Doctor Who

Doctor Who: Recensione dell’episodio 8.00 – The Time of the Doctor

“And now it’s time for one last bow, like all your other selves. Eleven’s hour is over now, the clock is striking Twelve’s.”

Partiamo subito chiarendo una cosa: Undicesimo è il mio Dottore. Mi sono follemente innamorata di lui fin dal primo momento, fin da quando l’ho visto lamentarsi del suo mento e poi penzolare da un Tardis in fiamme.

Tutte le mie puntate preferite sono quelle con lui, i miei companion preferiti sono Amy e Rory e mi proclamo una fiera moffattiana.

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Quindi per me questo episodio è stato un vero e proprio trauma, che ho affrontato passando per la varie fasi del dolore. Quando Matt Smith ha annunciato il suo addio, la mia prima reazione è stata quella della negazioneNo, no non ci credo…– che ha lasciato poi abbastanza velocemente il posto prima alla rabbiaDamm you, Moffat! – poi alla auto recriminazioneNon avrei mai dovuto cominciato a vedere Doctor Who -. Altro che Natale, in questi giorni è arrivata la fase della depressione, con connessa crisi di pianto pre, durante e post episodio – Ti prego non cambiare...- Quando ho visto Capaldi pronunciare le sue prime parole da Dottore, però, la depressione ha lasciato un po’ di spazio all’accettazione – Il Dottore cambia, bisogna accettarlo perché fa parte dello show.-

Ma le pagine di Telefilm Central non sono un diario e voi non siete i miei psicologi, quindi cercherò di andare avanti nel modo più sensato possibile.

… on the Fields of Trenzalore, at the fall of the Eleventh, when no living creature can speak falsely or fail to answer, a question will be asked — a question that must never ever be answered: “Doctor who?”

Dorium Maldovar ci aveva avvertito e in ‘The Name of the Doctor’ l’abbiamo visto: il Dottore muore a Trenzalore, mentre la domanda più antica dell’Universo viene posta e nessuna creatura vivente è in grado di mentire o di non rispondere se interpellata. Qual è il nome del Dottore? Dottore CHI?

doctor_who-800-the_time_of_the_doctor (7)Scopriamo con sorpresa che la domanda viene posta dai Signori del Tempo che, trovandosi su Gallifrey in un altro Universo (e il Dottore sembra non ricordarselo con certezza) cercano di oltrepassare la crepa nel muro (sì, proprio quella) per tornare nel nostro Universo. Ma hanno bisogno di sapere se possono oltrepassare, se possono fidarsi di ciò che troveranno, e l’unico modo è quello di assicurarsi che il Dottore sia lì e che sia davvero lui. Ecco perché chiedono “Dottore CHI?”, mentre le flotte dei popoli più temuti dell’Universo giungono a Trenzalore per iniziare un’altra guerra del Tempo.

Il Dottore potrebbe essere responsabile di una carneficina quindi si proclama protettore di Trenzalore. Vedere il nostro Dottore invecchiare è stato davvero bellissimo, e passare i suoi ultimi anni, anzi secoli, a proteggere la città di Christmas, combattendo mostri e riparando giocattoli è proprio ciò che ci si aspetta da lui.

doctor_who-800-the_time_of_the_doctor (2)A fare più o meno da sfondo, un’adorabile Clara, costretta anche lei ad affrontare come tutti noi la cena di Natale in famiglia, la meravigliosa Tasha Lem (la rivedremo ancora vero? Vero?) e Handles: ma quanto deve essere bravo Moffat per avermi fatto piangere anche per la morte della testa di un Cyberman?

Daleks, Cybermen, Silence, Weeping Angels sono radunati tutti in un solo posto e hanno fornito il giusto pizzico di terrore senza però togliere la scena al Dottore e al suo addio. E poi c’è la crepa nella parete, anzi nell’Universo, la crepa che terrorizzava la piccola Amelia e che, scopriamo ora, era anche nella stanza numero 11 di ‘The God Complex’.

Il climax non poteva essere raggiunto se non con i Dalek, che per l’ennesima volta cercano di annientare il loro più acerrimo nemico ma non ci riescono.

“Yes, I am dying. You’ve been trying to kill me for centuries and here I am, dying of old age. If you want something done, do it yourself.”

doctor_who-800-the_time_of_the_doctor (6)Quando il Dottore pensa gli siano rimasti pochi minuti, perché ha già visto il suo futuro e sa che a Trenzalore c’è la sua tomba, Clara fa il suo lavoro da companion e lo salva. Le basta ricordare ai Timelord che il vero nome del Dottore è proprio il Dottore, perché è questo il nome che ha scelto, è la sua promessa, e per questo chiede loro di aiutarlo.

Moffat conferma le teoria secondo cui le rigenerazioni sono finite ma allo stesso tempo fa tirare ai fan un gran sospiro di sollievo: sì, il Dottore ha finito le rigenerazioni e si prepara ad affrontare la sua vera fine, ma per fortuna i Signori del Tempo hanno sempre un asso nella manica, sono loro che fanno le leggi e hanno il potere di regalare al Dottore un nuovo ciclo di rigenerazioni (l’avevano già fatto con il Master nell’episodio ‘The Five Doctors’ di Classic Who). Il Dottore ha detto proprio così, un nuovo ciclo, quindi altre 12 rigenerazioni!

Il vecchio Undicesimo Dottore comincia il suo processo rigenerativo e, rintanatosi nel Tardis e riavuto il suo aspetto giovane, ha il tempo di pronunciare il suo struggente addio a Clara e a noi.

“We all change. When you think about it, we’re all different people all through our lives, and that’s okay, that’s good, you gotta keep moving, so long as you remember all people that you used to be. I will not forget one line of this. Not one day. I swear. I will always remember when the Doctor was me.”

Prima di andare via vede la sua amata Amelia, sia nella sua versione da bambina che in quella da adulta, con una cameo di Karen Gillan (anche lei palesemente con parrucca) che lo saluta con un dolce “Raggedy man, goodnight”.

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underthechestnutree.tumblr.com

E quando il Dottore scioglie il bowtie e lo lascia cadere a terra, è impossibile provare a trattenere le lacrime.
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adioseleven.tumblr.com/

“Just one question: do you happen to know how to fly this thing?”

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rabalogy.tumblr.com/

Il Dottore è morto, viva il Dottore: è così che si dice vero? Beh, più o meno, ma il senso è quello. Ecco perché i whovian sono il fandom secondo me più psicopatico e bipolare che ci sia: neanche il tempo di piangere e salutare il vecchio Dottore che bisogna dare il benvenuto ad uno nuovo, che si presenta quasi sempre con un ingresso divertente.

È stato così anche per Peter Capaldi che sceglie un leggero accento scozzese per il suo Dottore che si lamenta del colore dei suoi reni e che, attenzione, non sa pilotare il Tardis!

Per quale insana ragione il Dottore dovrebbe dimenticare come si pilota il Tardis? I ricordi dovrebbero restare immutati, così come le capacità, e il fatto che il dottore di Capaldi sia il primo di un nuovo ciclo rigenerativo non dovrebbe fare la differenza. O forse il Dottore ha semplicemente dimenticato come si pilota visto che sono passati secoli dall’ultima volta! Come farà ora?

doctor_who-800-the_time_of_the_doctor (4)‘The Time of the Doctor’ mi è sembrato un addio perfetto. Divertente e drammatico al punto giusto, con qualche scena awkward che è proprio ciò che caratterizza l’Undicesimo e tanti, forse troppi, riferimenti alle avventure vissute da Undicesimo.

Ci sono state delle cose che non ci hanno convinto? Sicuramente sì, ma non voglio darci troppo peso, perché ciò che doveva fare questo episodio era dare il giusto saluto all’Undicesimo Dottore e l’obiettivo è stato raggiunto con un ottimo risultato.

Perché più che un saluto è stata una celebrazione, meno dolorosa rispetto dell’addio di Decimo, che non voleva andarsene, una fine accolta dal Signore del tempo con maggiore accettazione, cosa che la rende molto più serena.

Matt Smith è stato semplicemente meraviglioso, fin da ‘Eleventh Hour’ è riuscito a caratterizzare il suo Dottore come pochi prima di lui. Ci ha regalato scene emozionanti e indimenticabili, battute divertenti, movimenti impacciati. Un Dottore dal volto giovane, dai modi strambi e dagli occhi stanchi. Ecco perché l’Undicesimo è il mio Dottore e avrà sempre un posto nel mio cuore.

Goodbye Raggedy Man, you were cool!

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