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Doctor Who

Doctor Who: Recensione dell’Episodio 8.03 – Robot of Sherwood

Questa settimana, il Dottore e Clara sono catapultati nel mondo di Robin Hood. Ma è davvero tutto proprio come racconta la leggenda o la foresta nasconde qualcosa di più oscuro?

Probabilmente sono l’unica che ancora deve cadere under the spell dell’accento scozzese di Capaldi. Non ho davvero nulla contro di lui come attore, anche se mi manca un suo qualsiasi background, ma non posso fare a meno di chiedermi, soprattutto dopo un episodio come questo, quale impatto avrebbe avuto Matt Smith in questa stessa circostanza, come avrebbe gestito la scena, con quale battuta delle sue avrebbe liquidato un commento. Siamo schiavi delle cose che ci piacciono e, per quanto difficile, cerchiamo di dare un’opportunità a quelle doctor_803_1che ancora non ci convincono ma, per più volte di quanto ciascuno di noi voglia effettivamente ammettere, resteremo della nostra opinione. Questo nuovo Dottore è ancora in evoluzione, ci sta ancora offrendo il tempo necessario per abituarci a questo suo nuovo ‘io’. Il pilot aveva presentato un Dottore promettente, uno che aveva molta più oscurità del Nove, Dieci e Undici messi insieme ma, al tempo stesso, tanta umanità e voglia di essere compreso, di essere accettato, per quello che realmente e non solo per un viso divertente. Ogni persona ha un lato unico, che la rende bellissima e inimitabile ed ho paura che quello che inizialmente mi aveva colpito del Dottore fosse tutto quello che c’era realmente da scoprire e questo mi spaventa.

In questo episodio veniamo catapultati in una delle leggende più belle dell’Inghilterra medievale, quella riguardante Robin Hood e la sua banda di allegri compagni (se non avete ancora avuto modo di leggere il libro di Dumas, fatelo!). Peccato che con l’universo del Dottore nulla è mai come sembra e la noia che un semplice viaggio nel passato avrebbe procurato (a noi e a lui) non gli si addice. La foresta di doctor_803_2Sherwood è, di fatto, mira di una navicella spaziale diretta verso la ‘Terra Promessa’, che rischia di diventare il nodo di questa nuova stagione, poiché non è la prima volta che ne sentiamo parlare. E se Robin Hood è reale, lo è molto meno lo sceriffo e la sua banda di robot, che altro non desiderano se non forgiare in oro i pezzi mancanti della loro navicella e partire al più presto.

La linearità dell’episodio si sposa molto bene con il tema scelto: non mancano gli inseguimenti, i colpi di scena, neanche i costumi stonano (tranne quell’orrido arancione-caco del vestito di Clara, molto più adatto ad un affresco di Giotto che non alla foresta dei banditi e dei fuorilegge). Spicca senza dubbio il personaggio di Robin, interpretato dalla maestria di Tom Riley (oh Leonardo!), nascosto dietro biondi baffoni e capelli alla Pocahontas. Malgrado più di una volta abbia trovato le sue continue risate fuori luogo, mi hanno divertito immensamente i suoi continui battibecchi con il Dottore, mentre Clara, da brava maestra, non doveva fare altro che continuare a rimbeccare i due bambini pestiferi.

doctor_803_4Clara, dato che siamo in tema, non è stata tra le creature più mansuete dell’episodio e, dal momento che conoscere Robin è sempre stato il suo sogno, non ha perso tempo per approfittare fino all’ultimo dell’opportunità che le è stata data. E’ infatti lei, con il suo tocco gentile e le parole delicate, a ricordare al fuorilegge di non perdere la speranza, anche quando sembra che tutto sia veramente irrecuperabile. Come promesso, Marion torna tra le braccia del suo amato e tutti vissero felici e contenti.

Altro bellissimo passaggio, degno senz’altro di menzione, è il confronto Robin-Dottore. I due partono senz’altro con il piede – o, forse, dovrei dire la ‘freccia’ – sbagliato. Se il Signore del Tempo si rifiuta di riconoscere la possibilità dell’esistenza di Robin, quest’ultimo afferma con grande fervore di non essere solo reale ma di essere un uomo di valore e capace. I due imparano, nel corso del loro breve tempo trascorso insieme, a capire come le loro differenze siano in realtà un punto in comune che può essere ampiamente sfruttato. Molto dolce è il loro saluto, al termine dell’episodio, in cui citano rispettivamente il loro titolo, quasi a riconoscere il loro valore: Lord di Loxley e Signore del tempo di Gallefrey. Molto commovente.

doctor_803_3Se qualcosa è mancato a quest’episodio è però stata la comicità. Quando accennavo prima a Matt lo facevo per un motivo. Quello che una simile trama richiedeva era una comicità velata che potesse rispondere in qualche modo alla drammaticità della situazione in cui dei cittadini vengono fatti prigionieri e dei robot li uccidono ogni tre per due. Capaldi ci prova ma il suo cipiglio severo resta tale e lì dove Clara, comportandosi da Clara, emerge per la sua semplicità e Tom Riley guadagna punti per il fascino con la sua risata cristallina (?), il Dottore resta parecchi passi indietro ed è veramente un peccato. Perché riesce a gestire benissimo la battaglia di ribellione nelle segrete (dove volano più laser che in un film di Star Wars) o quella iniziale con Robin, sul ponte. E’ un po’ tutto il resto a… mancare.

Un episodio che decisamente fa sorridere (ma non ridere) e che regala diverse emozioni, anche se purtroppo non tutte buone. Ho già accennato ai miei dubbi riguardo al nuovo Dottore e spero soltanto che le puntate a venire smentiranno il mio scetticismo. Fino ad allora? Geronimo!

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