Drama Coreani

Daebak: Mr Sunshine non delude le attese – Rubrica sui drama coreani

Mr Sunshine kdrama

A differenza di quella americana, sembra proprio che la TV coreana non conosca vacanze e sono tanti i drama che sono finiti in questi giorni, ma ancora di più quelli che sono pronti a partire. Non so voi, ma io sto facendo del mio meglio per stare dietro a tutte le serie, ma la lista dei drama che vorrei recuperare o iniziare a seguire non fa altro che allungarsi. E’ proprio il caso di sfruttare queste giornate bollenti in cui il meglio che si possa fare è stare tappati da qualche parte. Spero siate in vacanza o prossimi alle vacanze così da potervi lanciare in recuperi selvaggi. Quindi partiamo subito da quello che è partito in Luglio e cioè due serie che sono miracolosamente disponibili anche su Netflix.

Mr Sunshine

Le premesse per una grande serie c’erano tutte e questi primi episodi non hanno sicuramente deluso. Per questo commento mi baso sulla programmazione Netflix visto che è quella che sto seguendo, ma intanto mi mangio le mani in attesa dei nuovi episodi. La prima cosa che colpisce di Mr Sunshine è sicuramente la ricchezza e la bellezza di scenografie e costumi. Tutto è curato e ricercato e i molti soldi spesi per questa serie si fanno apprezzare tantissimo.

Tanti personaggi, tante storie che si intrecciano in modo non scontato e che tratteggiano un periodo storico davvero affascinante che noi non conosciamo quasi per nulla. Siamo nella Corea dell’inizio del 1900, un periodo che abbiamo visto rappresentato in tanti film e serie occidentali, ma che con questa serie ci pare quasi alieno. Il paese è invaso dagli stranieri che lo vedono come una facile preda. Prima era stato il turno di russi, cinesi e inglesi, ora sul campo ci sono giapponesi e americani, che piano piano, senza troppo scalpore, mirano ad impossessarsi del paese. I protagonisti sono tutti di diversa estrazione sociale: uno schiavo che ha trovato la libertà e una vita nuova in America, il figlio di un macellaio sbeffeggiato da tutti per il mestiere di suo padre e che si è fatto largo nella vita grazie alla sua rabbia, una giovane nobile figlia di ribelli pronta tutto per difendere il suo paese, e un ricco rampollo che in apparenza non tiene a nulla se non al suo piacere personale.

Amore, voglia di riscatto, coraggio, ribellione, guerra… tanti elementi che si mischiano insieme alla perfezione in Mr Sunshine, guidati da personaggi che cercano il loro posto nel mondo, sperando di dare un senso alle proprie vite. Una serie elegante e maestosa, ma non solo… tutta da vedere!

Piacerà a chi ama i costume drama e sente il fascino della storia

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Life

Due sono gli episodi per ora disponibili su Netflix anche se in Corea ne sono già stati trasmessi 6. La storia ricorda vagamente il The Resident americano, nel senso che, pur essendo in parte un medical drama, si occupa principalmente dei reali problemi di strutture sopedaliere la cui vocazione sarebbe aiutare chiunque abbia bisogno di cure, ma che dall’altra si ritrovano sempre di più a dover rendere conto di spese e profitti come delle vere e proprie aziente. Medici coscienziosi, quindi, contro affaristi senza scrupoli che devono far quadrare i conti. A scontrarsi sono Lee Dong-Wook (il reaper di Goblin) un carismatico giovane dottore di medicina d’urgenza e Cho Seung-Woo (il protagonista di Stranger, altro drama disponibile su Netflix) un vero e proprio squalo degli affari e la tensione tra i due è subito palpabile. La storia è bella tesa e ricorda quasi di più una serie americana che una coreana. Ottimi dialoghi, ottimi attori. Difficile dire che linea seguirà la trama, ma loschi traffici e entusiasmanti scontri tra i protagonisti sicuramente non mancheranno

Unica nota un po’ difficile da digerire, almeno per me, è l’ingombrante colonna sonora che sembra uscita da un catastrofico film di fantascienza: bella e curata, ma troppo presente, troppo eccessiva come a voler rendere drammatica ogni scena a tutti i costi.

Piacerà a chi cerca una serie tesa e ben scritta senza smancerie romantiche

Life drama coreano

Ma passiamo ora alle serie appena concluse e la cui mancanza si farà certamente sentire. **Occhio agli spoiler!!**

About Time

Per contraddirmi subito parto da Time che pur non essendo stata una serie particolarmente entusiasmante, aveva avuto i suoi momenti emozionanti. Questo fino al finale. Non ne sentiremo la mancanza, grazie ad un montaggio criminale che nell’ultimo episodio ha reso vano tutto il climax di tensione che era stato negli episodi precendenti. Lo avevamo capito che la questione degli orologi era solo un pretesto per mandare avanti la storia d’amore tra i protagonisti, ma chiudere tutto a tarallucci e vino in una maniera così sfacciata ha fatto infuriare ben più di un fan, dando l’impressione che gli sceneggiatori non avessero mai avuto la minima idea di come concludere la storia in modo sensato.

Il picco di tensione, l’incidente, i cronometri impazziti e poi un po’ di luce e tutto è andato a posto. Io confesso di averci messo un po’ a capire che non si trattasse di un sogno/realtà alternativa ma di quello che stava accadendo realmente e come una scema ho aspettato fino all’ultimo minuto una sorta di spiegazione, non per forza logica, ma almeno soddisfacente. Una delusione completa insomma.

What’s wrong with Secretary Kim?

Giunge alla conclusione anche quella che avevamo definito la commedia romantica dell’anno. Ha mantenuto le sue promesse? Secondo me sì, decisamente. I due protagonisti sono stati magnetici, affiatatissimi ed esilaranti fino all’ultimo, anche se volendo essere puntigliosi la serie sarebbe stata perfetta con un paio di episodi in meno. Sul finale si è forse cercato di allungare un po’ troppo il brodo. Tra le molte cose che non dimenticheremo l’AURA del protagonista e il mitico episodio della raccolta delle vongole.

what's wrong with secretary kim

Wock of Love

Chi invece avrebbe meritato un paio di episodi in più è stato Wock of Love, serie che se li è visti tagliare a causa di eventi politici e della Coppa del Mondo che ne hanno scombinato la messa in onda. Impossibile non notare il taglio in un finale comunque molto bello ma che lascia in sospeso parecchie trame che avrebbero meritato una conclusione adeguata.

La serie resterà memorabile per aver fatto venir voglia a tutti di mangiare Black Bean Noodles, per un cast non scontato e bravissimo e per una storia insolita che ha avuto il grande pregio di farci curiosare in cucina affascinandoci con piatti curatissimi. Una menzione speciale va alla coppia formata da Junho e Jung Ryeo-Won che sullo schermo sono stati di una naturalezza e una spontaneità impressionanti. Ma prima di chiudere non posso scordarmi di menzionare Jang Hyuk che ha dato vita ad uno strozzino dal cuore d’oro, occhiali da sole e bretelle che resterà davvero indimenticabile.

Nella prossima rubrica vi parlerò anche di Are you Human che sto finendo in questi giorni e di qualche altra serie che spero di riuscire a iniziare/recuperare come Time e Miss Hammurabi. Quindi ci risentiamo il prossimo mese qui e buon recupero forsennato a tutti!

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