Doctor Who

Doctor Who e la sfida del cambiamento. Recensione prima puntata undicesima stagione.

Doctor Who Jodie Whittaker

“Change, my dear. And it seems not a moment too soon.” – Sesto Dottore

 

Il primo episodio di Doctor Who con Jodie Whittaker nei panni del Dottore è un vero e proprio pilot. È impossibile non notare la frattura tra questa stagione e la scorsa: cambio di attori, sceneggiatori, registi, perfino lo storico compositore musicale è stato cambiato. Molto più che con i precedenti Dottori, l’arrivo di Jodie Whittaker segna l’inizio di un’era senza precedenti. Doctor Who, d’altronde, è l’incarnazione del cambiamento.

Doctor Who: The Woman Who Fell to Earth

E dunque eccoci di fronte alla rivoluzione: il primo Dottore donna. C’è una cosa da dire subito: The Woman Who Fell to Earth è un episodio prezioso per cogliere l’essenza del Dottore, nonostante la nuova incarnazione.

Doctor Who Jodie Whittaker

Precipitata dal cielo subito dopo una rigenerazione, non ha avuto neanche il tempo di elaborare l’addio dei suoi ultimi compagni (ci troviamo soltanto mezz’ora dopo le ultime parole di Capaldi) che si ritrova invischiata subito in una situazione dove delle persone hanno bisogno di aiuto. E lei non perde tempo a rimuginare su se stessa o sul terribile shock a cui è sottoposta: in preda al trauma della rigenerazione, senza neppure sapere chi è, Il Dottore è pronto a dare una mano. Perché è così.

E soprattutto, il Dottore / La Dottoressa – o in qualsiasi modo la vogliate chiamare – si erge al di sopra delle differenze sessuali (e oserei dire linguistiche). Chi s’aspettava un Dottore marcatamente “donna” può dormire sonni tranquilli, per ora: il marketing – o qualsiasi altro discorso di stampo femminista – è fortunatamente rimasto fuori dalla sceneggiatura, che si è concentrata sul presentarci un Dottore con una personalità nuova e in fase di sviluppo. Mai violento, mai crudele e mai codardo. Come è sempre stato.

Jodie Whittaker è a suo agio nei panni del Dottore

Jodie Whittaker sembra perfetta nel ruolo del Dottore, anche perché non è mai sembrata nessun’altro se non il Dottore. Proprio come i suoi predecessori, dà al ruolo un tocco personale. A volte sembra tenera e dolce, altre volte una schizzata, altre volte una vera badass. Ma il Dottore è sempre stato così, e anche se ora è donna, coi capelli biondi e gli orecchini, la sua essenza non cambia mentre la personalità è in continua evoluzione. E numerose sono le frasi che il Dottore pronuncia in tal senso: non dobbiamo avere paura del cambiamento.

Tra le cose che invece non sono sempre state così, c’è da segnalare l’assenza del Tardis, della nuova sigla e i pochi accenni alla nuova trama musicale. Regia e fotografia cercano un qualcosa di nuovo, provando a raccontare delle storie che sono tipiche – e magari anche già viste in Doctor Who – ma in modo diverso. Per dirne una, il cattivo sembra uscito da un film della Marvel. Tutto questo rientra nel preciso intento di proporre al pubblico un qualcosa che non fosse soltanto “Doctor Who con una protagonista femminile“, ma un telefilm che in un certo senso fosse il reboot del reboot. Almeno è questa la sensazione dopo una sola puntata: potrei essere smentito o meno, ma che questo The Woman Who Fell to Earth sia un vero e proprio pilot non è in dubbio.

Companion per caso

In primo piano anche i nuovi companion. Anche qui, tutto in regola: il Dottore non ha mai avuto problemi a fare nuove amicizie. Ma c’è una differenza notevole e sostanziale rispetto al passato: non invita nessuno. Al termine della puntata, saluta tutti e parte via: è solo per un errore tecnico che tutti vengono coinvolti nel processo. Si potrebbe parlare a lungo del fatto che, probabilmente, voglia restare sola dopo i “disastri” delle ultime relazioni (Clara e Bill non è che siano vive e vegete al momento). Ma, in breve, mi interessa sottolineare come anche in questo caso si intraveda la voglia di voler fare qualcosa di differente. Companion per caso.

Doctor Who The Woman Who Fell to Earth

Ryan, Yasmin e Graham sono ancora tutti da conoscere. Certo, è stato dedicato loro moltissimo tempo e non è da tutti affrontare situazioni come la morte di un parente o combattere due alieni in una sola notte con la stessa professionalità degli agenti di Men In Black (sì, è una critica). Ryan sembra un vero combattente, Yasmin non è da meno, mentre il nonnetto sembra il classico tipo scettico e chiuso nei suoi pregiudizi, ma dal cuore tenero. Scopriremo a breve se mostreranno almeno un po’ di sorpresa ora che si ritrovano sospesi nel vuoto interstellare. Gestire tre companion invece di uno non è una cosa semplice, e se questo vento di cambiamento dovesse proseguire nel corso della stagione speriamo che verranno trovati espedienti narrativi diversi rispetto a quelli adottati con Clara e Bill.

In conclusione: Doctor Who cambia, è in continua evoluzione, ma resta fedele a se stesso sotto ogni aspetto. Lo dice la stessa Jodie Whittaker in una battuta:

Don’t be scared. All of this is new to you, and new can be scary. Now we all want answers. Stick with me — you might get some.

Questo primo episodio, anche se con una trama non eccezionale,  riesce ad attirare nuovo pubblico, magari riavvicinare chi si era un po’ perso. Peccato per chi ancora non apprezza il cambiamento, per chi è ancora in fase di work in progress. Ma anche la vita lo è, e va avanti nonostante tutto.  

 

P.S: Forse sarebbe opportuno chiamare, da questo momento in poi, il tredicesimo Dottore con l’appellativo Dottoressa. È anche vero che in inglese Doctor vale sia al maschile che al femminile ma lungi da me gettarmi in una querelle linguistica, quindi al momento ho preferito attenermi alla sua essenza di Time Lord/Lady e al fatto che il Dottore, in fondo, è solo un titolo e non il suo vero nome.

 

11.01 - The Woman Who Fell to Earth
  • Coraggioso
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