: non del tutto, almeno. Ancora una volta il Dottore è in pericolo di vita, ancora una volta tutto sembra perduto, ancora una volta non sembrano esserci vie d’uscita. Roba già vista, già sentita. Non sarebbe il Dottore se non fosse in grado di affrontare la fine del mondo un giorno sì e l’altro pure, dico bene? Ecco che quindi quel laser da Dalek puntato contro il bambino innocente stona con il ‘già visto’ e propone un lato del Dottore non ancora visto, più oscuro e meno speranzoso. Con forza e violenza Davros cerca di estorcere una frase al dottore, una frase che tuttavia resta lì sospesa, più importante nei fatti che dovranno seguire che nelle parole che dovrebbero essere pronunciate.

In conclusione un ritorno elettrizzante per il nostro Dottore, con Capaldi che si riconferma adatto ad un ruolo più cupo e decisamente più oscuro del suo predecessore. Magnifica anche Michelle Gomez nei panni di Missy. Non resta da vedere se sparerà o meno. E poi… vogliamo davvero parlare di quanto grandioso fosse Capaldi con una chitarra elettrica? Il Dottore che suona la theme song di Pretty Woman con una chitarra elettrica: non pensavo di vivere abbastanza da vedere questo giorno!

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