Drama Coreani

Daebak: Still 17 è semplicemente adorabile – Rubrica sui drama coreani

30 but still 17

La tragedia delle mille serie che iniziano, mentre tu ne stai già seguendo altre cinquecento, non si ferma neanche questo mese. Di positivo c’è che qualche nuova perla da scoprire non manca mai e per chi riesce a rubare qualche minuto in più al lavoro o al sonno il panorama è davvero sconfinato. E’ il caso, per me, della serie Still 17 che ho iniziato un po’ tardino a seguire, ma di cui ho recuperato tutti gli episodi disponibili in un paio di giorni. Ed è proprio da qui che mi sembra giusto incominciare.

Still 17

Il titolo potrebbe ricordare il film di Jennifer Garner 17 anni in un secondo, ma, nonostante alcuni punti in comune, la premessa di questo drama è un po’ diversa. Gong Woo Jin è un diciassettenne dolce e solare appassionato di disegno ed è cotto della sua coetanea Woo Seo Ri, un’aspirante violista un po’ stramba e sbadata, con la quale però non ha mai parlato. Destino vuole che un indicente improvviso mischi le carte in gioco e condanni Woo Seo Ri a tredici anni di coma e Gong Woo Jin ad una vita di sensi di colpa e volontario isolamento.

Quando finalmente si risveglia dal coma, Woo Seo Ri si ritrova sola e ormai trentenne, un vero shock per lei che ha l’impressione che non sia passato neanche un giorno da quando si è addormentata. In più è sola e non ha idea di dove sia scomparsa la sua famiglia e perchè la abbia abbandonata. Scappando dall’ospedale, scoprirà che nella sua vecchia casa ora vivono degli sconosciuti, che altri non sono che Woo Jin (che non la riconosce perchè la crede morta) e suo nipote Yoon Chan, aiutati dalla mitica governante Jennifer. I tre, dopo qualche iniziale resistenza, decideranno di ospitarla e di aiutarla a ritrovare la sua famiglia.

Cì sono molte situazioni buffe in questo Still 17, ma anche momenti molto emozionanti e drammatici. Ne esce una storia equilibratissima che lascia a chi la guarda una piacevole sensazione calda e morbida. Questi improbabili personaggi, piano piano creeranno insieme una famiglia un po’ anomala i cui membri si aiuteranno e incoraggeranno a vicenda anche nelle situazioni più difficili. Alcuni spettatori potranno forse lamentarsi che la storia sia piuttosto tranquilla e non presenti grosse sorprese, ma questo Still 17 rivela una profondità e una tenerezza tutte speciali che lo rendono per nulla scontato.

Ovviamente ci sono tanti nodi che dovranno venire al pettine: Woo Jin dovrà superare la sua diffidenza e i traumi del passato. Seo Ri dovrà fare i conti con un mondo che non esiste più e dovrà equilibrare la se stessa trentenne con quella diciassettenne. Ma ogni personaggio della storia ha tanto da raccontare ed è altrettanto interessante nel suo personale percorso. Insomma, un drama fresco e delizioso davvero imperdibile!

Perfetto per chi cerca un drama che sappia emozionare, ma che gli lasci un sorriso alla fine di ogni episodio

Time

Time

Se siete fan dei melodrammi, Time fa decisamente per voi. Vi ricordate di quando avevamo parlato di Come and Hug me come vero pinnacolo della tragedia? Bè, Time ne è un perfetto erede e anzi, lo supera agevolmente. Questo drama è un’ecatombe, una catastrofe, una valanga che prende velocità nella discesa inarrestabile, tanto che ho avuto qualche seria difficoltà a guardare gli ultimi episodi usciti.

Cheon Soo Ho, giovane, ricco e egoista, scopre improvvisamente di essere al capolinea. Ha un tumore al cervello che gli lascia solo qualche mese di vita. La situazione precipita ulteriormente quando una sera, ubriaco, scopre nella sua camera di albergo il cadavere si una ragazza. L’ha uccisa lui? Si è trattato di un incidente? La verità non ha molta importanza quando la reputazione e i guadagni di un intero conglomerato economico dipendono dalla sua condotta. Una macchina implacabile e piena di risorse si metterà in moto per coprire quanto accaduto, scontrandosi continuamente contro la perseveranza e la disperazione di Seol Ji Hyun che a tutti i costi vuole scoprire la verità sulla sorella, che la polizia ha dichiarato suicida.

I cammini di Cheon Soo Ho e Seol Ji Hyun si incroceranno inevitabilmente e lui, ormai costretto a fare conti con una vita egoista e sregolata che sta per arrivare al termine, si ritroverà a desiderare di fare qualsiasi cosa per permettere alla ragazza di avere giustizia, trasformando questa crociata in una vera e propria ossessione. Può chi non ha nulla opporsi a chi possiede il potere infinito del denaro? Può la verità venire a galla quando nessuno è interessato ad ascoltarla?

********* spoiler spoiler! Non leggere oltre se non avete ancora visto la serie*************

Questa serie è tosta. Lo è per la drammaticità degli eventi che non lasciano scampo. Lasciamo perdere il fatto che alcuni twist siano improbabili e alcuni atteggiamenti esagerati, chi la segue sa che una volta che si è saliti a bordo è difficile scendere dal treno. Se nei primi episodi qualche sprazzo di luce era presente e qualche intermezzo di speranza era visibile, con l’andare avanti della storia l’atmosfera si è fatta sempre più cupa e pesante.
Se potevano esserci speranze che la malattia di Soo Ho potessere essere in qualche modo “finta”, la notizia che l’attore Kim Jung Hyun abbia dovuto abbandonare la serie per motivi di salute, rende inevitabile la sua morte, che anzi, avverrà ancora prima dei tempi previsti dalla sceneggiatura originale.

Per il mio gusto personale, però, ci si è spinti troppo in là con il melodramma. La pesantezza degli eventi e la completa disperazione e disfacimento dei personaggi rende sempre più difficile seguire questa storia, ma interessantissimo sarà scoprire come si evolverà dopo la morte del suo protagonista e se saprà chiudere con sufficiente grazia ed equilibrio le vicende di questi personaggi disperati.

Per intanto non c’è altro da fare che peggiorare la tristezza e godersi la colonna sonora che è semplicemente strepitosa.

Perfetto per chi di dramma non ne ha mai abbastanza.

drama coreani

LEGGI ANCHE: Daebak: What’s wrong with secretary Kim è la commedia romantica dell’anno – Rubrica sui drama coreani

Are You Human too?

Forse è anche in seguito allo scalpore suscitato da una serie come Westworld, che è nato Are You Human too?, che ha per protagonista un androide di una perfezione così elevata da sembrare umano. Ma a parte il tema trattato, le similitudini tra le due serie si fermano qui e, come spesso accade nei drama, la presenza di un androide resta il semplice pretesto per mettere in scena complicate relazioni fra i personaggi e una tormentata storia d’amore.

Questo drama è finito qualche settimana fa e devo dire di averlo seguito con piacere, pur senza appassionarmici smodatamente. La trama in breve è questa: una madre, scienziata formidabile, viene separata da suo figlio che viene cresciuto dal perfido suocero e così, scappata all’estero, decide di colmare il vuoto lasciato da suo figlio costruendo un androide in tutto e per tutto simile a lui. Passano gli anni e inaspettatamente un incidente cambia drasticamente il corso degli eventi. Il vero Nam Shin cade in coma e per ragioni troppo complicate da spiegarvi qui, Nam Shin III (l’androide) si troverà a doverlo sostituire nella vita di tutti i giorni e specialmente sul lavoro, cercando di non farsi scoprire.

Solo poche persone sono a conoscenza la verità sulla sua vera identità oltre alla madre, e cioè il fedelissimo assistente di Shin, Ji Young Hoon, e la sua guardia del corpo Kang So Bong.

Il fiore all’occhiello di questo drama è sicuramente il suo protagonista, Seo Kang Joon, che si trova ad interpretare con grande carisma i due Shin, uno sfacciato e spocchioso, l’altro amorevole e ingenuo.
Aldilà della inevitabile storia d’amore, io più che altro ho apprezzato le dinamiche tra i vari personaggi che sono state messe in scena durante la parte centrale del drama: l’ambiguità della madre divisa nell’affetto tra un figlio di carne e ossa e uno meccanico e i dubbi di Young Hoon sulla propria lealtà quando, lentamente e inesorabilmente, finisce ad affezionarsi all’androide così diverso dall’originale.

Durante la storia abbondano i colpi di scena e alcuni sono molto ben riusciti, ma il drama si sgonfia un po’ su un finale un po’ trascinato che deve portare a casa a tutti i costi un lieto fine bello ampio.

Perfetto per chi cerca un drama movimentato e con un protagonista parecchio affascinante.

Questi sono i tre drama di cui ho deciso di parlarvi questa volta, ma non vedo l’ora di sviscerare con voi Life (disponibile su Netflix) che mi sta prendendo sempre di più e che ha messo sul piatto delle situazioni davvero interessanti e una qualità di sceneggiatura molto alta. Ho provato a dare uno sguardo a Your Honor, che come Are you Human Too gioca a mettere in scena due personaggi diametralmente diversi interpretati dallo stesso attore (questa volta si tratta di gemelli), ma l’ho abbandonato dope 6 episodi perchè, nonosante la protagonista femminile mi piacesse molto, ho trovato il resto un po’ troppo assurdo e l’interpretazione del protagonista troppo caricaturale.
Al più presto conto di dare seria attenzione anche a The Ghost Detective, appena iniziato, e spero di potervene parlare il mese prossimo.

E per questa volta è tutto. Suggeritemi le vostre serie preferite nei commenti se vi va!

Comments
To Top